Quasi quasi mi sposo

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Ieri sera, come d’abitudine, ho accompagnato Ale a prendere il treno per tornare a casa, e mi sono trovato a pensare che alla mia età sarebbe ora che mettessi la testa a partito e mi sposassi.

sposi-gay-241x300Idea buffa, visto che non ho mai avuto il mito della sioretta, della ménagère della periferia brianzola, di quello che se non si sposa è perduto perché avere una moglie o un marito nella vita è una condizione sine qua non per poter pensare di esistere, di aver fatto qualcosa; né ho la visione di me come quello che sta a casa tutto il santo giorno a cucinare, tediare la domestica perché non spolvera come dovrebbe, coltivare il giardino, fare il découpage ed avere un sacco di tempo libero per fare le riunioni dei comitati parrocchiali. Si, lo so che avere una domestica richiede una discreta disponibilità economica, e che per essere intrallazzato con la parrocchia sarebbe opportuno che fossi almeno vagamente cristiano, ma sto seguendo il filo di un ragionamento e non sto parlando di una vita reale.

Sotto diversi punti di vista potrei anche tranquillamente fare a meno del matrimonio: è perfettamente inutile per tutto ciò che può riguardare i figli, la loro legittimità e la loro successione, visto che siamo due uomini e, anche volendolo, non riusciremmo a fare un bambino “nostro”; si, potremmo ricorrere all’inseminazione artificiale, trovando una donna che ci faccia da madre in affitto, ma sarebbe figlio di uno dei due, non di entrambi. Senza contare il fatto che sono un tipo materno o paterno quanto un cosciotto di agnello allo spiedo.

Da un punto di vista religioso sarebbe quanto meno dubbio un matrimonio in chiesa da sioretta: un prete cattolico che sposa due uomini, davanti ad una folla di parenti ed amici? Per quanto entrambi siamo stati regolarmente sacramentati da giovani, come succede a tutti malgrado quelle che possano essere le vere idee di ognuno, la vedo difficile.

Da un punto di vista amministrativo potrebbe essere interessante: ognuno dei due diventerebbe legalmente il parente più prossimo dell’altro, ed erede in caso di morte senza testamento, che non è da poco. Questo però è un aspetto ovviabile con un contratto ben fatto da un avvocato, o quanto meno è un problema risolvibile in parte: noi siamo fortunati che le rispettive famiglie non creerebbero intralci di sorta. Ma… c’è un ma: per esempio, nessun contratto dà il diritto ad un medico di darti informazioni sullo stato di salute di una persona ricoverata in ospedale, se non sei un parente stretto; nello stesso ambito uno si potrebbe anche veder negare in diritto di visita, non essendo un parente. Le stesse assicurazioni sulla vita possono coprire i familiari conviventi, ma non le coppie di fatto (anche quelle etero, quello che conta è un banale certificato di matrimonio, civile o religioso).

Da un punto di vista affettivo, poi, non è certo un pezzo di carta bollata che stabilisce il tipo di legame tra due persone.

Quello che mi piacerebbe avere dal matrimonio, in definitiva, è l’idea di stabilire ufficialmente (con una cerimonia o anche no) che abbiamo deciso di passare la vita assieme, e di farlo capire senza mezzi termini perfino ai parenti ed ai conoscenti più ingenui (quelli che… “Non avevo capito che foste gay”) ed ai più ostici (quelli che… “è perché non hai trovato quella giusta”).

E poi voglio il fuoco d’artificio finale, l’occasione per fare baracca!

Boia mondo, immagino tonnellate di regali dal ridicolo al sublime: da quelli da esporre fieramente, orgogliosi col petto gonfio come un tacchino in calore, a quelli che rinfaccerai per tutta la vita a chi te li ha regalati (e che provvedi immediatamente a rivendere al mercatino dell’usato per sbarazzartene senza prenderti il disturbo di far finta che si siano rotti accidentalmente).

E il ricevimento, soprattutto. Un grande ballo in costume, trovando una cornice adatta, che non costi dieci anni del mio stipendio. Il tema sarebbe libero, ma visti i soggetti direi che finiremmo per andare a pescare nel repertorio settecentesco, anche se io mi vedo con uno spencer attillato (ammesso e non concesso che perda almeno dieci chili per l’occasione) ed accompagnato da un soprabito rosso di velluto con un enorme strascico, come quello indossato da Gary Oldman nel Dracula di Brahm Stocker, diretto da Francis Ford Coppola.

