Amelia, la fattucchiera che ammalia

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La scheda di "Io Amelia" su aNobiiÈ da tanto che nomino codesta Amelia, la fattucchiera che ammalia: direi che è giunto il momento di parlarne un po’.
Nata nel 1961 dalla favolosa matita di Carl Barks, Magica De Spell fa la sua comparsa nella storia “The Midas Touch”, pubblicata per la prima volta su “Zio Paperone” n. 36, e pubblicata in con il titolo “Zio Paperone e la fattucchiera”.
È una donna –pardon: papera- mediterranea con una fluente chioma nera, con ciglia lunghe ed un vestitino nero, è il contrario delle solite streghe della Disney, o brutte rinsecchite come la matrigna di Biancaneve oppure sciatte e un po’ campagnole come Maga Magò. Barks le ha creato una casa vicino al Vesuvio, dove vive con il corvo Gennarino (Ratface, apparso nel 1963); l’autore amava l’Italia, quindi ha dotato il clan dei Paperi di un’italiana, la cui immagine è ispirata un po’ a Sophia Loren, un po’ a Gina Lollobrigida: la cattiva sexy di Carl Barks è incarnata in una papera molto “pantera”, insomma.
Nella storia “Zio Paperone e la fattucchiera”, Amelia entra in scena collezionando le monete degli uomini più ricchi del mondo, allo scopo di fonderle in un crogiolo sulla bocca del Vesuvio per realizzare un amuleto in grado di farla diventare la più ricca in assoluto. All’inizio Amelia accetta una monetina qualsiasi datale da Paperone, ma appena capisce che la prima moneta da lui guadagnata, la Numero Uno, è fondamentale per l’esito del sortilegio ingaggia una lotta senza quartiere per ottenerla che dura tuttora, dopo cinquant’anni di travestimenti, astuzie, ricatti, assalti in forze –tanto a livello magico che tecnologico- ma che vede Amelia irrimediabilmente sconfitta all’ultimo istante da Paperone, che molto spesso si avvale dei nipoti –Paperino e Qui, Quo, Qua-, di Archimede Pitagorico e del maggiordomo Battista come aiutanti di campo.
Nell’arsenale di Amelia troviamo le bombe accecanti, i profumi stregati, i filtri magici, bacchette magiche dalle più svariate nature ed effetti, perfino armi rubate ai vecchi dèi pagani, ma anche raggi ipnotici e altre diavolerie tecnologiche (specialmente nelle storie barksiane degli inizi), come i raggi ipnotici.
Il rapporto di Amelia con le altre streghe della Disney è spesso altalenante: amica di Roberta, la studiosa esperta (personaggio nato in Italia ) che le fornisce aiuti tecnologici; ambivalente con Maga Magò, ma più spesso amiche e collaboratrici; molto più teso con Nocciola, che Amelia tratta di “Paleostrega”, ma con la quale una volta ha fatto anche un accordo: Nocciola avrebbe cercato di rubare la Numero Uno a Paperone mentre Amelia avrebbe cercato di risolvere l’impossibile problema della collega: convincere lo scettico Pippo dell’esistenza delle streghe.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. @ Reginadeitucani: In un’intervsita pubbicata su Topolino Carl barks ha dichiarato:

    Adoro l’Italia e la pizza! Quando ho creato Amelia, mi è sembrata una cosa carina presentarla come una ragazza italiana che vivesse alle pendici del Vesuvio

    Che poi mi pare giusto, in netta contrapposizione a tutte quelle maliarde finto francesi che popolano la letteratura e i film di azione. 🙂

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  2. @Rue: saluti anche a te. Vedo che ti piace Brooks: ho letto le saghe del Cavaliere del Verbo e di Landover, mi sono piaciute molto. Mi sono arenato al primo libro di Shannara, però.
    Conosci Neil Gaiman?

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  3. Amelia è sempre stata uno dei miei personaggi preferiti…d’altronde ho sempre avuto una predilezione per le storie coi paperi 🙂

    Smaoineamh

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  4. Guarda, ditemi che sono prevenuto, che sono razzista, che ho cattivo gusto… ma a eme Topolino, perfettino, pulitino, così nobile che la sua cacca è marmo mi sta sulle palle in una maniera incredibile. Lo trovo sopportabile solo con Pippo

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  5. approvo!!! infatti delle storie di Topolino ho sempre gradito Pippo e quando se ne andavano a spasso nel tempo coi macchinari di Zapotek; per il resto ho sempre preferito i paperi

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