Itinerari Segreti

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Oggi giro a Venezia, per fortuna in una giornata baciata dal sole, per riuscire finalmente fare una cosa che rimandavamo da mesi: la visita agli itinerari segreti di Palazzo Ducale.

Si tratta di un percorso che è visibile solo su prenotazione e con annessa guida, in orari ben definiti; finora tutte le volte che ci avevamo provato non c’era posto, per contro tutte le volte che non avevamo tempo di posto ce n’era a bizzeffe, forse la nostra variante della legge di Murphy.

Dal sito dei Musei Civici Veneziani, trovo nella scheda di Palazzo Ducale, l’introduzione alla visita:

Gli Itinerari Segreti di Palazzo Ducale si snodano lungo alcune delle stanze in cui, nei secoli della Serenissima, si svolgevano attività delicate e importanti legate all’amministrazione dello Stato e all’esercizio del potere: offrono un suggestivo e interessante spunto di riflessione sulla storia civile e politica della città, della sua organizzazione, delle sue strutture di giustizia.

Il costo del biglietto è di 16 € a testa (10 € i ridotti), ma è una cifra che ho trovato ben spesa; consiglio la prenotazione on line direttamente alla biglietteria di Palazzo Ducale, presso le agenzie chiedono un surplus di 5 € per biglietto, e non spiegano chiaramente che le visite con spiegazione in italiano sono solo due per mattina mentre le altre sono in lingue diverse.

La visita è durata un’ora e mezza o poco meno, e siamo stai accompagnati da una ragazza (veneziana purosangue, ha tenuto a sottolinearlo più volte nel corso del giro) di nome Elena; spendo volentieri due parole per ringraziarla perché è stata una delle poche guide che abbia visto finora che oltre alla preparazione ci ha messo molta verve e molto divertimento, condendo la spiegazione del percorso con aneddoti storici di vita veneziana, e non limitandosi solo alla pura e semplice elencazione dei fatti.

Ho imparato alcune cose sul modo di esercitare il potere a Venezia che non avrei mai immaginato, oltre ad aver visto cose curiose come le celle in cui fu detenuto Casanova; una volta terminato il giro guidato si finisce, volendolo, il giro classico di Palazzo Ducale ripartendo dal punto della scala d’oro da cui ci si era addentrati nella parte normalmente non visitabile del palazzo.

Ale ha scattato qualche foto che ho aggiunto a quelle vecchie sul mio Flickr, ma nello specifico gli ho chiesto di riprendere un dettaglio della scala dei giganti cui non avevamo mai dato peso prima, è della statua che nella foto in alto si vede sulla sinistra della scalinata: si sa, la mela non cade mai molto lontano dall’albero.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Ganzo! Grazie del suggerimento.. mi hai dato una bella idea per la prossima visita a Venezia.
    Tanti anni fa io feci una cosa simile a Firenze, visitando “stanze segrete” di “Palazzo Vecchio”.
    Abbiamo dei tesori sotto mano che non ci rendiamo conto.

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  2. È vero. E pensa che l’ho scoperto solo per caso, una sera cazzeggiando in tv e ho visto Alberto Angela -il figlio del più sulfureo Piero- che ne parlava in un servizio dedicato a Palazzo Ducale.

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  3. @ bloggatto: ignoro chi lo abbia scolpito, ma credo possibile che abbia pensato la stessa cosa che ho pensato io vedendolo. Finora ho visto solo un altro culetto così bello, solo che questo è meglio perché è vero, e non ha quell’accenno di maniglie proprio sul giro vita.

    @ Smaoineamh: puoi anche perderti nelle nebbie, perché in ogni caso è bene andare in treno a Venezia, a meno che tu non voglia giocarti uno stipendio per parcheggiare l’auto al Tronchetto.

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  4. Ah ah… i piedi che parevano due lapidi!!! rende.
    Beh di statue con i bei culetti ce ne sono parecchie… non vorrei contraddirti ma a Roma è un proliferare continuo, da piazza Navona ai musei capitolini, e poi villa Adriana…

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  5. @orangecat: vuoi ridere? ho fatto un anno di militare vicino a Roma, nell’ormai lontano 1989; avessi mai girato per uno straccio di museo o anche solo badato a qualcosa del genere…

    @Reginadeitucani: non si sa mai nella vita, stella. Magari l’anno prossimo tuo marito decide di portarti alla mostra del cinema (per lavoro o per diporto)… 😉
    A proposito di pellicole, sto iniziando la stagione di Streghe cui mi avevi accennato, poi ti saprò dire.

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  6. @orangecat: potrebbe essere uno dei nostri prossimi giri.
    O si potrebbe organizzare anche un tour a tema, qualcosa come il giro dei culetti migliori marmorei

    @EligRapHix: immagino, muoversi con un bimbo è più difficile, e a Venezia hai poco da fare: o cammini, o cammini.

    @LupoNordico: avevo avuto il dubbio che fossi tu. Ma Venezia non solo morte e decadenza, ha una sua magia.
    Il tuo post mi fa venire in mente una storia di Neil Gaiman, dal titolo “Morte a Venezia”, nel volume Notti eterne

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