John Frog

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Oggi sono stato a trovare mio padre, che abita poco lontano da Verona, in piena Val Pantena.
Ha 86 anni compiuti da poco, una serie interminabile di magnane fisiche, e vive solo dopo che lo scorso anno è morta mia madre; di giorno si occupa di lui una ragazza, per il resto del tempo lo fa mia sorella che abita a pochi metri di distanza.
Quando vado da lui cerco di portarlo a mangiar fuori per farlo muovere un po’ e per fare qualche cosa di diverso, ma col cattivo tempo non esce mai; in alternativa cucino io, ma ieri ho fatto una giornata pesantuccia, dalle 6 alle 18 al lavoro (vero che è tutto straordinario, ma magra consolazione) e poi sono saltato diretto in auto per andare da Ale, il quale mi aveva avvertito durante la giornata che non sarebbe potuto venire a Padova per una serie di problemi; arrivo a Cisano verso l’ora di cena, dopo essere passato da casa mia giusto per nutrire i pelosi… e dimenticarci il portafoglio con annessi e connetti tutti i contanti ed i documenti.

Mia sorella, fin da quando abitavamo assieme, è sempre stata una grande fan del freezer; lo è a maggior ragione ora che tra impegni di lavoro e di famiglia non ha praticamente tempo libero. Periodicamente fa un’incursione allo spaccio aziendale di Giovanni Rana (o Jean de la Grenouille, o John Frog come lo chiamiamo di solito), poco lontano da dove abita, e fa scorta; io sapevo che avrei trovato qualche cosa di suo in frigo da mettere in pignatta per il pranzo di oggi: stavolta si trattava delle lasagne alla bolognese.

La sfoglia non è male, è la classica di Rana; il difetto sta nel ragù, che mi pare più un sugo molto denso che non un vero ragù e che ha una cosa che lo accomuna molto alla bechamel che lega le lasagne: quel mezzo chilo di farina, giusto per gradire. Mi si sta riproponendo da oggi, per essere educato; per non essere educato credo che lo rutterò per almeno tre giorni.

Con un po’ di sabbia, della ghiaia e dei tondini di acciaio ci si potrebbe benissimo fare la base del monumento a Giovanni Rana che Ale immagina alle porte di Verona, sul modello del Colosso di Rodi.

Io rabbrividisco all’idea di una statua di Jean de la Grenouille col tortellino di fuori che accoglie i visitatori in arrivo, temo che quest’immagine popolerà i miei incubi di stanotte.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Secondo me John Frog è cattivissimo, dietro quell’aria da vecchio nonno innocente della pubblicità nasconde un animo estremamente perverso 🙂
    Quanto al monumento, secondo me di questi tempi è probabilissimo che lo facciano davvero!

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  2. @pyperitanon mi sorprenderei se venisse fuori che è un serial killer, e che i suoi ragù son fatto con lepersone scomparse…
    però si sente il calo della qualità dei prodotti da quando è passato tutto in mano al figlio

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  3. Devo ammettere Jon Frog mi ha salvato in più di una serata dal digiuno. non saprei se la qualità sia peggiorata visto che fortunatamente sono sposato e la mia dolce metà pur lavorando, santa donna, cucina tutto di sua propria mano. comunque un che di Lecter c’è, nel vecchio Frog. oppure Frog come Jack…mica male. almeno non andrebbe sprecata tutta quella carne…

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  4. @orangecat: diciamo che ultimamente li fagocito più spesso di una volta, però stavo meglio senza.

    @Aubade: la dolce metà che genere di cucina fa? Casalinga, un po’ italiana e un po’ nipponica, oppure va di estro creativo?

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  5. Morrigan crea, non cucina. infatti non riesce a ripetere una ricetta nemmeno con gli stessi ingredienti! tutto buono comunque, mentre per lo stile lo definirei un fusion nippoitalico anche se come ho detto lei crea…

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