Witches abroad

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More about Streghe all'esteroHo da poco finito di leggere un libro che mi ha fatto ridere come non ridevo da anni, è Streghe all’estero di Sir Terry Pratchett.
Lo stavo leggendo in corriera mentre andavo a recuperare l’auto, e ad ogni pagina sghignazzavo neanche tanto sotto i baffi; credo fosse dai tempi degli ultimi libri del ciclo del Castello di Blandings di Wodehouse che non ridevo così leggendo un libro.

È ambientato nel Mondo Disco, una felice invenzione narrativa di Pratchett, è per l’appunto un mondo piatto, che vaga nel cosmo sostenuto dalle schiene di quattro elefanti, che a loro volta poggiano sul dorso di una tartaruga, la Grande A’tuin (che è lunga circa 100000 km). Come funziona il tutto, visto che scappa prepotentemente dalle leggi della fisica? Ma con la magia, no? Nulla di strano quindi se troviamo una Guardia Cittadina nella città di Ankh-Morpork composta di umani, di nani, di licantropi e di troll o se nelle fabbriche in città si usano i golem perché sono una manodopera economica ed affidabile. Però, a sorpresa nel Mondo Disco le streghe preferiscono non ricorrere alla magia, ritenendo che la psicologia (quella cui la più famosa di loro, e probabilmente la più potente, Nonnina Weatherwax si riferisce col termine di “testologia”) possa essere spesso molto più efficace; salvo eccezioni come in questo libro le streghe di Pratchett svolgono piuttosto il ruolo di erboriste o di giudici per le controversie del paese che quello delle streghe macbethiane.

La storia è semplice, eccola dalla quarta di copertina:

C’era una volta una fata madrina di nome Desiderata che aveva un cuore d’oro, una mente saggia e una scarsissima capacità di fare piani a lungo termine. Così, quando Morte venne per lei, si trovò a dover lasciare la sua figlioccia nelle mani di un’altra -molto ma molto meno buona e saggia- fata madrina sostituta… Così adesso spetta alle tre streghe Magrat Garlick, Nonna Weatherwax e Tata Ogg il compito di saltare sulle loro scope (almeno quelle su cui non bisogna prendere la rincorsa per farle decollare) e dirigersi verso la lontana Genua, per fare in modo che una povera servetta strapazzata dalle sorellastre non sposi il principe dopo il gran ballo di corte. Il compito, pur sembrando abbastanza semplice, si rivelerà decisamente più complesso del dovuto. Già, perché viaggio, nani, vampiri e lupi mannari a parte, pare proprio che le servette debbano sposare i principi. Tutto ruota intorno a questo. E non si può combattere contro un lieto fine. Almeno fino ad oggi…

Cito a caso un dialogo tra le nostre streghe e una loro collega vuduista di Genua:

[…]

La signora Gogol si fermò e sollevò un braccio. Ci fu un frullare di ali.
Greebo, che si stava strusciando ossequiosamente contro la gamba di Tata, guardò in alto e soffiò. Il gallo più grosso e più nero che Tata avesse mai visto si era posato sulla spala della signora Gogol, e le rivolse lo sguardo più intelligente mi riscontrato in un uccello.
“Perbacco” disse, spiazzata. “Mai visto uno così grosso, e dire che ne ho visti parecchi ai miei tempi”
La Signora Gogol inarcò un sopracciglio critico.
“Non ha mai avuto un’educazione come si deve” sospirò Nonna.
“Visto che abitavo vicino ad un allevamento di polli, stavo per dire” aggiunse Tata
“Questo è Legba, uno spirito oscuro e pericoloso” disse la signora Gogol. Si chinò in avanti e disse a mezza bocca: “Detto tra noi è solo un grosso gallo nero. Ma sapete com’è.”
“La pubblicità paga” convenne Tata. “Questo è Greebo. Detto tra noi, è un diavolo dell’inferno”
“Be’, è un gatto” disse la signora Gogol, magnanima. “C’è solo da aspettarselo”.

[…]

(Il Greebo in questione è il gatto di Tata Ogg: nero, enorme, guercio, con le orecchie mangiucchiate nei combattimenti, e dotato di aggressività e libido smisurate, per quanto Tata Ogg lo veda come un tenero cosino peloso.)

