Il potere della burocrazia

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Circa tre mesi fa è morto mio padre; l’auto che uso solitamente (una vecchia Clio) era intestata a lui, e non ne avevo mai fatto la voltura a mio nome un po’ per pigrizia, un po’ per convenienza, un po’ per avarizia: ora, volente o nolente, mi tocca.
Era residente in un paese poco fuori Verona, quindi già mi muovo sul fuori provincia; ho due sorelle che con me sono eredi, una che abita a Bologna ed una a cinquanta metri da quella che era la casa di mio padre.

Oggi, finalmente, siamo riusciti ad andare all’ACI di Verona che, giacché provincia di residenza del de cuius, è quella competente. Un paio d’ore di firme e carte per fare sì che le auto che guidiamo io e mia sorella continuino ad essere nostre: firme per accettare l’eredità, firme per rinunciare al mio terzo dell’auto di mia sorella, firme perché loro due rinuncino al loro terzo della mia auto, firme per far intestare i nuovi certificati di proprietà uno a me ed uno a lei.

Cambiando intestazione dell’auto devo cambiare anche il contratto di assicurazione, e automaticamente casco dall’alto della mia sesta classe di merito in quattordicesima, come un qualsiasi neo patentato. Sono dieci anni che uso quella macchina, non ho mai fatto un incidente, ho ventisei punti sulla patente, ma mi considerano come un pischelletto qualsiasi fresco di scuola guida. Mi dà fastidio, a parte l’esborso per il premio che lievita in maniera considerevole, perché quella è la stessa auto di ieri, e anche io sono lo stesso di ieri, non è che me ne vado in giro a investire le vecchiette fuori dell’ufficio postale solo perché adesso ho l’auto a mio nome. Beh, oddio… le vecchiette no, ma sull’investire il papà del decreto Bersani potrei fare un pensierino.

Il mezzo per non precipitare in quattordicesima classe è avere un’altra auto, oppure avere qualcuno nello stato di famiglia -o addirittura il defunto-, per cui mi verrebbe assegnata la classe dell’altro veicolo o di quello del familiare.
Non si sa mai, magari ho fortuna, e inizio a chiamare tutte le compagnie assicurative per vedere se qualcuna ha convenzioni particolari: il Lloyd Adriatico per esempio, ti facilita molto se hai altre polizze con loro, e avrei avuto una classe di merito più favorevole. Tutti gli altri no.
Ogni volta, le signorine dei vari servizi clienti mi chiedevano:

–    Ha un’altra vettura?
–    No, solo quella.
–    Ha qualche familiare nello stato di famiglia?
–    No, sono solo io.
–    Conviveva col defunto?
–    No, ho uno stato di famiglia a parte
–    È sposato?
–    No, non sono sposato.

Nota che ti ho appena detto che il mio stato di famiglia è composto solo da me; magari potrebbe, per qualche motivo essere possibile che io abitassi con mio padre, ma avessi uno stato di famiglia a parte, ma spero bene che in caso di matrimonio una mia ipotetica moglie sia stata registrata come mia familiare.
L’ultima, poi, è stata favolosa; mi pare la Allianz Assicurazioni.

–    Conviveva col defunto?
–    No, ho uno stato di famiglia a parte e non sono sposato.
–    Ma ha un’altra vettura?
–    No, solo quella.
–    È scapolo! E non ha nemmeno una seconda macchina!

L’ultima frase è stata quasi ululata con una voce costernata, con lo stesso tono che la ragazza avrebbe avuto se avesse trovato uno scarafaggio tra le olive nere dell’insalata greca al ristorante.
No cara, non sono sposato; e anche se volessi non potrei farlo (ma questo la signorina non poteva saperlo). E non ho una seconda auto perché già mi rompe le palle avere la prima, figurati se ne compero un’altra.

Suppongo di essere stato etichettato come paria, come “partito non potabile” perché non solo a quarant’anni suonati non sono sposato, ma soprattutto perché non ho neanche uno straccio di seconda macchina.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. vogliamo parlare di paria sociali? io non solo non posseggo un’auto (nemmeno una!!!), ma non ho nemmeno una casa, dei figli o un marito/fidanzato.. e per una ragazza della mia eta’ e’ considerato quasi un crimine 😛
    pero’ mi consola sapere di non essere l’unica a sentirmi tagliata fuori dalla societa’.. quello che sto cercando di capire e’ se voglio poi davvero farne parte 😉

