Louise Françoise de La Baume Le Blanc de La Vallière, duchesse de Vaujours

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Il giorno 6 agosto 1644 era un sabato, e nel maniero di La Vallière, ridente ed amena località nei pressi di Tours, nasce una bella pargola bionda, Louise Françoise de La Baume Le Blanc.

Mammà era una signorotta, vedova di un consigliere del Parlamento, e papà era un milite tutto d’un pezzo che partecipò alla battaglia di Rocroi e che durante la Fronda si schierò apertamente e inamovibilmente dalla parte del Re; infatti papà è anche Governatore di Amboise, e nel 1651 oppone una fiera resistenza all’armata frondista, diretta dalla terribilissima Grande Mademoiselle, figlia di quello stolto fratello di Luigi XIII che va sotto il nome Gaston d’Orléans; ma lo stesso anno papà La Vallière muore, e mammà si risposa prontamente con Jacques de Courtavel, marchese de Saint-Rémy e maître d’hôtel di Gaston d’Orléans a Blois.

La vita della bimbetta non fu molto facile, specie perché papà lasciò un sacco di debiti, a lei la miserrima somma di 500 livres ed al fratello Jean-François (di due anni più giovane) l’altrettanto ridicola cifra di 1500 livres. La madre non la amava particolarmente, e pensò bene di spedirla in convento dalle Orsoline sotto la férula di due zie monache; tra parentesi vuole la leggenda che in quegli anni la piccola Louise cadesse da un cavallo, o da un asino, e si fratturasse la caviglia, causandole quell’andatura claudicante che non la abbandonerà mai: tuttavia di questo non c’è prova sicura.

Per fortuna il patrigno Saint-Rémy ha più cuore della mamma, e si occupa degnamente dei figliastri: Louise diventa dama delle figlie di Gaston (Mademoiselle d’Orleans, Mademoiselle d’Alençon e Mademoiselle de Valois); dopo la sua morte la vedova Margherita di Lorena viene autorizzata a tornare Parigi dall’esilio di Blois: naturalmente le figlie sono del viaggio, con Louise al seguito. Nel giusto ambente Louise raffina la sua cultura e lascia traccia della sua bellezza, tanto col tempo che viene nominata damigella di Madame Henriette, la moglie di Philippe de France, Duca d’Orléans, fratello moderatamente scomodo del Re Sole.

Forse non fu a caso, Henriette mirava al cuore del cognato Re che, nonostante fosse fresco di matrimonio, non si faceva certo dei gran problemi. Henriette, credendosi molto più furba di quanto non l’avesse dotata la natura, scelse una ragazza come paravento per i propri intrallazzi, in modo da tacitare la pubblica opinione, ed il disappunto delle due regine: la madre del re, Anna d’Austria, e la moglie Maria Teresa. E su chi poteva cadere la scelta? Poco importa, bastava che respirasse… ne vengono prima scelte e poi scartate alcune per i motivi più diversi, ovviamente dopo aver provato a vedere come funzionavano.

Alla fine è il turno della graziosa mademoiselle de La Vallière; conoscendo i gusti del Re la scelta si è rivelata fin troppo giusta: una delle dame di Anna d’Austria, madame de Motteville, ce la descrive come una visione di bellezza ed amante della cultura. Con grande scorno della cognata Luigi si innamora della Vallière, la quale già era infatuata del Re che da giovane aveva una splendida allure.
Luigi, di suo, è romantico come un avviso di mora dell’INPS, e si fa scrivere delle lettere per La Vallière nientemeno che da Benserade, uno degli scrittori migliori dell’epoca, rivale di Voiture e, forse forse, un po’ cotto della Vallière in questione; anyway, quasi in guisa di Cyrano fa da confidente, perché La Vallière gli chiede consigli sulle lettere del Re… di lettera in appuntamento segreto, di mezza parola in parola intera, di bacetto in peggio, Luigi la fa diventare la sua amante ufficiale e contemporaneamente si libera di eventuali rivali. Un caso singolare è quello di Nicolas Fouquet, il ricchissimo sovrintendente delle finanze che era convinto che tutto al mondo avesse un prezzo, un po’ come il cinico secondo Oscar Wilde: Fouquet fece recapitare alla bella La Vallière l’esorbitante cifra di 25000 livres perché gli concedesse i suoi favori; naturalmente Louise lo mandò a zappare gli orti, e poco tempo dopo il sovrintendente cadde in disgrazia e fu imprigionato a Pinerolo. Quando arrivò Charles de Batz de Castelmore, conte d’Artagnan per eseguire l’arresto, la maggior preoccupazione di Fouquet era una cassetta contenente delle lettere galanti: era un gran donnaiolo e pagava spesso per riuscire ad ottenere colei che desiderava… probabilmente la proposta alla favorita reale gli costò molto più di quanto si sarebbe mai potuto immaginare.