Terry Pratchett crea il genere fantasy comico, con caratteristiche di humor inglese alla Wodehouse, ma con riferimenti colti a piene mani: troviamo tracce di Shakesperare, di Tolkien, citazioni di miti antichi, di fiabe, di leggende e di romanzi ottocenteschi, il tutto colorato con degli accenti di comicità che possono richiamare i Monty Python o Jerome K. Jerome. Il suo prestigio come scrittore è tale che una cittadina del Somerset, Wicanton, ha pensato bene di gemellarsi col Mondo Disco, e di intitolare i nomi delle vie di un nuovo quartiere residenziale con elementi tratti dai romanzi di Pratchett, di cui alcuni suggeriti da lui stesso. Nel 2007 Pratchett ha annunciato al mondo di essere affetto da una forma di alzheimer che gli lascia pochi anni di vita, ma precisando di avere il tempo “ancora per qualche altro libro”, tuttavia non è più in grado di aggiungere le dediche agli autografi sui suoi libri.

Nota: tra le pagine 191 e 192 mancano 10/11 pagine per un errore della Salani, rendendo così incomprensibile in parte una scena. Le ho trovate in un blog in giro per la rete, si possono scaricare in file PDF. L’edizione tascabile, è stata corretta e le pagine ci sono tutte.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Questa cosa delle pagine mancanti mi fa morire dal ridere. Ma anche io ricordo di avere avuto un’esperienza simile per un libro di Donna Tartt – se non erro c’era una pagina doppia e, probabilmente, una mancante…

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  2. e le rivolse lo sguardo più intelligente mi riscontrato in un uccello.
    “Perbacco” disse, spiazzata. “Mai visto uno così grosso, e dire che ne ho visti parecchi ai miei tempi”

    😀

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  3. Meraviglioso Pratchett!! di lui ho letto “A me le Guardie” “il Colore della Magia” entrambi ambientati a MondoDisco! Da sbellicarsi, almeno per me che amo il genere fantasy! un mondo fondato sui luoghi comuni delle favole e dei romanzi “seri” e davvero straordinario! come non innamorarsene?

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  4. @Reginadeitucani: una passi… qui manca un’intera mazzetta dalla brossura. Per fortuna che qualche anima pia le ha tradotte dall’originale e sbattute in rete.
    Però la Salani mica lo dice, e il libro se lo fa pagare per integro.

    @Yzma: e ho citato il primo dialogo che mi è venuto in mente (non a memoria, l’ho cercato e copiato), ma ce ne sono altri di incredibili sulla scienza e sul progresso che hanno un effetto ancora maggiore, sia comico sia come spunto di ragionamento.

    La battuta sul gatto mi ricorda quella di Wodehouse: “I gatti, come categoria, non hanno mai completamente superato il complesso di superiorità dovuto al fatto che, nell’antico Egitto, erano adorati come dei.

    @Aubade: ci sono pochi autori che coltivo crcando tutti i loro libri, avevo iniziato con Wodehouse da ragazzo (25 anni fa, pensa tu), poi in tempi più recenti ho scoperto Neil Gaiman e Terry Pratchett. Nemmeno della Zimmer Bradey, per quanto la ami, raccolgo tutto.

    Idem per il genere storico: Saint-Simon è una delle mie bibbie, ma la ricerca è per le lettere della Palatina (gara persa in partenza, visto che non sono mai state pubblicate tutte, oltre ad esserne state conservate una minima parte)

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  5. @orangecat: è arrivato, poi? La mia lavatrice è tornata in vita, alla modica cifra di 25 euri (in garanzia)

    @EligRapHix: se non è nel tuo genere ti consiglio un trucchetto, leggine a scrocco una ventina di pagine da Feltrinelli, così vedi. Oppure lanciati su uno di quelli dello stesso autore in edizione economica, almeno rischi un capitale minore. Ma mi sa che tua figlia li potrebbe apprezzare

    @Samaranelpozzo: una cosa che mi piace un sacco è come Nonna Weatherwax si rapporta con la magia, e come Pratchett descrive le streghe ed i maghi.
    Pipa a parte, io credo che Tata Ogg sia il mio ritratto tra una trentina d’anni (salvo che forse avrò in bocca qualche dente più di lei)

    @Aubade: concordo sulla Marion. Sono molto più legato a al ciclo di Darkover che a quello di Avalon, ma negli ultimi romanzi mi è servito parecchio impegno per decidere di andare avanti per finire la serie

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