Dovrò anche imparare a ballare il valzer per l’occasione, cosa forse più difficile di perdere i dieci chili ipotizzati: ho la mobilità di una transenna stradale.

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  1. e’ bellissimo questo post 🙂
    ultimamente e’ capitato anche a me di pensare al matrimonio… ma considerando che mi manca la "materia prima" le mie elucubrazioni sono anche piu’ campate in aria delle tue 😉
    pero’ ti posso dire che le ragioni per cui a te piacerebbe un matrimonio sono le stesse per cui io non lo vorrei fare: cioe’ il vestito, la cerimonia in chiesa con tutto il parentame, il ricevimento.. mi sembrano uno spreco di soldi e di tempo (e poi non mi piace stare sotto i riflettori ;-), poi chissa’.. un giorno potrei anche cambiare idea 😛

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  2. @Samaranelpozzo: si, ti capisco benissimo. Tutto sommato son d’accordo che il vestitone bianco a meringa sia uno spreco tremendo, ho visto certi prezzi da far zompare il parrucchino anche a Paolo Limiti: cazzarola, per un vestito che usi si e no una mezza giornata? Ma non esiste proprio! 
    Ma potrest ricrederti sulla mangiata susseguente: come dico sempre, ogni motivo è buono per fare una festa! 

    @EligRapHix: no, non le dimentico. Se saspessi che ne ho già piazzate due di una bruttezza imbarazzante al mercatino… Ne ho ricavato ben 3 € e 50 l’una, il che vuol dire che in certe occasioni è sempre un bene puntare sul cattivo gusto della gente

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  3. Bellissimo e simpaticissimo post.
    Nonostante un matrimonio l’abbia già fatto, ultimamente mi è capitato di pensarne ad un secondo.
    Sono  18 anni che sono fidanzata con Antonio, ognuno vive a casa sua e abbiamo trovato il giusto equilibrio, però con il passare del tempo e con la morte dei miei genitori ci sto ripensando, anche perchè saremmo nella tua stessa condizione se uno dei due stesse male.

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  4. I matrimoni di solito sono pallosi, e per la maggior parte degli ospiti il cibo è l’unica ragione che li spinge a sopportare la fatica di una giornata del genere. Infighettarsi al meglio, stare in chiesa il tempo che ci vuole (di solito più del necessario), fare conversazione con gente più noiosa di quella incontrata in fila alla posta, in banca, al supermercato, ecc. perciò sono dell’idea che i matrimoni debbano essere rapidi e indolori o kitsch come un carro di Viareggio allestito dal Circo Orfei. In un modo limiti i danni da spese, noia e fatiche, con l’altro ti dai allo svacco più completo, al divertimento carnevalesco e spudorato. Le vie di mezzo spesso sono noiose, conformiste e alla fine uno si ricorda solo di quanto ha bevuto Tizio e di quanto è stato noioso Caio, che faceva un gran caldo o un gran freddo, pioveva o c’era il sole, o magari solo di quanto si è speso per quella manica di parenti che uno vede con piacere solo in fotografia. No, no, meglio il minimalismo o lo sfarzo più indecoroso, in certe cose bisogna andare per estremi.

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  5. Mia mamma ha fatto il mercatino di Montegrotto per un po’ qualche anno fa. Non sai quante bomboniere le ho rifilato in quelle occasioni … la cosa incredibile è che c’era anche chi se le comprava!

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  6. @lalolu: è vero, basta poi non scadere nel pecoreccio. Anche se io detesto cordialmente i matrimoni: sono anni che li evito tutti accuratamente, credo dal 1990; il solo cui sono stato in questi 20 anni è quello di mia sorella.

    @Loretta62: direi che dopo 18 anni siete una coppia collaudata, no? Lo sposarvi vi darebbe qualche piccola sicurezza in più, forse.

    @leggerevolare: nei paesi che prevedono matrimoni tra persone dello stesso sesso occorre che almeno uno dei due sia cittadino di quello stato perché l’unione sia valida. Almeno se non hanno cambiato qualche cosa recentemente.

    @giudappeso: concordo in pieno, non ci possono essere vie dei mezzo; o la fuga romantica, con magari il matrimonio al volo a Las Vega$, come si vede nei film (magari senza il divorzio a Reno la settimana dopo), oppure una baracconata sul genere della partenza del pulmann in “Priscilla, la regina del deserto”.