Tra una cosa e l’altra, La Vallière partorisce il primo figlio del Re, Charles (1663 – 1666), cui ne segue un altro, Philippe (1665 – 1666). I figli vengono affidati a famiglie compiacenti per essere allevati nella clandestinità, almeno questa era l’idea iniziale; d’altronde non è mai stata una madre molto amorosa. Nello stesso 1663 Louise prende residenza a Parigi, accanto al Palays Royal per zittire un po’ i pettegolezzi dei devoti e della Corte, oltre alle tonanti prediche di Bossuet. Nel 1666 muore la Regina Madre, Anna d’Austria, e il Re si precipita a render pubblica la sua relazione con La Vallière; nello stesso anno nasce anche la loro terza figlia: Marie-Anne, detta Mademoiselle de Blois, che andrà in sposa a Louis-Armand de Bourbon, principe di Conti. La Principessa de Conti farà una lunga (muore nel 1739) e bella vita; donna colta, intelligente, raffinata, di buon carattere, e molto legata alla madre ed ai fratelli Louis il Gran Delfino (fratellastro, figlio legittimo del Re) e Louis (1667 – 1683), titolato conte di Vermandois e nominato Ammiraglio di Francia a soli due anni, figlio che il Re non amerà molto per i suoi costumi un po’ tanto depravati, e che avrà il buon gusto di morire durante un assedio nelle Fiandre. Il 1667 è anche un anno critico per la storia della Vallière col Re: lei riceve il titolo di duchessa pari di Vaujours, la legittimazione di Marie-Anne e, molto probabilmente, il benservito: da lì in poi l’affezione del Re cala costantemente, mentre all’orizzonte sorge un altro astro, nato nel vivaio delle damigelle di Madame Henriette: Françoise-Athénaïs de Rochechouart-Mortemart, marchesa de Montespan, la quale tratterà da cani La Vallière nel tempo in cui si divideranno il cuore ed il letto del Re.

Stanca delle pene del mondo, stanca di non essere più gradita dal suo amante reale che, tutto sommato, lei aveva probabilmente amato, scappa e si ritira in convento, nel 1674: non lascerà mai più le carmelitane Figlie di Santa Maria di Chaillot. Prima di partire si produce in una ridicola scena di pubbliche scuse alla Regina, che tuttavia le accetta, sia perché Maria Teresa apprezzava molto l’educata La Vallière mentre odiava a morte l’altera Montespan, sia perché la regina era stupida come pochi, e la volta che la timida La Vallière rimase a letto per una cosiddetta indigestione andò a trovarla, ma senza accorgersi che in realtà stava partorendo. Entrando in convento affida i suoi figli alla cognata del Re, Élisabeth-Charlotte von der Pfalz, Duchessa d’Orléans, che li seguirà maternamente, cercando anche di risollevare un po’ il credito di Vermandois presso il Re, ma inutilmente.

La novella sœur Louise de la Miséricorde riceverà molto spesso visite della Regina, di madame de Sévigné, della Duchessa d’Orléans (che le porta i figli che lei rifiuterà di vedere o di abbracciare, così come respingerà il fratello che le era attaccatissimo), e dopo la bellezza di 36 anni di vita rigorosamente osservante della restrittiva regola conventuale muore il 6 giugno 1710.

Non muore di malattia, ma di sete.
Ad un certo punto, per rispetto al Cristo che sulla croce aveva subito l’affronto della spugna imbevuta di aceto e fiele, aveva smesso di bere, tranne che per un mezzo bicchiere di acqua al giorno nei tre mesi precedenti la morte; nelle ultime tre settimane di vita non beveva più nemmeno quello, e quando le altre religiose si accorsero che era sempre più debole, oltre a vacillare quando camminava, era oramai troppo tardi. Il Re accolse di malagrazia la richiesta di Marie-Anne di portare il lutto della madre, rispondendo che tanto era già morta il giorno in cui era entrata in convento. Tuttavia lasciò che la figlia facesse come voleva.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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