Maahes

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Maahes (Mihos, Miysis, Mios, Maihes, Mahes) è una divinità del pantheon egiziano, raffigurata solitamente come uomo dalla testa di leone (leontocefalo) che regge in mano una spada od un coltello, può indossare la corona atef a piume remiganti oppure il disco solare e l’ureo, alle volte è raffigurato come un leone nell’atto di divorare un prigioniero; è un dio della guerra, ma è anche un guardiano ed un signore dell’orizzonte. Sembra sia anche da ritenere il protettore della matrilinearità, dei sommi sacerdoti di Amon ed il guardiano dei luoghi sacri.
Le divinità feline erano considerate molto potenti, e pertanto erano associate ai faraoni, e divennero rapidamente patrone dell’Egitto; il geroglifico che indicava il leone maschio era usato anche in parole come “principe”, “forza”, “potere”. È considerato figlio della dea Bast e di Ra nel Basso Egitto (ossia la regione del delta del Nilo) oppure di Sekhmet nell’Alto Egitto (l’Egitto meridionale, a partire dalla prima cataratta del Nilo), e condivide le loro nature; come per la madre, il padre può variare secondo la regione, e forse anche in base all’epoca: Atum, Ra, Ptah.
Nel suo ruolo di figlio di Ra, Maahes viaggia nella barca solare ed aiuta Ra a respingere gli attacchi del serpente Apophis ogni notte, ed è il dio che protegge il Faraone quando va in battaglia; in epoca greca gli fu attribuito il ruolo di dio delle tempeste e dei venti, e rappresentava anche la calura estiva; è legato anche agli olî ed ai profumi, esattamente come Nefertum, figlio di Sekhmet e Ptah nella triade di Menfi; alle volte i due dèi venivano identificati, e Maahes è rappresentato anche con accanto un mazzo fiori di loto. Il suo culto era praticato principalmente a Leontopolis (oggi Tell al Muqdam), dove vi era anche una necropoli di leoni sacri, ed a Per-Bast. Maahes era raffigurato nel tempio di Debod, lo stesso che fu spostato a Madrid durante la costruzione della diga di Assuan al fine di evitarne la distruzione da parte delle acque del bacino. Altri suoi centri di culto furono Edfu, Dendera, Meroe e le oasi di Bahriya e Siwa.
A Leontopolis, dove anche Bast e Sekhmet erano adorate, nel tempio dedicato a Maahes erano allevati dei leoni, ed il tempio stesso sorgeva accanto a quello di Bast.
Lo storico greco Claudio Eliano ci riferisce che:

[…] in Egitto venerano i leoni, e c’è una città che prende il nome da loro. […] I leoni hanno templi e numerosi spazi nei quali vagano liberi; la carne dei buoi viene loro data quotidianamente […] ed i leoni mangiano con accompagnamento di canzoni in lingua egiziana. […]

È menzionato a partire dal Nuovo Regno, ed alcuni egittologi pensano possa avere origine al di fuori dell’Egitto, soprattutto per la sua stretta somiglianza con il dio leone Apedemak adorato in Nubia e nella parte occidentale del paese; come Maahes sembra essere legato al simbolo reale, ed ha raffigurazioni molto simili, tuttavia sulle pareti di templi di Naqa appare anche come un serpente, con busto umano e testa leonina, emergente da un fior di loto o di acanto; oppure come figura umana con tre teste di leone e quattro braccia; può avere o no corna di ariete.

Il suo nome significa “colui che è vero accanto a lei“, ed inizia con i geroglifici che indicano il leone maschio, sebbene isolati significhino anche “(colui che può) vedere davanti”. In tutti casi, il primo glifo è anche parte del glifo per Ma’at, che significa verità e ordine; così avvenne che Maahes fu considerato essere il divoratore dei colpevoli ed il protettore degli innocenti: quando Ma’at viene violata gli dèi lavorano per ristabilirla, e Maahes viene inviato per punire i trasgressori. Altri suoi appellativi sono Signore del Massacro, Detentore del Coltello, Signore Scarlatto, Aiuto dei Saggi, Vendicatore degli Errori: era raramente chiamato col suo nome, analogamente a quanto avveniva in Grecia con le Erinni che venivano chiamate le Eumenidi (le Gentili) e ci si appellava a lui usando perifrasi.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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