The women

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Per non farci mancare nulla siamo andati al cinema anche ieri sera, a vedere The women, deliziosa commedia tutta al femminile interpretata da Meg Ryan, Annette Bening, Eva Mendes, Bette Midler, Candice Bergen, che è un remake del un film omonimo (1939) di Gorge Cuckor.

La storia è semplice: Mary Haines (Meg Ryan), signora dell’alta società newyorkese, che disegna abiti più o meno a tempo perso per la ditta del padre, ed è impegnata in una moltitudine di attività di beneficienza, scopre che il marito Steven la tradisce con una commessa di profumeria, una… spruzzatrice (Eva Mendes); dapprima cade nello sconforto, poi parte alla riscossa, col sostegno delle sue amiche, ed un po’ anche della madre (Candice Bergen).

La satira del bel mondo è graffiante, coi suoi pettegolezzi, le falsità, le rivalità, gli snobismi, il gran lusso sfrenato e, naturalmente, lo shopping!
E come nell’originale del 1939 tutto il cast è al femminile, non si vede un maschio a pagarlo oro.

La differenza rispetto al film di Cuckor sta nel fatto che Mary – Meg Rayn intraprende un cammino di crescita personale che invece manca alla Mary di Norma Shearer, così come vi è un inatteso sviluppo per la migliore amica di Mary, Sylvie (Annette Bening), diverso dal quello del ruolo di Rosalind Russel nella vecchia versione. Crystal Allen (l’altra, la spruzzatrice) è perfida quanto riusciva ad esserlo Joan Crawford, ma forse con un tocco di eleganza in meno. Lunare l’interpretazione di Debra Messing, che da Will & Grace piove qui nel personaggio di una delle amiche di Mary madre di famiglia un po’ figlia dei fiori (appassiti), con un incredibile numero di figlie perché sta cercando di avere un maschio. Non ho apprezzato molto il cameo di Bette Midler, circa 3 minuti di film, in cui non fa quasi nulla salvo fumarsi una canna e portare a spasso un’espressione allucinata già prima di fumarla, incorniciata da una parrucca biondo platino uguale a quella di Donatella Versace: siamo ben lontani dalla Midler che in “La Donna Perfetta” (con Nicole Kidman) ironizza dichiarando ad un’attonita Glenn Close “Questo natale potrei mettere una pigna sulla punta del mio vibratore per avere un Natale da urlo!”. Peccato.

È bellissimo il rapporto tra le due amiche, Mary e Sylvie, e a questo riguardo la regista Diane English in un’intervista ha detto: “Volevo trasformare il film in una storia d’amore tra due donne eterosessuali”.
Direi che ci è andata molto, molto vicino.

È un bel film, molto frizzante, non ha momenti di fiacca ed a tratti perfino poetico.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Guardavo la locandina. Quella sulla sinistra che risponde al telefono ha la stessa espressione di Vanessa Williams quando interpreta Wilhelmina in Ugly Betty e fa una delle sue telefonate perfide. È la Benning? Mio Dio, ma hanno fotoscioppato da paura la locandina o hanno stirato lei con una Zamboni e tanto ma tanto mastice? Avevo sentito parlare del remake e m’incuriosiva anche (sebbene non veda l’originale da quando il bronto-bus mi portava alla scuola di incisione rupestre di Bedrock), ma la presenza di Meg “bocca di pesce” Ryan mi ha convinto ad aspettare che, “come il cadavere del nemico, passi lungo il fiume”. O su SKY. Da quando ha scelto la plastica non riesco più a guardarla negli occhi, mi aspetto costantemente che aprendo bocca emetta bollicine.

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  2. La Ryan non è la sola attrice che dovrebbe denunciare il chirurgo plastico, e che comunque avrebbe fatto meglio ad andare da una regina del woo-doo per farsi un po’ più giovane: hai visto che cos’è diventata la Deneuve dopo il tiraggio? Mi è caduto un mito. Per fortuna Virna Lisi resiste ancora.

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  3. @ThoraBReinfey: io ce l’ho in una vecchissima cassetta, ogni tanto me lo riguardo… certe battute sono impagabili.

    Poi mi dirai che ne pensi: ovviamente è un po’ diverso dall’originale.
    Sarei curioso di leggere il testo teatrale da cui sono tratti, dev’essere molto gustoso.

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