Vita da strega – Bewitched

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Un altro dei bei ricordi della mia infanzia, poi anche adolescenza, giovinezza e maturità (è una di quelle cose costantemente replicate nei più disparati orari e canali televisivi) è Vita da strega.

«C’era una volta una tipica ragazza americana che un bel giorno si incontrò, anzi, forse è il caso di dire si scontrò, con un tipico esemplare di focoso e intraprendente maschio americano. E si scontrarono di nuovo, e di nuovo ancora… A quel punto decisero che forse era meglio sedersi a chiacchierare, onde evitare ulteriori tamponamenti. Non tardarono a scoprire che c’erano giochi più piacevoli dell’autoscontro! Si accorsero di avere molti interessi in comune: la radio, la televisione, i treni… E quando il giovanotto si rese conto che in compagnia della ragazza il suo motore saliva a diecimila giri al secondo, fece ciò che qualsiasi esemplare maschile della gioventù americana avrebbe fatto al suo posto: le chiese di sposarlo. Celebrarono un tipico matrimonio americano e partirono per una tipica luna di miele con i tipici accessori del caso. Tutto normalmente e tipicamente americano, tranne un piccolo, insignificante particolare: la ragazza… era una strega!»

(dall’episodio pilota “Giuro: sono una strega!”)

È la storia della bionda Samantha (Elizabeth Montgomery), giovane strega sposata al pubblicitario Darrin Stephens (Dick York), umano un po’ mona e senza poteri di nessun genere, spaventatissimo all’idea che chiunque al mondo possa scoprire che sua moglie è una strega, così come i loro figli Tabatha e Adam, disprezzato all’ennesima potenza dalla terribilissima Endora (Agnes Moorehead), madre di Samantha. A complicargli la vita c’è tutto il clan degli svitati parenti magici di Samantha: lo zio Arthur, scherzomane gigione e porcello; la zia Clara (Marion Lorne), deliziosa vecchietta rimbambita; Maurice, elegantissimo e charmant padre di Samantha; la zia Agata, pessima sorella di Endora; Serena, cugina “gemella” di Samantha (sempre interpretata dalla Montogomery) e chi più ne ha più ne metta.
Darwood… Darwen… Darrin (Endora affetta sempre di non ricordare bene come si chiami il genero) chiede a Samantha di non usare la magia per vivere la loro vita e lei accetta, a malincuore: lui perché ha una fifa blu, lei perché lo ama. Ma sarà sempre la magia a tirarlo fuori dei guai dopo che uno dei parenti della moglie ce lo avrà ficcato, o per dispetto (Endora, Serena, Agata, Arthur…) o senza volere (i figli, la sgangherata cameriera Esmeralda, zia Clara… ma anche la stessa Samantha).

Samanta ed EndoraSamantha mi è sempre stata simpatica, ma non ho mai apprezzato molto la sua idea di adattarsi a vivere da mortale: da piccolo non mi andava che non potesse fare la strega, ora da grande capisco che non è un bene castrarsi fino al punto di rinunciare alla propria natura per qualcun altro. Per contro, le sta benissimo visto che se l’è cercata: ha rivelato a Darrin di essere una strega solo la prima notte di nozze, mentre avrebbe potuto essere onesta da ben prima e dargli la possibilità di rinunciare ad incasinarsi la vita. Lui, comunque, non avrebbe capito un piffero lo stesso perché è il Fantozzi della situazione, è la quintessenza del marito decerebrato, è un personaggio talmente marginale che nessuno s’è accorto quando l’attore Dick York dovette abbandonare il set per gravi motivi di salute e venne sostituito da un altro attore, Dick Sargent.

Mi piaceva molto anche zia Clara, dolcissima vecchietta suonata come un gong per via dell’età che le giocava brutti scherzi: ad esempio, una volta prova a riparare con la magia una lampadina fulminata e si ritrova ad evocare Benjamin Franklin, oppure le chiedono di far comparire un drink e lei materializza un orso polare… di errore in errore, zia Clara entra in casa di Samantha nei modi più diversi ed assurdi: o nel frigorifero o precipitando dal caminetto, e puntualmente se ne va dimenticando le scarpe sul pavimento. È anche l’unica strega ad essere dalla parte di Darrin.

