Gone with the Solar Wind

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Riassunto delle puntate precedenti (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9), per riprendere le fila di una storia perduta.

La giovine e (forse) caruccia Joanna Smith, betazoide, proviene da una famiglia a dir poco problematica: una madre ossessiva e spaccaballe e due fratellini gemelli scomparsi durante un disastro possono pesare parecchio nella vita di una ragazza, e per questo la nostra protagonista cerca di far carriera come ufficiale della Flotta; qui s’invaghisce di J.A. Alden, un ufficiale molto manzo e molto richiesto, specialmente dall’acerrima nemica di Joanna: Jaimie Sommers. Dopo varie peripezie ed intrighi attorno ad una missione segreta, troviamo la nostra eroina in viaggio a bordo di un cargo assieme a colui il quale si rivela essere il gemello malvagio di J.A. Alden, che l’ha rapita per farne la sua schiava (contento lui…).

Via col vento solare
(Gone with the Solar Wind)

Capitolo X, di Mauro Melon

Era una nuova Joanna quella che guardava uno smarritissimo A.J., anzi non sembrava proprio più Joanna: fisicamente era uguale, scialba, insignificante, con un leggero accenno di sciattezza e un maquillage troppo carico che sembrava essere stato applicato con uno stencil. Quello che colpiva era la nuova espressione dei suoi occhi, il cipiglio duro che aveva assunto il suo viso ed il fare mascolino, deciso ed autoritario che aveva sostituito il suo perenne fare incerto e il suo parlare lagnoso; un nuovo modo di muoversi, con un’andatura leggermente dondolante che faceva pensare ad una perfetta coordinazione psicofisica al posto del suo vecchio camminare traballante che la faceva inciampare nei propri piedi ad ogni angolo di strada. A.J. ne era intimorito, molto intimorito; aveva capito oltre ogni possibile dubbio che lei non avrebbe esitato ad ucciderlo, o peggio, pur di salvare se stessa.

Nel frattempo, in una taverna chiamata “Da Lurido e B’sunto” una strana coppia conduceva trattative losche con un altrettanto losco figuro: Jaimie Sommers e J.A. Alden stavano discutendo con un ferengi che usava il nome di battaglia di Giancarlo Magalli, nome terrestre, solo perché oramai il suo vero nome era troppo compromesso negli schedari di quasi tutte le polizie di questo quadrante della galassia.
J.A. detestava trattare coi Ferengi, più perché ogni volta si ritrovava a dover lasciare al suo interlocutore qualche cosa di prezioso che per il disagio che generalmente un ferengi crea in chi gli sta vicino.

– Comandante Alden, che piacere vederla.
– Il piacere non è reciproco, Magalli, e lo sa benissimo.
– Voi terrestri siete sempre così bruschi… lei è del tutto uguale ad un altro che ho conosciuto…
– Anche voi Ferengi vi somigliate tutti, su. Veniamo al dunque: ho saputo che lei, forse, potrebbe essere in grado di aiutarmi in alcune indag… trattative che sto svolgendo in via del tutto privata e confidenziale, direi quasi familiare.
– Ed hanno casualmente a che fare con la sua bionda collega qui presente, la signorina Sommers?
– “Tenente Sommers, prego…”, aggiunse subito gelida Jaimie, che troppo tardi si accorse dell’occhiata in tralice lanciatale da J.A., un colpo di coda dell’occhio equivalente ad un pestone sull’alluce con un tacco a spillo, “… ma lei mi chiami pure Jaimie”,

aggiunse al volo, cercando di rimediare all’errore tattico appena compiuto: il piano prestabilito con J.A. prevedeva che lei facesse gli occhioni dolci a Magalli, notoriamente molto sensibile al fascino femminile, per ammorbidirlo un pochinino… ‘nticchia, insomma. Non c’era posto a quel tavolo per atteggiamenti sussiegosi, non in quel momento e, soprattutto, quando non si aveva null’altro da offrire che un po’ di sventolare di ciglia e parecchia  mercanzia semi-esposta da una divisa due taglie più stretta.
Magalli stava già osservandola più intensamente con i suoi occhietti lussuriosi, anzi stava praticamente parlando con le sue tette invece che con J.A., che invece stava chiedendo:

– Magalli, quello che vorrei sapere è se lei mi ha mai visto prima.
– Prego?
– Vede, sono stato vittima di un condizionamento mentale da parte di un infiltrato Klingon, e ho dei vuoti nella memoria per quello che riguarda gli ultimi mesi: potrei avere fatto alcune cose che normalmente non mi sognerei nemmeno, ma non lo saprò mai. Per questo mi serve il suo aiuto: nel giro tutti sanno che lei conosce tutto ciò che si muove, e che ha un talento straordinario nel ricercare e fornire informazioni d’ogni sorta.
– Oh, ma se è per questo lei ha diverse possibilità! Quale vuole, la uno, la due o la tre?

chiese il Ferengi mentre continuava a parlare con le tette di Jaimie Sommers.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Beh, son contento ragazzi. Tutto era nato da una cazzata di dieci e passa anni fa, la storia ha dormito per parecchio tempo.
    Ora, per una serie di motivi tra cui il principale è che la gente cresce e c’ha anche dell’altro da fare nella vita, mi manca almeno uno degli autori.
    Posso continuare ad occuparmene da solo, ma non sono geloso: se scrivessi tutto io la cosa diventarebbe un po’ monotematica; a me piaceva di più quell'<i>allure</i> dissociata che aveva una volta, quando ognuno andava per la sua direzione col proprio stile.

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  2. Ma Bravo! era ora che ci degnassi di un nuovo capitolo!!! :))
    non fare come le nostre editrici che ti lasciano le saghe a mezzo ok? (cosa successa purtroppo spesso con i nuovi filoni fantasy, le trilogie si sà oggi non piacciono più…)

    a presto il prossimo spero…

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