Gone with the Solar Wind

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Buonasera.
Dopo la rituale pausa per le vacanze (confesso onestamente che mi ero dimenticato di postare il nuovo capitolo) ecco di nuovo:

Via col vento solare
(Gone with the Solar Wind)

Capitolo VI, di Mauro Melon

Joanna si sentì impallidire un attacco di sconforto la ghermì, stringendole la bocca dello stomaco come una morsa.

“Santa Talpa, martire del vomere di un aratro ben affilato!”, pensò, “Mai che me ne possa andare bene una, in vita mia?”.

Per quanto giovane potesse essere, infatti, Joanna aveva avuto una vita molto movimentata, funestata da una serie d’imprevisti più o meno catastrofici.

Dapprima la nascita prematura, che ebbe luogo tra i rottami di un runabout (1) a bordo del quale la madre di Joanna si trovava quando precipitò per un guasto ai motori; la vita della puerpera fu in pericolo per lungo tempo, e fu la sola sopravvissuta delle sei persone che occupavano la navetta al momento dell’impatto.
La bimba fu sottoposta per anni alle cure della madre impiegava i più avanzati sistemi di terapia alimentare di Betazed per fare in modo che la nascita prematura non provocasse danni al fisico della figlia: e allora giù coniglio caramellato con le cozze, sacher torte con la senape e salamino piccante, sauekraut con panna montata, zenzero e nutella, torta di uttaberries (2) con melanzane, anguilla e mostarda vicentina finché invece di una bella bimba betazoide si ritrovò ad avere più che altro una bel bombolone; solo dopo anni di metodo “Mini linea” della dottoressa McTyrone riuscirono a farle perdere quei cinquanta, sessanta chili necessari a riportarla al peso forma. Molte furono le vicissitudini causate alla bimba dalle fisse della madre, Elyantha Smith nata signorina Chiusa, unica erede di una delle più grandi Case di Betazed (la Casa Chiusa, appunto), che voleva fare della piccola Joanna una perfetta erede di tutto il suo sapere e di tutto il peso del posto da lei occupato nella società del pianeta -oltre che all’interno della Federazione-, e che sottopose la figliola alle più ignobili torture: il macramè, oltre all’apprendimento totale, incondizionato ed assoluto del galateo di Donna Rosa, lo studio teorico-pratico dei costumi sessuali delle più disparate popolazioni di tutta la galassia, corsi semestrali di lingua su Risa, e così via.
La sola cosa che riuscì ad arrestare tutto questo fu l’espulsione di Joanna dal corso di macramè, che chiarì in maniera definitiva la sua rottura con la madre e col suo mondo: per non essere più costretta a vedere l’espressione di disapprovazione che Elyantha aveva sempre sul volto, fuggì a bordo di un cargo Breen (3) per andare sulla Terra e frequentare i corsi dell’Accademia, stanca di lavorare al catasto di Betazed, posto ottenuto soprattutto grazie ai favori della mamma.

L’infanzia di Joanna fu segnata anche da un grave lutto: lei ed i suoi due fratelli, i gemelli Chip & Dale, stavano giocando in sala teletrasporto quando, per un guasto improvviso dovuto ad una tempesta ionica, le apparecchiature si accesero, e i tre bimbi furono smaterializzati; solo dopo alcune ore il personale dell’azienda di smaltimento rifiuti di Cyndriel (4) trovò la bimba in una discarica, con addosso dei vestiti da ragazzino troppo stretti per lei, ma dei gemelli non fu possibile trovare alcuna traccia, e tuttora -dopo più di quindici anni- la loro sorte rimane un mistero. Solo anni dopo, passata la prima adolescenza, lo choc emotivo causatole dall’assistere alla violenza carnale subita dal suo peluche preferito, la Pantera Rosa, frustata e barbaramente violata da un selath (5) (mentre Joanna pensava “Che spreco, e a me niente?“) le fece cadere le barriere che aveva posto nella sua mente per chiudere fuori il dolore, la paura, le voci… le voci, soprattutto quelle voci che sentiva sempre da quando erano spariti Chip & Dale, le loro voci? Forse lei non lo sapeva, ma di certo non lo poteva sapere nessun altro, e soltanto lei le poteva sentire, come fossero parte di lei o venissero dal suo intimo.

“Fa’ qualcosa!”, le dicevano ora, mentre guardava Jamie Sommers.
“No!”, gridò Joanna dentro di sé. “No”
“Fa’ qualcosa, o quella zoccola rifatta ti porterà via uomo e lavoro!”, incalzò l’altra voce.
“Non posso non so che fare”
“Si che lo sai, sciacquetta d’una betoniera”.
“Perché mi chiami sempre così? Sei cattivo”
“Colpa tua.” le dissero in coro.
“Si, ora so che cosa devo fare”,

si disse Joanna guardandosi negli occhi, piccolo vantaggio di chi può inciuciare nelle menti del prossimo, e vedere tramite gli occhi altrui.


  1. Runabout: navetta in uso nelle diverse serie nella serie di Star Trek, può portare un equipaggio di poche persone, in genere sei.
  2. Uttaberries: tipo di bacche che crescono su Betazed, simili ai nostri mirtilli.
  3. Breen: una delle tante razze aliene dell’universo di Star Trek. Godono di pessima fama, ed i Betazoidi non possono leggere le loro menti.
  4. Cyndriel: nome indigeno del pianeta Betazed.
  5. Selath: animale originario del pianeta Vulcano, simile ad un orsacchiotto, ma dotato di enormi zanne.
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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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