EndoraLa migliore nel gruppo è sempre stata Endora: una donna che rimprovera alla figlia di aver rinunciato alla magia per amore di un essere “al settanta per cento acqua”, testualmente. Meglio sottolineare che Endora è spessissimo rappresentata con un cocktail in mano, forse da qui la sua avversione per l’acqua!
Endora architetta piani diabolici per far ricordare a Samantha lo stile di vita meraviglioso che ha abbandonato, le mette davanti sempre nuovi e più affascinanti giovani stregoni per convincerla a lasciare Darwood… Darwen… Darrin… Ma una volta diventata nonna un po’ cambierà e, raramente, riuscirà perfino a pronunciare correttamente il nome di suo genero. Endora è dotata di uno stile invidiabile, ama le comodità (come tutte le altre streghe), il divertimento e le bellezze che la vita offre, ed anche e il lusso. Una volta stava facendo la baby sitter ai nipotini e per essere più a suo agio ha trasformato l’intero arredamento di casa Stephens in un perfetto ambiente Luigi XIV.
Truccata pesantemente, con ciglia finte che potrebbero essere tranquillamente dei ventagli, ombretto e fondo tinta in quantità industriale, artigli –più che unghie- laccati in tantissimi vivaci colori, pettinata in maniere architettonicamente improbabili, indossa abiti svolazzanti sovente con mantelle di tulle, oppure dei coloratissimi caftani, gesticola in maniera magniloquente anche quando non deve attivare un incantesimo: Endora è la madre di tutte le drag queen, ma non credo lo abbia mai saputo.

Sono da notare certi dettagli delle traduzioni dei nomi: in Italia e in Francia Tabitha era forse ritenuto un nome troppo difficile, e infatti fu tradotto con? Tabatha! L’avessero chiamata Mariella o Luciana avrei capito lo sforzo di cambiare il nome… Sorte analoga tocca a Darrin, che in Francia diventa Jean-Pierre: meno male che in Italia non hanno pensato di chiamarlo Pier Ugo.

Nel 2005 è stato tratto un film omonimo dalla serie, diretto da Nora Ephron; Samantha è stata interpretata da Nicole Kidman, molto somigliante alla Montgomery, Shirley MacLaine ha magistralmente ricoperto il ruolo di Endora.
Il film è pessimo: in partenza con la serie non ha quasi nulla a che fare, tranne che poi ne diventa un clone malfatto. La Kidman è simpatica e graziosa, ma fuori parte quant’altri mai; la storia fa acqua peggio del Titanic (non solo il relitto, anche il film); Micheal Kane probabilmente ha fatto una delle sue interpretazioni più piatte nel ruolo del padre della Kidman; Shirley MacLaine è la classica perla in mezzo ai fagioli: brillante, grande, istrionica, perfettamente a suo agio in qualsiasi situazione. C’è un’altra apparizione che salvo in questa pellicola: Lucinda, il gatto della Kidman, che è identica alla mia Felicia… e magari è lei, visto che se ne sta in giro per giorni e giorni senza chiamare a casa.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Anch’io l’adoravo, le mie preferite erano Endora e Serena! Su SKY, tempo fa, ho visto un documentario su Elizabeth Montgomery, e ho scoperto che anche lei detestava il fatto che Samantha rinunciasse a sé stessa per un uomo (si divertiva molto di più interpretando Serena, la cugina gemella). Era una donna intelligente e brillante, la cui carriera è stata poi stroncata dal personaggio, di cui non è più riuscita a liberarsi. Prima di morire in seguito a una grave malattia (non ricordo quale), su invito di Dick Sargent, Elizabeth è stata la prima (o una delle prime) star a partecipare a un Gay Pride. Dick aveva contratto l’AIDS quando ancora non se ne sapeva niente, perciò aveva chiesto all’amica e collega di aiutarlo a diffondere il messaggio sull’informazione e prevenzione in occasione del Gay Pride di San Francisco.

