Lisa, ciucciati il centrino!

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Come tutti ho avuto due nonne; la materna era per molti versi simile a Nonna Papera: non abitava in campagna ma quando andavo a trovarla mi riempivo sempre di manicaretti perché era un’ottima cuoca; la paterna era un po’ diversa, abitava in campagna ma della Nonna Papera non aveva assolutamente niente. Anzi.C’è un solo passatempo per così dire “da nonna” che mi rimane impresso nella memoria; magari ne aveva anche altri, a parte litigare con sua sorella, ma quello mi si è fissato in assoluto: i lavori ad uncinetto con lo zucchero. No, non realizzava simpatici ed allegri centrini con lo zucchero filato, siamo fuori strada; erano delle cose un po’ più complesse: cestini per il pane, portagrissini, serbo perfino un vago ricordo di un portasalviette, ma tutti in filo di cotone, e fin qui nulla di strano; per servire allo scopo per il quale erano stati realizzati però dovevano essere rigidi, e per dar loro la solidità che serviva non usava filo di ferro, plastica o altri materiali, ma l’acqua e zucchero. Ignoro come facesse di preciso, so che li bagnava con una soluzione zuccherina e che una volta seccati diventavano duri come calcestruzzo.La casa della nonna era infestata da quei trabiccoli, e purtroppo anche casa nostra ne vantava qualcuno: quelli che ci erano piovuti addosso quando mia madre non riusciva ad eludere diplomaticamente l’imbarazzante regalo, o quando non veniva fatto scomparire misteriosamente; i cestini sfuggiti alle maglie della rete materna si trovavano esiliati in un mobile, e nella peggiore delle ipotesi ne uscivano in occasione di una delle rare (per fortuna) visite di mia nonna.

Da piccolo ero curioso come un gatto, proprio come da adulto, e spesso scandagliavo i vari mobili di casa alla ricerca di qualsiasi cosa mi potesse stuzzicare per giocarci, per smontarla, o anche solo per vedere che cosa ci fosse lì dentro; penso che i cestini zuccherati siano stati una fonte favolosa di anticorpi: siccome erano dolci li ciucciavo come caramelle. Piano piano, in un posto diverso ogni volta perché nessuno si accorgesse se si afflosciavano un po’, e lo facevo anche con quelli a casa della nonna, che a differenza di mia madre, li teneva trionfalmente esposti ed erano quindi ricoperti di tonnellate di polvere stantìa.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Davvero interessante come passatempo. il tuo non quello di tua nonna. anche se ammetto di non aver mai visto un cestino all’uncinetto caramellato come una Creme Brulé.
    tornando al tuo passatempo, sembra proprio che sia vero il detto “ciò che non uccide fortifica”, o com’è fose più appropriato trattandosi di zucchero, “se non ammazza, ingrassa”!

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  2. Guarda, ti confesso che non sei perso nulla: i cestini caramellati sono orribili!
    Ma ho scoperto di non essere il solo, Ale mi ha raccontato che anche una sua collega aveva lo stesso vizio; difatti mi stressa da giorni perché su facebook crei il gruppo “Anonima ciucciatori di centrini”. Onestamente mi pare una cazzata, ma una più una meno, su facebook non credo faccia differenza

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  3. Incredibile Mauro!! Mi hai riportato in mente un ricordo che era sepolto nei meandri del mio cervello!

    Ricordo questa scena dove mi trovavo in un convento.. forse a trovare una suora lontanissima parente.. e in questa stanzetta (sala di attesa?) al centro c’era un tavolino e su di questo un bel centrino zuccheroso!! Mi ricordo che pure io lo ciucciavo di nascosto! :-)))
    E’ un ricordo davvero vago.. ma reale!

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  4. Loretta62: è bello sapere di non essere stati i soli a fare certe cazzate 🙂

    IoAspettoTe: guarda, non ti dico… una prelibatezza! Mettiamola così, il vero gusto stava nel fare una cosa proibita

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  5. cavoli quanta gente che ciuccia centrini…pensa se poi per dare il colore ecrù si fa bollire il centrino nel The…mancano solo i biscottini!

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