Jeja scavejona

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Dopo aver parlato a suo tempo del concetto di teresina, è ora di introdurre la nozione di “jeja scavejona“, termine che torna spesso nei nostri discorsi familiari.Nel nostro dialetto si usa dire jeja, alle volte italianizzato in gegia, per dire che non ci si sente troppo bene in salute; ad esempio: quando ho il raffreddore posso dire di avere un po’ la jeja.

Per estensione la jeja passa dal concetto di malattia a quello si sfortuna, o meglio di sfiga. Tra i miei ricordi di bambino c’è anche mia madre, alle volte, che diceva “la faccenda si fa gegia” per dire “la situazione si complica, si fa critica”.Ma se le cose peggiorano, e da un raffreddore mi becco qualche cosa di peggio, la jeja diventa scavejona (dicesi di persona con una grande quantità di capelli scarmigliati); strictu sensu la jeja scavejona è un tipo di malattia che si contrae –di solito in maniera totalmente inconsapevole- facendo zumpa zumpa con un partner occasionale o sconosciuto: il termine indica in sostanza una MTS (malattia trasmissibile sessualmente) qualsiasi, dalla gonorrea all’AIDS.
Quindi, trasportando il ragionamento precedente al concetto di sfiga la jeja scavejona è la sfortuna più nera, fantozziana, romanzesca o da tragedia greca che si possa immaginare. Il malocchio, la fattura vudù, la maledizione della mummia, la maledizione dei presidenti dell’anno zero son tutte cose che possono rientrare nella categoria jeja scavejona come degne varianti od epifanie.

Poi, visto che in francese la sfiga è le guignon, Ale ha coniato anche il termine guignon hurluberlu, dal nome di una pettinatura molto artistica che era in voga in Francia verso la seconda metà del ‘600; l’immagine a fianco ne è un  esempio (epoca circa 1670-71).

In inglese viene detta scatterbrain… vedremo se ne nasceranno nuove espressioni gergali.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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