Bibbidi bobbidi bu

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TavolaSabato sera abbiamo dato la nostra annuale Cena delle Zucche: si chiama così per un eccesso di fantasia visto che tutto, dall’antipasto al dolce, è a base di zucca.
Di solito la facciamo come celebrazione di Samhain, ma quest’anno è andata così.
Il menù comprendeva:

  • I Crostini di Zucca e Funghi con Scagliette di Grana Padano,
  • La Crema di Zucca,
  • La Zucca Trifolata e La Zucca in Agrodolce con contorno di Straccetti di petto di Pollo Tandoori “Và te ciava”,
  • La Torta di Zucca,
  • I Biscotti di Zucca.

Quest’anno non mi sono esibito in altri due capi saldi, la zucca ripiena e la zucca in saôr, perché non avevo molto tempo… e perché uno non può fare sempre le stesse cose, anche se riscuotono successo: squadra vincente non si cambia ma alle lunghe stufa, almeno in cucina.

I crostini sono semplici: per funghi trifolati misti ho usato champignons e porcini, secchi e fatti rinvenire col vino rosso come insegna Isabel Allende nel suo libro Afrodita (lei consiglia di scolarsi il vino che ti avanza mentre si ammollano i funghi, e ho prontamente obbedito); la zucca in questo caso era la classica zucca barucca tanto cara a noi veneti, trifolata secondo la ricetta canonica.

La Crema di zucca è uno dei capolavori della mia cucina creativa: “Mauro, come la fai la crema?” “E io che ne so?”. Una volta un amico mi disse che sembro una via di mezzo tra Gualtiero Marchesi e Suor Germana: io mi vedo più un incrocio tra Nonna Papera ed Amelia (no, Endora no: lei farebbe apparire il pranzo già pronto, cucinato nei migliori ristoranti parigini), magari con una spruzzatina di Maestro Oogway.
Fattostà che non so mai bene che cosa faccio perché cucino secondo l’ispirazione, non posso dare troppe indicazioni e i miei piatti non sono mai esattamente ripetibili: cucinare è un po’ una magia.

La zucca in agrodolce è una ricetta nuova, simile alla trifolata, trovata in un libro di cucina di ricette monacali: sono ricettine che vengono dalle cucine dei conventi italiani.

Il pollo è uno dei mie preferiti: marinato con succo di limone, arancia e lime, zenzero (quello vero, niente robe in polvere o sintetiche), aglio e olio. Ale ha voluto fare un esperimenti filo-indiano, e nella marinata abbiamo messo anche dello yogurt, da cui il tandoori alla Và-te-ciava: ottimo risultato.

La torta è con un misto di farina di mais e di frumento, esperimento di Ale felicemente riuscito.
I biscotti sono figli miei, son partito da una pasta frolla classica sostituendo un terzo della farina con quella di mais, e aggiungendo polpa di zucca… dovevano essere dei zaleti un po’ modificati, in realtà sono usciti dei biscotti morbidi e arancioni… gustosamente a sorpresa.

La decorazione della tavola è opera, come sempre, di Ale: zucche intagliate, una con un faccione tradizionale, l’altra con una triscele; penne di fagiano, candele, una piccola civetta, semi di melagrana, cristalli di vetro blu e masserizie autunnali completano l’opera.

 

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Spettacolare! L’accoppiata Nonna Papera & Amelia è interessante, però viste le ricette di origine monacale capisco perché ti associano a Suor Germana. 😛 Obviously, il menù è invitante e le decorazioni incantevoli.

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  2. @Smaoineamh: Ale è favoloso quando crea, è da restare a guardarlo; di solito io mi diverto a infiocchettare un po’ il tutto, ma lui è veramente un genio.
    Dovevi vedere la tavola che ha preparato quando sono venuti a pranzo il mio ex col nuovo moroso, sapendo che anche quest’ultimo è un fan di Maria Antonietta.
    Mi spiace solo non avere una macchina digitale mia, perché sarebbero da fotografare tutte.

    @Giudappeso: tu devi vedermi cucinare le mie celebri zuppe nel pentolone di terracotta per capire il parallelo, e cara grazia che non l’ho ancora trovato a forma di calderone 🙂
    Ma non uso solo quel libro di ricette: pesco dovunque come base, poi modifico in corsa. Spazio dall’etnico più disperato e disparato alle ricette di mia nonna come se niente fosse.

    @Reginadeitucani: lo so, anni di Happy Days mi saranno pure serviti a qualcosa! 😉

    @Aubade: buon anno nuovo anche a te, spero che siano andate bene anche le tue celebrazioni.
    Il triskel è stato un guizzo della creatività di Ale, abbiamo cercato un po’ in rete per vedere di trovarne uno bello ma semplice da intagliare.
    Avevo pensato anche a un pentacolo, ma sarebbe occorso molto tempo per farlo.

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  3. @SorNarciso: no no, tranquilli fino in fondo. Zucca annaffiata da un corposo teroldego, e prosecchino con semi di melagrana con l’antipasto.
    Ho volutamente evitato il gelato alla zucca, però: a parte il fatto che siamo fuori stagione, fa abbastanza schifetto 🙂

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  4. @Fenixia: però scommetto che la zucca con le candele dentro non la disdegni! 🙂
    Questa potrebbe essere una sfida: inventare un menù a base di zucca, ma senza la zucca, cioè cercando di riprodurne il colore ed il profumo usando altri ingredienti.

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