Marie Antoinette

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Un altro dei lavori di Ale, che non ha mai nascosto la sua sviscerata passione per la sfortunata Regina di Francia.

Da un dipinto di autore che al momento mi è sconosciuto.

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  1. …e bravo Ale! Il quadro potrebbe essere di Fragonard ma da una ricerca veloce non risulta, boh…
    Ho visto pochi gg fa il film della Coppola, l’ho trovato piuttosto inutile… se escludiamo la piccola partecipazione della grandissima Marianne Faithfull. 😉

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  2. E bravo Ale! Io ero un cane nella riproduzione dei ritratti (sarei stato un falsario ignobile), mi venivano sempre male e a rifarli ci passavo sopra tante di quelle volte che, o bucavo il foglio, oppure diventavano una crosta compatta di tempera. Gli è venuta proprio bene.

    Pensa che iella, la Mary Anto!
    Ancora ragazzina, la Mary Terry le dice che deve sposarsi un Gigi di Francia, e mica un Gigi qualsiasi, ma niente poco dimeno che Gigi Sedicesimo! Lei che s’è vista falciare le sorelle dalla malattia e che (con tutta probabilità) è comprensibilmente apprensiva sulle sfighe di famiglia, viene messa in carrozza e spedita come un pacco alla corte franciosa, che è nota per simpatia, schiettezza e semplicità in ogni landa da qui a Capo Nord. Poi, per fortuna, incontra Lady Oscar… no, aspetta. Poi, per fortuna, incontra Fersen, e una bottarella di vita – “un colpo al cerchio e uno alla botte”, come si dice – le fa quasi sperare di cavarsela in qualche modo. Invece ci sono i cavoli di palazzo e della politica, che a lei non scuciono un bottone d’interesse dal corpetto. Che povera ragazza, tanto giovane e tanto poco portata a ‘ste cose, neanche ci si voleva infilare in ‘sto nido di vipere imbellettate, e invece è lì a fare da bandiera alla Francia che va in malora. Così un giorno che chiede un semplice décolleté – vuoi per distrazione, vuoi perché carogne – questi la decollano proprio. Povera fanciulla, tragicamente falciata da una macchina che non riesce a comprendere, si ritrova trebbiata col grano per fare le brioche, e pure su queste ricamano alle sue spalle carognate che lei – tra un krapfen e un cannolo – non aveva neanche in nota.

    Eh, mi son lasciato prendere dal momento…

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  3. hei! non ringraziarmi, è stato un piacere premiarti. i tuoi post mi piacciono davvero, anche se forse il premio avrei dovuto darlo al tuo moroso! ma lo sai che è proprio bravo? ok domanda sciocca…

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  4. @orangecat: il film è effettivamente trascurabile.
    Il ritratto, invece, mi dicono gli esperti (dal forum, io non capisco nulla di pittura) sia nello stile di Dagoty, ma non risulta da nessuna parte.

    @giudappeso: giusto un attimo, si. Tuttavia rende bene lo spirito del film.

    @Aubade: Ale mi chiede che cos’ha vinto… 😉

    @Yzma: Ale ringrazia. E se si registrasse su splinder, come gli dico sempre di fare, potrebbe farlo di persona, senza passare per un utente anonimo

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  5. Cosa ha vinto Ale? Ale ha vinto il tuo premio! hahaha! premi a parte il tuo moroso versione Muttley si merita sicuramente una medaglia per la sua eccezionale dote artistica. davvero bravo!!

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