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  2. Purtroppo avendo perso lo scorso anno entrambe i miei genitori, ti capisco benissimo.
    Loro erano operai in pensione, avevano qualche soldo da parte e con mia sorella ci siamo rese conto che la burocrazia è terribile.
    L’ideale sarebbe non possedere nulla, oppure essere ricchissimi.
    Oggi è esattamente un anno che è morto mio padre,  i soldi che erano in Posta, al 27 settembre quando è morta mi madre, non erano ancora stati spostati su di un conto intestato anche a noi e quindi hanno bloccato tutto e ad oggi lo sono ancora.
    Per fortuna non abbiamo bisogno di quei soldi, pochi, ma se fosse al contrario, cosa si dovrebbe fare? Chiedere un prestito, magari alla Posta?
    Tra funerali, spese di successione, contributi alla badante e varie sono già stati spesi circa 10.000,00 €.
    L’auto per fortuna l’avevamo venduta un po’ prima e quindi ci siamo tolti almeno quel mal di pancia.

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  3. Ad agosto 2009 è morta mia sorella, che era intestataria della casa di famiglia, acquistata in cooperativa nel 1957 da mio padre, deceduto nel 1960 (fatta regolare successione). La Ciccia era nubile, senza figli (era una persona down), e quindi diventiamo eredi mia mamma, mio fratello ed io.  Bon, vado ad aprire la successione e scopro che al catasto l’appartamento risulta ancora intestato alla cooperativa, nel frattempo morta e sepolta anche lei. L’atto di assegnazione in proprietà, come pure la successione di mio papà, risultano regolarmente registrati all’Ufficio del registro, ma al catasto non risultato fatte le relative volture. Ora, oltre a dare bei soldoni ad un’agenzia per sistemare tutto, devo anche pagare circa 80€ a voltura al catasto, per un lavoro che doveva fare e non ha fatto.

    Athenascollegatae inca&&ata
     

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  4. Mi hai strappato un sorriso alle 17 e 30, dopo una giornata terribile e quindi hai tutto il mio merito per questo…

    per il resto posso capirti benissimo

    ho guidato sempre macchine intestate ad altri e poichè non ho mai fatto incidenti in 26 anni dovrei essere pluridecorata… invece per non essere salassata dalle assicurazioni e partire con la classe dei 18 enni, guido la macchina intestata a mia mamma che sono 10 anni che non guida!!

    che ti devo dire…

    P.S.: una mia amica è riuscita a fare il passaggio del padre defunto a lei senza cambio di classe…. ma ignoro come ci sia riuscita!!!

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  5. C’è gente, come un mio nipote, che il giorno stesso in cui ha preso la sua prima auto da neopatentato ha fatto la polizza assicurativa sul suo nuovo veicolo e gli hanno affibbiato la classe di merito del padre, la prima.
    Questa per me è una ingiustizia!!!
    Io ho sudato per guadagnarmela, e invece c’è gente che la eredita.
    Anche questo è uno scandalo!!!

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  6. mi hai strappato un grande sorriso !vero, anche io non sono (più) sposato e non ho una seconda macchina…(in realtà neppure la prima), alle varie risatine non trovo meglio che dire :se è per quello non ho neppure un televisore piatto…(…mmmm… cosa ho detto di così esilarante… !!!)

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  7. @stefanover: ti capisco bene e ti appoggio; io non ce l'ho neanche normale. Quando al lavoro si parla di TV e mi chiedono se guardo il tale o il talaltro programma, invariabilmente rispondo che non ho la tv perché non la guardo e lo trovo un elettrodomestico perfettamente inutile.Costernazione generale: "e allora che fai alla sera?" Ti vien da rispondergli "le pippe". In realtà un televisore in casa c'è, è del mio coinquilino, e guardo un tg ogni tanto (rigorosamente di rete locale che annuncia i pettegolezzi di quartiere) o i cartoni animati mentre faccio colazione; o altre rare eccezioni, ma credo che le mie ore tv in un anno non arrivino alla cinquantina. 

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  8. Hai proprio ragione, l'auto, gioia e delizia di noi italiani, ci viene proposta come un qualcosa di unico, indispensabile, ed al nostro servizio ma poi, nella realta, diventa fonte inesauribile di frustrazione. Non solo assicurazione ma anche  multe, divieti, blocchi del traffico, una burocrazia, come hai evidenziato tu strappandoci un sorriso, spesso opprimente.
    Ma, a proposito di burocrazia, sul sito autoinformazioni.altervista.org ci sono molte interessanti ed utili informazioni per renderla più facile e riuscire ad affrontare 'da soli' le pratiche negli uffici della motorizzazione ed al pra.

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