La vita è corta ma è larga. Ya-ya!

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Immagine di L' indomabile tribù delle Ya-Ya sistersImmagine di I sublimi segreti delle Ya-Ya SistersHo finito di leggere nelle scorse settimane due libri di un’autrice americana di nome Rebecca Wells: L’indomabile tribù delle Ya-Ya Sisters (Little Altars Everywhere) ed il suo seguito, I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters (Divine Secrets of the Ya-Ya Sisterhood).

I libri sono ambientati in una piccola città della Louisiana e raccontano la vita di una donna, Vivi, delle sue amiche d’infanzia: Teensy, Caro e Necie, e della famiglia di Vivi. Il primo volume si articola in una serie di racconti divisi tra gli anni ’60 e gli anni ’90, narrati ognuno da un personaggio diverso: Vivi, i suoi figli Siddalee, Little Shep, Baylor e Lulu, il marito ed altri, mentre il secondo è un romanzo. Le figure centrali sono Siddalee e sua madre, con il loro tempestosissimo rapporto… tempestoso quando esiste, va detto… vediamo la difficile infanzia dei figli di Vivi, assillati ed assaliti da una madre che cammina in equilibrio sul bordo della follia, figlia a sua volta di una madre non troppo sana ed orribilmente bigotta; la differenza tra i due libri sta nel fatto che ne I sublimi segreti delle Ya-Ya Sisters viene presentata una versione un po’ diversa, un pochino addolcita dei fatti raccontato ne L’Indomabile tribù, e viene posto maggiormente l’accento sulla strettissima e lunghissima amicizia tra le quattro Ya-Ya: queste eterne adolescenti sono invidiabili, delle sessagenarie grandiosamente incuranti del tempo che passa, vivendo sempre la loro vita al pieno delle loro possibilità, accompagnandola con fiumi di bloody mary e quintali di gombo di gamberetti anche attraverso la guerra, la perdita delle persone care, l’alcool, la follia, l’abbandono e chissà che altro. Qualunque cosa succeda per ognuna di loro ci saranno sempre le altre, che come in una tribù si aiutano e si sostengono senza chiedere nulla.

Ho amato molto I sublimi segreti, e un racconto in particolare de L’indomabile tribù, narrato da Baylor, figlio minore di Vivi, mi ha commosso. Il clima che si respira è bellissimo, intenso, le Ya-Ya e Sidda hanno dei caratteri molto forti e ben marcati; Rebecca Wells riesce a creare delle immagini che non sono solo immagini ma riesce a darti anche l’idea che siano dei ricordi vissuti da te in prima persona, attraverso suoni, odori, profumi, sapori, luci. Ma anche nella gioia e nella felicità c’è sempre il germe della disperazione e del dolore, così nel racconto del piccolo Baylor riceviamo la sensazione di calore, di protezione e di sostegno che emana possente e morbida dalla tribù ma che non riesce a cancellare del tutto il timore dei mostri notturni e le angosce nascosti sotto il letto del bimbo. Esiste anche il contrario, nella rovina e nella disperazione si può sempre trovare il seme della felicità, come Vivi mostrerà ad una incredula Sidda dando consigli di bellezza a due donne in difficoltà.
Esiste una trasposizione cinematografica dei libri, che non è particolarmente fedele, ma che si avvale di una regista come Callie Khouri (Thelma e Louise) e di attrici del calibro di Maggie Smith (Caro), Sandra Bullock (Siddalee), Fionnula Flanagan (Teensy), Ellen Busrtyn (Vivi).

 

Leggendo il libro, non so perché mi è venuto in mente Sex and the City, e il rapporto che lega le quattro protagoniste.
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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. io ho letto “I sublimi segreti” dopo aver visto il film e mi era piaciuto moltissimo; l’ho trovato un ottimo romanzo…e anche il film mi era piaciuto, anche se, per necessità di tempo, molte cose sono andate perdute nella trasposizione

    Smaoineamh

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  2. Io ho fatto lo stesso: prima ho visto il film, due volte. Poi ho trovatoil libro per caso, alla Mel (scontato, a 4€! quando si dice la fortuna), l’ho letto di un fiato e dopo due giorni sono tornato a prendere anche l’altro libro, che avevo visto nei reminders. Poi ho ri-noleggiato il film per fare il confronto: ho capito tagliare e saltare per evitare la lunghezza, ma neanche sconvolgere l’inizio con tutta la manfrina del drink col sonnifero, o zuccherare troppo il finale. Nel complesso resta un bel film, poi mi piace un sacco Maggie Smith

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