L’amour est un oiseau rebelle

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Estate, piena stagione dell’Arena di Verona! Dato che Ale voleva fortemente e da tempo il suo battesimo areniano noi, da bravi bambini che siamo, ci siamo goduti una Carmen ieri sera accompagnati da quattro sue colleghe, grossomodo alla loro prima volta all’Arena anche loro.
La serata è stata favolosa: limpida, tersa e gradevolmente calda dopo una mattinata di pioggia e temporale, con una brezzolina che spirava gentile e spazzava il cielo notturno da nubi che avrebbero potuto nascondere una luna piena estiva molto romantica.
L’opera è stata bellissima: ottimi costumi, scene encomiabili, la regia di Franco Zeffirelli magistrale, ed il cast un vero tripudio, tra cui spiccavano egregiamente i due protagonisti, ottimi sia dal punto di vista vocale sia da quello recitativo, benché mi senta di dare a Carmen la preminenza su Don Josè.

Carmen mi è sempre piaciuta molto, è uno splendido personaggio femminile: calda, sensuale, una vera pantera, che sa esattamente quello che vuole e come ottenerlo, perfettamente conscia del suo potere non solo seduttivo; una donna che ama la vita, che la vive fino in fondo godendola ad ogni secondo, anche se agisce in maniera impulsiva o tenebrosa: insomma, un’amabile zoccola impunita, mi piace un sacco.
Don Josè, al contrario, lo trovo sciatto, scialbo, una piaga di uomo, un fallito che soltanto perché non ha né arte né parte se ne va a fare il militare, e che alla prima frasca che vede si inalbera come un toro da corrida e non capisce più nulla, come se poi avesse mai capito qualcosa, ed anche discretamente sadomasochista: gli basta vedere Carmen che gioca con la corda mentre lui la sta arrestando per caderle ai piedi come una pera matura; del resto lei lo tratta veramente come se fosse una qualche immondizia portata in casa dal gatto, e lui ci sta. Non solo ci sta, ma per un bel servizio del genere molla la professione e diventa un bandito, pur essendo geloso come solo un latino può essere e sapendo di avere più corna in testa di un cesto di escargots… e Carmen, nonostante tutto ha buon gioco, navigando nel burrascosissimo mare delle sue scenate di gelosia mentre lei se la fa con il torero Escamillo.
Da un lato posso capire José: l’altra sola donna che ronzava nella sua vita, ad esclusione della lontana mamma che lo aspetta moribonda al paesello, è Micaela: la paesanella dalla trecciolona bionda e dalla borsetta di paglia, sempre diabolicamente buona come la tremenda Lucia Mondella dei Promessi Sposi, sempre tanto buone e tanto pie da divenire dei perfetti aguzzini hitleriani: ti credo che il povero coglioncione, vedendosi davanti una donna con la forza di un vulcano e scoppiettante di vita come i fuochi di Piedigrotta la insegua fuggendo a gambe levate da Miss Pudicizia, da questa specie di Nonna Papera ante litteram la cui treccia è pronta per trasformarsi nel cogognèo (in veneto è lo chignon, NdMauro) a triplo strato di Elvira “Papera” Coot.
E tuttavia è il cogognéo ad averla vinta: per forza, data la morale ottocentesca non poteva essere altrimenti visto che Micaela incarna quella santa virtù che, per citare Mae West, “va premiata, ma non si trova in vendita al botteghino”; la lussuriosa e strana Carmen finisce male, e molto male per il suo unico errore: il non aver saputo calcolare esattamente quanto poteva tirare la corda che aveva legato al collo di Josè.

No, non capirò mai perché una debba essere tacciata di cattiva solo perché ama divertirsi, e sia sempre obbligata a finire male per espiare… espiare che, poi? La morale altrui, che di solito è l’atteggiamento che si adotta verso le persone che ci sono antipatiche? Ma per favore…

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. No, perché ti devi vergognare? Io adoro il musical!
    Non sai quanto volentieri andrei a vederli, se ne facessero di decenti più spesso. Il mio ultimo è stato Gigi, con la Baccarini, Dorelli junior e Ernesto Calindri

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