Paolina Borghese

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Ale mi ha regalato una piccola biografia della cara Paolina.


Su questa donna ci sarebbe molto da dire, un semplice riassunto della sua vita.

Paolina Bonaparte, principessa francese, è la seconda figlia di Carlo-Maria Bonaparte e di Maria-Letizia Ramolino, è la più bella delle sorelle di Napoleone Bonaparte. È nata il 20 Ottobre 1780 ad Ajaccio, nella casa di famiglia ed è morta il 9 giugno 1825 a Villa Fabbricotti a Firenze. Fu la sorella preferita di Napoleone.

Nel 1793, all’età di tredici anni, segue sua madre, i fratelli e le sorelle nella fuga verso il continente. Sarà subito corteggiata, al castello Salé ad Antibes dove abita la famiglia, dopo l’assedio di Tolone, da Andoche Junot (divenuto aiuto in campo di Bonaparte), da il membro della Convenzione Stanislas Fréron, del quale Bonaparte non vuol neanche sentir parlarne. Per tagliare corto quest’idillio, Bonaparte chiama vicino a sé Paolina al castello di Mombello, vicini Milano dove regna come proconsole.

Nel 1797 Napoleone la fa sposare a Charles Victor Emmanuel Leclerc, uno dei migliori generali della Repubblica, dopo aver rifiutato la sua mano a Duphot, il quale trova la morte a Roma nel 1797 durante una sommossa. Più tardi, le giovani sorelle del generale Leclerc sposano una il futuro maresciallo Davout e l’altra il generale di divisione Friant. Il matrimonio è celebrato il 14 giugno 1797. L’anno seguente avranno un figlio chiamato Dermid, nome preso da una poesia D’Ossian. Accompagna suo marito nella spedizione di Santo Domingo, destinata a sedare la ribellione guidata da Toussaint Louverture.

A scapito della posizione di suo fratello e per le frequenti assenze di suo marito in guerra, Pauline ha numerose avventure a Santo Domingo, spesso con dei soldati di basso rango e degli ufficiali. Sebbene gli sia infedele, Pauline si occupa con coraggio di suo marito che ha contratto la febbre gialla. Egli muore il 1 novembre 1802. La disperazione di Pauline è spettacolare, si taglia i capelli e li mette nella bara del marito, fa mettere il cuore del suo sposo in un’urna e rimpatria in Francia con le spoglie funebri.

Il Primo console cerca presto un nuovo marito e lo trova nella persona di Camillo Filippo Ludovico Borghese, di cinque anni più anziano di lei. E’ un principe romano che possedeva un ricco palazzo, dei vasti domini ed una bella rendita. Dopo il matrimonio nel 1803 a Mortefontaine nella proprietà di Giuseppe, Napoleone acquista la collezione Borghese che destina al museo del Louvre. Pauline lascia subito Roma e va ad installarsi al Castello di Neuilly, dove tiene una specie di Corte, mentre Camillo Borghese si arruola nell’esercito nella Guardia Consolare. Nel 1804 Pauline perde il figlio Dermid che è stato sempre di costituzione cagionevole. Qualche mese più tardi la principessa Borghese assiste all’incoronazione del fratello. Va ad abitare in Rue du Faubourg-Saint-Honoré nell’ Hotel Charost (divenuto in seguito ambasciata Britannica).

Nel 1805, Camillo Borghese capo di battaglione parte per la Battaglia di Boulogne, poi è fatto colonnello dei carabinieri e nominato generale nel 1807 nell’esercito d’Allemagne.

Pauline è elevata al rango di duchessa di Guastalla nel 1806 e dimora a Torino, città che non amò mai, ritenendola fredda e provinciale. Ebbe come damigella d’onore la coetanea Adele de Sellon, madre di Camillo Benso di Cavour, cui fu molto affezionata e del cui figlio, futuro statista, fu madrina di battesimo. Si installa al Petit Trianon. All’arrivo di Maria Luisa, Pauline sarà sempre malfidente nei confronti della cognata, quest’atteggiamento porterà ad un raffreddamento dei rapporti col fratello. Donna anticonformista, vedendo una volta l’imperial cognata giunse persino a fare, alle sue spalle, con le dita un gesto assai volgare che il popolo usa fare, nelle sue grossolane manifestazioni, agli sposi creduloni e ingannati, accompagnandolo inoltre con una sghignazzata. Napoleone che aveva assistito non visto alla scena, urtato da tanta impertinenza, che uno specchio aveva fra l’altro rivelata anche a Maria Luisa, non le perdonò: il giorno stesso Pauline ebbe l’ordine di allontanarsi dalla Corte.

Essendo una delle più belle donne del suo tempo, viene immortalata dal Canova come “Venere Vincitrice”, stesa su un divano e vestita semplicemente con un drappo che ricopre le gambe.

La relazione tra Pauline e Napoleone sarà segnata da un legame profondo di fedeltà e benevolenza, a differenza degli altri fratelli e sorelle di Napoleone. Sarà la più grande ammiratrice di Napoleone e gli resterà sempre fedele. Sarà la sola che renderà visita all’Imperatore durante il suo esilio sull’Isola d’Elba. Utilizza i suoi fondi per migliorare lo stile di vita di Napoleone sull’isola (mette a disposizione i suoi diamanti che saranno presi a Waterloo nella vettura dell’Imperatore).

Nei suoi ultimi anni di vita si riavvicina al Principe Borghese, e spinta da papa Leone XIII, vivrà con lui a Firenze. La sua salute declina e muore di malattia il 9 giugno 1825 nella città toscana, senza discendenza, spiaciuta di non aver potuto far rimpatriare suo fratello da Sant’Elena. Il suo feretro viene trasportato a Roma e riposa oggi nella Cappella Borghesiana a Santa Maria Maggiore a Roma.

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  1. la statua del Canova è bellissima 🙂
    Sai che noi a Parma si ha un debole per la Maria Gigia e quindi certe impertinenze ci fanno pensare…anche se la Gigia, ricordandoci de “la Gigiassa in tal canal” non si è certo negata :asd:

    Smaoineamh

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  2. @orangecat: no, lui aveva prima scritto sul forum la biografia, e qualche tempo dopo il disegno. Quando ho postato il ritratto mi ha fatto notare che potevo aggiungere uno straccio di nota sulal vita della Paolina, o non se la sarebbe filata nessuno, e mi ha detto di prendere quella già fatta.

    @Smaoineamh: beh, che la Gigia fosse una porcella lo sapevo, ma che trombasse nei canali… non avrà certo sofferto di lombaggine

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  3. @Smaoineamh: circa l’affollamento non avevo il benché minimo dubbio, chissà perché!

    @Giudappeso: la Paolina non ha avuto una grande importanza storica, a differenza della sorella Elisa (la baiocchi), che per esempio era amatissima in Toscana, dove fu una buona sovrana. Però Paolina mi è sempre piaciuta per il suo lato umano: oca finché ti pare, magari zoccola o ninfomane come dicono molti, ma sempre leale con le persone cui voleva bene.

    Alla prima occasione toccherà far cantare Samara, magari anche nel senso letterale del termine.

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