    @Reginadeitucani: sarai la prima a saperlo, in modo che ti possa organizzare la trasvolata per tempo. Anche perché se sei abbastanza suonata da venire in Italia solo per vedere tre metri di broccato che mi si annodano attorno alle gambe te lo meriti!
    Se poi ti bardi da Lady Oscar mi sa che tutti quelli del forum di Marie-Antoinette ti chiedono anche l’autografo

    @SorNarciso: non ho visto quel film, mi pare sia con Verdone, vero?

    @EligRapHix: io piazzo tutto il ciarpame in quei negozio del franchising “Il mercatino”, così loro si occupano di venderlo per me, e io incasso il 50% del valore attribuito all’oggetto.
    Lì tiran su di tutto, se poi non lo vogliono si può buttare nel cassone della spazzatura a cuor leggero.

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  7. @Smaoineamh: stai tranquillo, un conto è il mantellone, un conto è la cofana di zucchero filato: nonc’è rischio che mi ficchi in testa una cosa del genere. Già c’ho avuto i fiori quando mi son vestito da Carmen Miranda

    @SorNarciso: il vestitino non passa inosservato. La Gerini mi piace molto, tra l’altro; è Verdone che non mi attizza… quanto al farlo strano, meglio che non ti racconti, o mi tocca vietare il blog ai minori

    @pyperita: e alle volte è più divertente sognare e progettare che mettere in pratica

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  8. Ciao Snef, direi che il tuo desiderio di convolare a nozze, anche se non proprio ortodosse, è davvero comprensibile, e tenero. un po meno il voler fare baracca che quello lo puoi fare comunque! comunque la necessita di un contratto di matrimonio è evidente per diventare parenti in senso legale ed in effetti anche se certe questioni (eredità ecc.) sono risolvibili con latri sistemi, quella della parentela non lo è a meno che: 
    1) voi non andiate in spagna o in albania, o altri stati dove i matrimoni gay sono tranquillamente celbrati (non conosco però i risvolti per il loro riconoscimento in italia)….
    …..oppure:
    2) uno dei due non adotti l’altro..ok che poi sareste coinvolti in una storia d’amore gay e pure incestuasa ma che ve frega??? hahahaha!!

    va bene, scherzia parte vorrei, giusto per fare conversazione e forse con poca attinenza a quanto ai scritto nel tuo simpatico post, esprimere il mio parere su matrimoni "gay"…

    io ritengo che la chiesa, pur non essendo io un "fedele" ne tanto meno una "santa pecorella del gregge", in quanto istituzione religiosa abbia il diritto di mantenere i suoi dogmi e le sue regole e visto che non riconosce il matrimonio gay, uno non possa fare altro che rassegnarsi. al amssimo si può comabiare religione, ma niente di più. non trovo giuste infatti certe pressioni che alle volte vengono fatte da certe frange politiche. questo il mio pensiero almeno per quanto riguarda l’aspetto religioso del matrimonio….
    passiamo ora a gli aspetti legali: trovo invece che sia oltraggioso che un governo "tollerante" ed "illuminato" come quello italiano che è sempre pronto a sbandierare queste sue qualità non conceda a due persone dello stesso sesso di unirsi in matrimonio con un atto civile. .

    riguardo i figli…personalmente sono contrario, specialmente per coppie maschili, però non mi dilungo oltre per evitare di allungare ulteriormente questo già lungo commento. però se ti và ne parliamo ancora, mi piacerebbe infatti conoscere più a fondo il tuo pensiero.

    spero di non essere stato invadente o scortese nell’esprimerti i miei pensieri.

    un saluto, caro
    Lucas

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  9. Dovrò anche imparare a ballare il valzer per l’occasione, cosa forse più difficile di perdere i dieci chili ipotizzati: ho la mobilità di una transenna stradale.

    un saluto affettuoso :-))
    (però coi gatti lo sei matepaterno)

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  10. @Aubade: il punto fondamentale è che noi possiamo anche sposarci in un altro stato, ma qui in Italia è solo carta straccia, non un atto pubblico.
    È degli scorsi giorni la notizia di una coppia gay residente in Francia, uno credo francese e l’altro della provincia di Treviso: si sono sposati a San Francisco, poi l’anagrafe degli USA ha regolarmente trasmesso i documenti ai corrispettivi uffici di Parigi e del paesino vicino a Treviso. C’era però un errore di trascrizione ed il francese è diventato una francese (il giornale ha detto che ha un nome che si usa sia al maschile sia al femminile, come Andrea, Evelyn, Claude, Anne e via di lì), chiaramente a Treviso ha registrato il tutto senza battere ciglio. Dopo qualche mese arriva dall’America la terrifica dell’atto, e Treviso invalida il matrimonio: ora sono per vie legali perché i due ragazzi non hanno intenzione di veder volare via tutto in fumo perché il sindaco de paesello ha detto che certe cose nella sua città non si fanno.