    E qui si scivola nella maledizione del Dick/Darrin… perché se Sargent alla fine venne ucciso dall’AIDS, York – il primo Darrin – morì di cancro. Che Will Ferrell debba darsi un bel grattino?

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  2. Sapevo che la Montgomery morì di tumore, e poi ho fatto un paio di indagini: Dick Sargent sarebbe morto di cancro alla prostata; Agnes Moorhead morta con un cancro all’utero che si è diffuso anche ai polmoni, Elisabeth Montgomery morta di cancro al colon come Alice Ghostley (Esmeralda), ma questa anche con attacco di cuore; Alice Pierce (la prima signora Kravitz) di cancro alle oviaie; George Tobias (Abner Kravitz) morto di cancro alla vescica; Kasey Rogers (seconda signora Tate) con cancro in gola e attacco di cuore; cancro anche per Maurice Evans (Maurice); Dick York morto per le complicazioni dell’incidente sul set che lo portò col tempo a lasciare Vita da Strega, e più in là con gli anni lo costrinse in sedia a rotelle e col respiratore, alla fine il cuore ha ceduto; David White (Larry Tate), Marion Lorne (Zia Clara), Paul Lynde (Zio Arthur) e Roy Roberts (il secondo padre di Darrin) per attacco cardiaco.
    La sola nota positiva, tra i morti, è Estelle Winwood (Zia Incantesimo) che è morta a 102 anni ancora sulle scene, come la Borboni.
    Parliamo di correlazione tra cancro, colpi al cuore e vita da star oppure di Maledizione di Vita da Strega? No, perché in questo caso oltre a Ferrel pure Micheal Cane, la Kidman e Shirley MacLaine dovrebbero sgrattugiarsi con forza.

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  3. Tutti questi dettagli non li sapevo… ma allora c’è una maledizione sull’intera serie! Oh, Signur, sarà bene che una bella grattata se la diano tutti, ma proprio tutti. Anche le comparse. Non si sa mai!

    P.S. E comunque sono d’accordo con te, il film è tremendo. Poi non so tu, ma ho avuto l’impressione che la Ephron abbia fatto interpretare alla Kidman la parte di Meg Ryan – visto che non l’aveva sottomano come al solito – ancor prima di farle presente che il personaggio era invece Samantha.

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  4. @Giuda: pare tutto fatto di fretta, come se la Kidman, dall’alto delle sue rughette incipienti, avesse improvvisamente deciso di fare un filmetto da cassetta tanto per pagarsi un botulino d’emergenza.
    Se devo dire la verità, l’ho apprezzata molto di più in un altro film leggero: “La donna perfetta”, con una Glenn Close in formissima ed una Bette Midler quasi indemoniata 🙂
    Poi la Kidman è tornata a fare la matta psicopatica in La Bussola d’oro, e ha reso molto bene come Marisa Coulter. Stiamo attendendo trepidanti il seguito.

    @Regina: Ti posso dire che noi ci aspettavamo una specie di sequel, o quanto meno un qualcosa che assomigliasse ad un episodio lungo… che ne so, giusto per sapere che fine hanno fatto Darrin e Samantha, oppure se Tabatha si sposa un mortale come sua madre…Zero, nulla di tutto ciò.
    È come se mi filmassi mentre vado in un negozio di giocattoli a comprare un pupazzetto di Spock e chiamassi il film “Star Trek 12”… al massimo guardati il trailer su Youtube

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  5. il film è terribile; Farrel sarebbe da prendere a badilate una scena si e l’altra pure, tanto per non perdere la mano :asd:
    La kidman, come dice Giuda, pare reciti nella parte della Ryan che recita la parte di Samantha.
    Si salva la McLane, ma è un po’ poco per un film della sua durata; non ricordo quanti minuti durasse, ma sicuramente erano troppi.
    Quando lo vedemmo vinse la palma d’oro per l’inutile spreco di tempo e di pellicola.

    Smaoineamh

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