Dio li fa e poi li accoppia!

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Il mio uomo è un creativo, lo dice già il mestiere che fa, lo stilista-modellista in una ditta di pret-à-porter nei dintorni di Verona. Io no, o meglio, sono abilissimo nel creare casino, ma questa è un’altra cosa.
Ora, mentre stavo buttando giù il post sull’ordalìa del brodo qualche settimana fa lui, giusto per ammazzare il tempo, ha schizzato alcune caricature che ho caricato tra i media, assieme ai veri visi dei personaggi che ha ritratto. Chi ha voglia, tempo e pazienza può andare a spulciare nelle foto per vederle in dimensioni accettabili.
La frase del titolo è però riferita a degli interessi comuni: basta dare un’occhiata veloce alle nostre due librerie su aNobii per capire: una volta stavo cenando con mai sorella e saltò fuori casualmente che Ale ha una passione per Maria Antonietta, e quello che era la vita del tardo ‘700: io sono sempre stato filo borbonico, appassionato del pettegolezzo di Corte nel periodo Luigi XIV, ma non disdegno incursioni in altre epoche; ed è bellissimo potersi parlare in codice col moroso. Per esempio, quando si parla della Maria ci riferiamo a Maria Antonietta, la Maria Buèla è Maria Teresa d’Austria (un tantino troppo tondeggiante), la MeriTerri è la principessa di Lamballe, la confidente di Maria Antonietta e chi più ne ha più ne metta…

Ed ecco nascere una MeriTerri con a fianco un quadro raffigurante un gambero: la pettegolissima contessa de Genlis, amante di quel Filippo Egalité duca d’Orleans che accelerò di molto i moti rivoluzionari per prendersi il trono del cugino… la Genlis, dicevamo, riferisce che la MeriTerri sveniva anche al solo vedere un gambero, anche se in un quadro. È da notare la sua cofana con le rose (della MeriTerri, non del gambero): non c’è ritratto suo che non le mostri; ipotizziamo che siano fatte di porcellana di Sèvres o che avesse fatto radicare delle talee nella parrucca.

 

Madame Adelaide era una delle numerose figlie di Luigi XV: il Re era molto gagliardo, e si cita una frase apocrifa di sua moglie, la Regina Maria Leszczyńska: “sempre a letto, sempre incinta, sempre partorire”, frase popolare, ma in realtà la regina aveva troppo senso delle convenienze per usare un’espressione simile; Madame Adelaide odiava a morte Maria Antonietta, e la maggior parte della stampa contraria alla Delfina prima, ed alla Regina poi, veniva proprio dalla real zia falsa ed acida che coniò l’epiteto “Cagna Austriaca” che seguì Maria Antonietta fin sul patibolo, e che passava ai giornali dei testi da pubblicare anti-Maria, e che disse una frase che fu il prototipo del celebre detto delle brioches, che Maria Antonietta non si sognò mai di pronunciare. Nel nostro disegno noi vediamo una vecchia arcigna che pugnala il celebre ritratto della Maria con la rosa, fatto da Elisabeth de Vigée-Le Brun.

 

La Castiglione passava per essere la più bella donna di Francia, e Camillone di Cavour sfruttò ampiamente le grazie della cugina per manovrare Napoleone III, cui il popolo dava il nomignolo di “Scemotto”: può essere, ma di certo ho visto donne molto più belle e dotate di charme in quell’epoca. Quello che è certo, è che Napoleone III era scemo, fatuo, sottaniere e per giunta di bocca buona: insomma, un gran porco. Ah, nel ritratto fatto da Ale non vediamo la Virginia Oldoini ma la mia prozia Jolanda vestita da contessa di Castiglione: ne ha visto una foto sola, e gli è rimasta molto impressa…

 

Madame de Stael era una donna del gran mondo, intelligente e colta, ma brutta come il peccato e decisamente pretenziosa…

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