Ultimatum alla terra

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Remake… che brutta parola, ma come si potrebbe dire in italiano? Rifacimento, nuova versione, film ispirato a… ?

Sia come sia, sabato sera abbiamo visto la nuova versione di Ultimatum alla Terra (il film originale è del 1951, tratto dal romanzo Addio al padrone di Harry Bates).
Protagonisti: Keanu Reeves nei panni dell’alieno Klaatu, Jennifer Connelly in quelli della dottoressa Helen Benson e Katy Bates nel ruolo del segretario di stato americano.

La Connelly si confronta molto bene con la parte di una scienziata di successo che nella vita privata è una ragazza vedova deve gestirsi il difficile rapporto con il figliastro, e sul piano pubblico si ritrova tra le mani il dilemma di come fare a salvare prima l’alieno belloccio Klaatu, e poi mondo dalla distruzione; la classe di Katy Bates rende molto bene l’idea di una Madeleine Albright (a parte che indossa per tutto il film un orribile tailleur che pare fatto sventrando un divano trovato in un discount tedesco)… Keanu Reeves ha l’espressività artistica e la mobilità di un palo de salgàro (in veneto salgàro è il salice), è carino ma non basta.

Begli effetti speciali, la computer grafica è seminata più che a piene mani: l’idea della cangiante luminosità delle sfere mi è piaciuta veramente; un po’ penoso l’automa GORT (che nel film originale è a misura d’uomo, non alto come la torre di Montparnasse). Peccato lo sfruttamento eccessivo delle risorse dei vari Matrix, bastava già Keanu.

Il film ha stravolto il senso del film originale, tagliando alcune brevi scene fondamentali, quindi non segue nemmeno il romanzo (a sua volta leggermente diverso dal primo film); è retorico, roboante, con gli stessi contenuti ecologisti dello spot di Licia Colò con gli orsi bianchi, è veramente un’occasione sprecata ma, tutto sommato, è una cazzatella gradevole che si lascia guardare, da come a meglio di una puntata dei Puffi: due ore passate tranquillamente, trascorse in tutti i casi meglio andando al cinema che rimanendo in casa sul divano a vedere la solita tv scadente.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Noi si va a vederlo venerdì, sapendo che il rischio “boiata del secolo” incombe sulla pellicola; ma in fondo ci si è detto che certe cose bisogna vederle al cinema, altrimenti a casa si nota la mancanza di trama :asd:
    Se non altro ora so cosa aspettarmi…anche se, ad essere sincero, non mi aspettavo poi molto

    Smaoineamh

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  2. Ecco, quanto a coinvolgimento emotivo siamo lì.
    Rispetto alla Guerra dei Mondi però c’è il vantaggio di avere quei circa venti munuti di Katy Bates: spero che il gioco ti valga la candela

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