Gone with the Solar Wind

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Gentile pubblico, cari amici, fortunati passanti… è giunto il momento di riaprire il baule dei ricordi per fare uscire dal sarcofago una sorta di feuilleton scritto a sei mani scritto nel lontano 1999. Gli autori sono tre: Garnant, la creatrice, la Reginadeitucani, l’ideatrice di trame, ed il sottoscritto, portatore dello stile demenziale.
Per tutti coloro che non sono fan di Star Trek, e non sanno nulla del suo universo posso dire sommariamente che i nomi strani (betazoidi, vulcaniani e via dicendo) sono quelli di alcune razze aliene, che assumiamo come interfeconde, per cui potrebbero nascere ibridi molto fantasiosi da eventuali unioni miste. Altre precisazioni nelle prossime puntate.

Via col vento solare
(Gone with the Solar Wind)

Capitolo I

Là, tra i bagliori accecanti delle supernove, là, nei bui cosmici dello spazio profondo, là vola sicura e impavida la USS Speranzosa, e con lei volano le storie appassionanti degli uomini e le donne, dei betazoidi e le betaziodi, dei vulcaniani e delle vulcaniane e così via (senza dimenticarci dei bajoriani-cardassiani con nonna klingon e zio boliano), che compongono il suo eroico equipaggio.

Joanna Smith aveva lasciato una vita tranquilla su Betazed, per frequentare l’Accademia della Flotta e imbarcarsi su una nave da esplorazione. Aveva deciso di dare una svolta alla sua vita improvvisamente, una mattina di maggio, vedendo il sole che si levava pigro, e illuminava di sbieco il grazioso palazzo degli uffici del catasto. Aveva lavorato in quegli uffici per un paio d’anni, dopo aver vinto brillantemente l’apposito concorso statale.

Ora lei incedeva sicura scendendo l’elegante scalone, nel suo ampio abito bianco dalle gale verdi. Si fermò solo un istante, per lasciar scorrere lo sguardo sugli invitati alla sua festa di compleanno. Decine di ufficiali della flotta passeggiavano per la sfarzosa sala, arredata in un impeccabile stile liberty. Molti di loro sembravano a disagio in quegli abiti d’epoca, ma alcuni sfoggiavano giacche e panciotti e portasigarette d’argento come se non avessero fatto altro in vita loro. Joanna aveva passato settimane a programmare quell’ambientazione olografica. Ora tutto era perfetto. Lei era perfetta. Lui, James Algernon Alden, era perfetto, nel suo impeccabile smoking. Lei attese altera che lui la notasse, attardandosi con casuale eleganza lungo lo scalone.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Queste cose non me le avete mai fatte leggere; ammettetelo che vi vergognavate come scimmie afgane scappate dal circo!
    Meno male che la rete riporta a galla un po’ tutto; non vedo l’ora d leggere il seguito 🙂

    Smaoineamh

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  2. @Garnant: se scavo bvene nei vecchi cd dell’archivio magari trovo anche qualche altra cosina di interessante. Ma è inquietante pensare che ci siam dati a certi passatempo, oppure perché ne ho tenuto traccia?

    @Smaoineamh: sei fuori strada, non è vergogna nostra ma il tuo pc che dieci anni fa non aveva idea di che cosa fosse internet. Era l’epoca in cui avevo creato la mailing list di Radio Bajor, il periodo delle gemelle malefiche, ricordi?

    @Giudappeso: aspetta a dirlo quando saremo entrati nel pieno del delirio

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  3. @Smiab: non ne ho la più vaga idea, dipende dall’ispirazione.
    Bello, anche tu una fan?

    @Fenixia: la data della mail della nostra comune amica è del 25 maggio 1999. Ma credo sia posteriore alla fine della Victory: doveva essere già nata la Prometeo se non ricordo male

    @Garnant: la Victory era il vecchio gruppo di trekker di Parma, il cui capo (per modo di dire) era… una nostra vecchia conoscenza. Il gruppo ad un certo punto andò in malora, e dalle sue ceneri ne nacque un altro

    @Aubade: novelli Asimov è una parola grossa… diciamo che si e no potremmo aspirare a scrivere i testi per la Cortellesi 😉

    @Smaoineamh: non ti dimenticare che all’epoca giravi per le convention col tuo famoso abito da Grande Pipistrellik, altro che tavolette ugaritiche!

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