E a me che me frega di che fine hanno fatto i Morgan?

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Sabato, tempo di cinema: grossomodo non c’era nulla di potabile, e siamo andati a vedere una commediola leggera, “Che fine hanno fatto i Morgan?” con Hugh Grant e Sarah Jessica Parker. Abbiamo avuto la conferma che non c’era niente di potabile.

Paul Morgan (Hugh Grant), a bordo delle sue guanciotte cascanti, cerca di riconquistare la moglie Meryl (la Parker) che ha chiesto la separazione quando ha saputo che lui ha colto una fugace occasione di regalarle un cerchiello per capelli in vero corno di cervo americano. Certo, lei vuole bambini a tutti i costi, e gli ha imposto perfino un rito voodoo sul suo sperma perché non riescono ad averne, non sta zitta un secondo, è sempre presa dal suo lavoro e dalle sue geremiadi, e bada poco al marito, ma insomma: perché dovrebbe avere un minimo di colpa nel fatto che il marito ha parcheggiato le guanciotte su una collega per una sera? Lei è innocente, sia ben chiaro. Sbregamaroni ma innocente come l’aria che respira a New York. Con calma veniamo a scoprire che nel periodo di separazione lei s’è trombata un altro, ma fa lo stesso l’intransigente.

E siccome sono sfigati, oltre che non essere in grado di farsi gli affari propri almeno una volta nella vita, dopo una fallimentare cena di riconciliazione riescono perfino a farsi sorprendere a guardare un killer che fa il suo lavoro, quindi si ritrovano sotto l’ala protettrice di un programma di protezione testimoni che fa acqua da tutte le parti, ma li spedisce in un posto dimenticato da tutti tranne dai dodici vaccari che ci abitano. La coppia di sceriffi che li accoglie vale da sola tutto il film: Clay Wheeler (Sam Elliot – La Bussola d’Oro) e sua moglie Emma: simpatici, ruvidi, ma di buon carattere. Esatto contrario della terza coppia del film, i doppioni-segretari di Mr Guanciotte Cadenti e di Miss Sbregamaroni, rispettivamente un debole inetto inconcludente ed un’isterica acida autoritaria organizzatrice, la quale (manco a dirlo) all’inizio odia quella medusa di maschio che nelle ultime battute del film si prenderà come moroso per poterlo trattare peggio di un sacco dell’immondizia.

Una puntata qualsiasi di Happy Days lascia un segno maggiore. La sola cosa da notare sono i paesaggi selvaggi del Wyoming, o di quello che ci gabellano per tale: ma me li potrei vedere anche in un documentario di Piero Angela, tanto per dire.

Da quando Hugh Grant è stato beccato in auto a trombare con una mercenaria continua ad interpretare ruoli zuccherosi e melensi, immagino voglia cercare di convincere il pubblico di essere sempre il miglior fidanzatino di Hollywood invece di un maiale inveterato: sono ruoli perfettamente identici ed intercambiabili, praticamente nulli. L’unica cosa che cambia è la sua faccia, non perché abbia imparato a cambiare espressione nel corso di una qualsiasi scena ma perché sta letteralmente franandogli verso le ginocchia, in un susseguirsi di piccole borse a balze che lo fanno somigliare sempre più ad una tenda un po’ fru fru da bordello newyorchese.

Sarah Jessica Parker è lontana miglia e miglia dai suoi soliti personaggi, pare quasi che sia una controfigura a recitare mentre lei è in ferie.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Un’idea che fosse una palla in effetti me l’ero fatta… e qui mi confermi che è anche peggio di quanto pensassi!

    Aggiungo solo un commento sulla faccia della Parker, perché a giudicare dalle foto di cartellone mi sembra stia iniziando a somigliare pericolosamente a Owen Wilson (in particolare quando interpretava Hansel in Zoolander) o comunque alla sua versione drag-queen, col naso scolpito sempre più evidente, gli zigomi forti e quella capigliatura leonina che fa anche un po’ “figlia di Vincent” da La Bella e la Bestia degli anni ‘80 (quel telefilm con Ron Perlman e Linda Hamilton). Anche nel film è così o sono solo le locandine che ingannano?

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  2. Avevo già deciso di vederlo in DVD, ero quasi sicura che fosse come lo descrivi, leggerino e abbastanza sciocco. Magari per un visione domestica stravaccati sul divano può andare.

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  3. @tutti: Non ci convinceva molto troppo tanto, ma di Alice non se ne parla ancora, e non credo di riuscire a trascinare Ale a vedere Avatar.  Però, dall’idea che fosse una commediola un po’ leggera e un po’ cazzona al fatto che fosse una zuppa ce ne corre.

    @giudappeso: è vero che la Parker è truccata pesantemente, ma è la qualità della foto che la fa imparentare con Moira Orfei

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  4. ciao Snef! ma che recensione cattivella..comunque il film lo perderò anche io. da come lo descrivi sono certo che la parte più bella sia proprio la tua descrizione!

    "Mr Guanciotte Cadenti e di Miss Sbregamaroni.

    Una puntata qualsiasi di Happy Days lascia un segno maggiore.

    L’unica cosa che cambia è la sua faccia, non perché abbia imparato a cambiare espressione nel corso di una qualsiasi scena ma perché sta letteralmente franandogli verso le ginocchia, in un susseguirsi di piccole borse a balze che lo fanno somigliare sempre più ad una tenda un po’ fru fru da bordello newyorchese."

    mi hai fatto ridere da matti! sei troppo bravo!

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