Cave veciam

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Nelle case dabbene -in tutte o quasi tutte- ci sono dei quadri, e la mia famiglia non ha fatto eccezione alla regola; è così che negli scorsi giorni mi sono trovato a dover sistemare nel mio appartamento sei tele (parola che mi risuona con un vago sapore di demi-monde) che erano a casa dei miei.
Si tratta di due paesaggi, una scena in un giardino rococò e tre ritratti della seconda metà dell’800, potrei definirli la galleria degli avi: raffigurano una mia trisavola e due suoi probabili cognati.La trisavola è una donna di mezza età, vestita di nero, porta i capelli tirati indietro e raccolti in una crocchia, con un’espressione che in famiglia l’ha fatta soprannominare “La Carabiniera”; nomignolo corroborato anche da alcuni racconti di mia nonna materna, che dalla carabiniera in questione è stata allevata.

Ieri pomeriggio ci siamo messi di buzzo buono, Ale e io, a cercare di girare un po’ gli altri quadri che avevo sul muro per vedere di infilarci anche questi, del resto come disse mia zia “Un posto per i quadri si trova sempre”. Il brutto è quando sposti un quadro e ti accorgi che sul muro originariamente bianco c’è un bellissimo contorno grigio, nuance lupo fuggente, che il riscaldamento ti ha regalato nel corso degli anni.

Gaetano Signorini - Ritratto del conte Charles-René Bombelles - 1847 I due ritratti piccoli li ho sistemati in fretta, il problema è stato inventare un posto per la vecchia; Ale l’avrebbe vista bene dietro alla porta di cucina (giusto perché è sempre aperta e l’avrebbe nascosta), oppure in bagno (io ci resto delle mezzore, magari con lei che mi guarda mi muovo prima).

Io la vedevo appesa un po’ bassa, avendola attaccata al chiodo dove fino a poco prima stava il disegno di Don Rosa con le Olimpiadi di Paperopoli; Ale la guarda bene, poi mi dice che se la metto un poco più alta la vedono anche dalla strada, attraverso le finestre, e che terrebbe lontani i ladri da tutte le parti, soprattutto perché finirebbe per riflettersi anche nello specchio dall’altro lato della stanza.

Lì non ci ho più visto, e mi è presa una delle mie solite crisi di riso, corroborata da Ale che faceva il comico della situazione continuando a suggerirmi che la potevamo anche appendere alla parte esterna della porta d’ingresso come antifurto, sopra un cartello con scritto “Cave veciam”, attenti alla vecchia, rifacendosi al latino “Cave canem”.

Una cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso fin dalla nostra visita al Museo di Maria Luigia, quello stesso che chiamiamo oramai “la Gigioteca“, è stata la somiglianza tra il terzo marito della duchessa, Charles-René conte di Bombelles, e la trisavola.
Ora, Bombelles è morto nel 1856, e suo padre il marchese Marc-Marie di Bombelles è stato ambasciatore di Francia presso la Serenissima Repubblica di Venezia dal dicembre 1790 al maggio 1791.

Mi sembra di ricordare che a detta di mia madre la trisavola fosse originaria della bassa trevigiana, e nata nel 1837: vuoi che magari fosse il frutto di una scappatella di uno dei due? Così, dopo aver scoperto che ho molti malesseri in comune con la principessa di Lamballe, mi ritroverei ad essere un lontano parente acquisito di Maria Luigia, pertanto anche di Maria Antonietta; aggiungiamoci che mia madre ogni tanto mi cantava la stessa canzone che la balia cantava al primo figlio di Maria Antonietta, e iniziamo a preoccuparci.

Nessuno ha voglia di scriverci un romanzo su?

Anyway, ora dove appendo Le Olimpiadi di Paperopoli, la bandiera sabauda e borraccia marocchina in rame? Questi si che son pensieri…

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Non lasciare insietro le Olimpiadi di paperopoli! E a proposito, mi sto facendo un po’ di saghe nuove di recente…devo ammettere che Double Duck mi piace molto. Ma anche gli Ultraheroes non sono male… spero me ne passino ancora

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  2. A parte che mi hai fatto troppo ridere con i " malesseri in comune con la Principessa di Lamballe"  … però avresti scoperto un bel albero genealogico! 

    °Alessia° ea veneta del forum di Maria Antonietta 

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  3. @Reginadeitucani: piacciono anche a me, Double Duck più degli Ultra Heroes; d’altronde Paperino ha alle spalle anni di esperienza come agente della PIA, vuoi che non riuscisse a fare l’agente segreto “serio”? Non ho trovato particolarmente attizzanti i Wizard of Mickey, invece.

    P.S.: tranquilla, non lascio per terra Don Rosa

    @Alessia: non per pignoleria, ma ci terrei a precisare che in comune con la Lamballe ho i mal di testa e derivati, noni vermi.

    @Watkin: è una vecchia nenia che si chiama Marlborough s’en va t’en guerre, l’aria è molto semplice e il testo conta diverse piccole varianti, un po’ come tutte le canzoni popolari; ho il netto ricordo di mia madre che canticchiava ogni tanto un pezzetto di canzone, ed ero ancora in età da elementari quando ogni tanto sentivo “Messiè Malbrù è mòr” (all’epoca non capivo una cippa di quello che diceva, andavo ad assonanze). Questo è il link ad una delle tante versioni su Youtybe

    @giudappeso: incute, non c’è dubbio. Mia madre diceva che aveva un sorriso serenamente mesto, a me piuttosto sa da occhiataccia fulminante modello “Ora ti sistemo io”. Sicuro che il tuo utente non sia un altro cugini illegittimo di Maria Luigia? Ho idea che avresti più probabilità di beccarne uno tu che di esserlo io, anche solo geograficamente.

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  4. Poichè le mie origini sono contadine, per fortuna non ho il problema di cercare una giusta collocazione ai quadri degli antenati, al massimo qualche foto.
    Però molto carina la possibile parentela con il conte di Bombelles.

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  5. @pyperita: nemmeno in casa mia i quadri legherebbero con nulla, ma non è un problema: ho adottato uno stile talmente eclettico per l’arredamento che pare più un bazar che un appartamento. Se mi arrivassero in casa Colin & Justin, le due allegre finocchie che su Sky ti risistemano la casa condannando i crimini di stile, credo che mi incendierebbero casa, con me legato alla testiera del mio letto da Nonna Papera dell’Ikea.

    @Loretta62: non che le mie origini siano di chissà quale schiatta: paesani da parte di padre e borghesotti da parte di madre. Il quadro che preferisco, tra parentesi, non ha nulla a che fare con questi: è un colpo gobbo che ho fatto in un mercato antiquario due o tre anni fa, è una riproduzione della Primavera di Alphonse Mucha.

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