PaperWater

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Lo so che non è elegante parlare del proprio cesso, né in giro per la rete né altrove, ma tanto l’ho già fatto… nel post di lunedì 2 giugno, intitolato “Welcome to my world“. Non arrivo a citare uno dei miei scritti, perché va bene essere egocentrico, ma la nonna mi diceva sempre che nella vita “ghe vóe un minimo de quéo che se ghe dise“, un minimo di pudore.
Insomma, i miei venticinque lettori sanno che ho avuto il colpo di genio di personalizzare il coperchio del water.
E come potevo farlo? Ma coi Paperi! Paperone, Paperino, Amelia.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Tutto rigorosamente fatto a mano, ho comprato solo i topolini vecchi. Ho usato disegni di Giorgio Cavazzano, Romano Scarpa e Luciano Gatto, niente fuffa pseudo moderna. Ho preso una tavola del water all’ikea, un po’ di colla… e sei robuste mani di vernice in cima, che non mi si rovini tutto con la prima passata di disinfettante

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