    La tua idea dell’adozione non è malvagia: esistono dei precedenti a livello legale per cui chi non poteva testare in favore di una persona o sposarla l’ha adottata. Ci potrei pensare, perché all’atto pratico sarebbe una buona soluzione “capra&cavoli”, anche se verrebbe meno la questione di principio del riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, che tuttavia non credo sia la mia battaglia, o almeno non lo è ora.

    Circa la Chiesa, fatto salvo che Ale è un non-cattolico e io sono un pagano, ti posso dire che molto dipende anche dal sacerdote: conoscevo una ragazza lesbica, all’epoca di quando giravo col fan club di Star Trek, che era stata sposata con la sua ragazza da un prete: la cerimonia non ha riguardato solo loro due, ma anche due coppie di uomini, chiaramente s’è svolta in privato e non ha alcun valore né legale né agli occhi della Chiesa ufficiale; è vero che padre Bernard è americano (oltre che trekker pure lui, infatti è successo in occasione di una convention), e probabilmente è molto più flessibile dei molti dei nostri “allevati a terra”, ma potrebbe essere anche segno che con un po’ di pazienza le cose potrebbero cambiare.

    Il tanto illuminato governo italiano non solo rifiuta a due persone dello stesso sesso di potersi definire famiglia, ma lo rifiuta anche a persone di sesso diverso che non abbiano voglia di complicarsi la vita sposandosi, o che per un qualunque motivo non lo possano fare. Illuminato? Forse dai lampioni della tangenziale…

    Circa i figli, siamo d’accordo con te. Penso che per crescere un bambino abbia bisogno di entrambe le figure di riferimento (sperando che siano sane, povero piccolo), senza contare tutti i pesci in faccia che gli arriverebbero dalla società: te lo vedi se alla riunione dei genitori arrivano papà e papà? Sai che vita di merda gli farebbero fare gli altri bambini a scuola? No, semmai penso possa avere senso l’adozione o l’affido di un minore già cresciuto, che magari sia in crisi perché si scopre omosessuale: allora avrebbe senso inserirlo in una famiglia omosessuale, ovviamente dopo tutti i vari accertamenti di assistenti sociali e psicologi vari, per fargli vedere che le nostre vite, da single o da coppie possono non essere così differenti da quelle degli etero come la pubblica opinione vuol far credere.

    @Yzma: beh, coi gatti è diverso: non mi rubano mica la scena come fanno i bambini!

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  11. vedo che ci troviamo in accordo su molti punti. riguardo la chiesa un pò meno. in quanto società secolare non ha senso per me che operi cambiamenti sostanziali nei dogmi che impone e del resto non dovrebbe importare nemmeno a chi non ne fà parte. io credo che del resto sia il fedele a doversi adattare alla sua chiesa e non la chiesa ai suoi fedeli. non sono certo le religioni tra cui scegliere a mancare oggi…
    concordo anche sui figli, ma:
    mi domando se, ma non per fare discriminazione sessuale :)), da un punto di vista "vita sociale" sarebbe meno traumatico per un bambino crescere con due mamme invece di due papà. che ne pensi?

    invece, su l’ultima situazione che proponi ho alcuni dubbi, nonostante la proposta sia ragionevole e utile specialmente per tutti quei ragazzi che scoprendosi omosessuali ne provano paura e/o vergogna (anche se dovute ad una impostazione sociale chiusa e bigotta, che però durante tutta la nostra crescita purtroppo imposta le nostre menti secondo canoni dogmatizzati). credo infatti che sarà sempre complicato da parte di enti politicizzati come gli assistenti sociali stabilire un profilo psicologico corretto piuttosto che uno confacente alle politiche di immagine dell’eventuale governo in carica che come sappiamo in italia (almeno per ora e per i prossimi anni) è sempre filo Papale…

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