Perché un corvo assomiglia a una scrivania?

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Alice in Wonderland, di Tim Burton e con Johnny Deep è un film ben fatto e grazioso, non eccezionale ma molto gradevole, con effetti speciali raffinati un buon cast, tuttavia non direi che riesca a raggiungere quell’assoluta magnificenza che tutti si aspettavano e che veniva strombazzata ovunque.

L’ho visto due volte, la prima normale e la seconda in 3D (in realtà sono tornato a vederlo perché mi era calato l’abbiocco all’inizio, ed ho perso la prima mezz’ora circa). Il 3D gli dona da matti, c’è poco da dire: gli conferisce una maggiore aura di naturalezza e di magia. Non ho mai letto i libri di Lewis Carrol, e ho visto solo per caso la versione a cartoni animati di Walt Disney: la bambinetta bionda con la voce impostata mi è sempre stata sullo stomaco, e l’avevo accuratamente evita; dopo il cinema Ale me l’ha fatto vedere, anche lì tra una ronfata e l’altra, e sinceramente non mi ha detto molto; ho un ricordo molto migliore di una versione fatta dalla RAI con Milena Vukotic nel ruolo di Alice, vista anni ed anni fa (credo di aver avuto dieci anni o giù di lì). Il film differisce abbastanza dalle versioni precedenti, ma ignoro quanto ci possa essere dei libri.

Nel cast si segnala Elena Bonham Carter, strepitosa nel ruolo della Regina Rossa, che per conto mio si piazza almeno una lunghezza avanti a Johnny Depp – Cappellaio Matto, e con Anne Hataway – Regina Bianca in coda; la protagonista, Mia Wasikowaska, non mi ha lasciato nulla, è una bella ragazza bionda ma sembrava recitare come se stesse facendo la spesa alla Coop.

Johnny Deep ci regala un Cappellaio Matto esattamente come deve essere: folle; è lucido a tratti, è perfettamente conscio di essere fuori di senno ed ha bisogno di essere ogni tanto riportato alla realtà, o meglio al momento presente (parlare di realtà a Wonderland è una cosa molto, molto relativa); diversamente dal personaggio del cartone animato sembra essere alla ricerca di un affetto, e si lega palesemente ad Alice, la quale sembra affezionarsi a lui ma in maniera diversa. Lei stessa è alla ricerca di qualcosa: di sé stessa; ho trovato molto bello il percorso di crescita che segue attraverso tutto il film: parte come ragazza che non ha la minima coscienza di sé o alcun controllo sulla sua vita che era disposta dalla famiglia senza consultarla, per arrivare superare l’ostacolo maggiore che è quello d’aver fiducia in se stessa per arrivare finalmente a capire chi è e che cosa vuole.

Anne Hataway interpreta una specie di Biancaneve necrofila, una Morticia Addams lavata con la candeggina che tuttavia non ha né la natutale grazia di Carolyn Jones né l’elegante perfidia di Anjelica Huston; è soltanto una pazza squinternata quanto la sorella della quale è avversaria, la Regina Rossa, manipolatrice e subdola, tanto da subornare la svampita Alice fino al punto di mandarla ad ammazzare il drago al posto suo perché “i suoi voti sono contrari”, però le dice serafica che “…sua sorella ha preferito studiare il dominio delle creature viventi…” mentre fa cadere un paio di dita di un cadavere in una pozione per la stessa Alice, lasciando in sospeso il fatto di amare la morte quanto la sorella odi la vita. La sorella, povera capocciona, è dotata di una testa grande il triplo del normale, è circondata da una pletora di gente falsa, assediata da una sorella che le ha alienato l’affetto dei genitori e che adesso vuole pure il suo trono: sola, diversa, deforme, ingannata da tutto e da tutti (perfino dall’uomo del quale sembra essere innamorata), è perfino commovente nel suo disperato bisogno d’affetto e di essere accettata; ritengo anche essere normale che in una situazione simile una diventi un caso clinico, specialmente se è incline per natura ad una vena di follia. Follia che sembra essere la nota dominante di Wonderland: dal Cappellaio Matto alle due Regine, passando per la Lepre Marzolina e quasi tutti gli altri; ma come il padre di Alice le disse un giorno “Tutti i migliori sono matti”.

E qui è un’altra chiave di lettura: la follia è intesa come la gioiosa follia dionisiaca che riconduce alla celebrazione della vita e del legame con la Natura, sbeffeggiando e sovvertendo le convenzioni sociali, oppure è solo una blanda fuga dalla realtà alla ricerca di un rifugio dalle bruttezze dell’esistenza? La follia è solo una scappatoia comoda quanto l’omologarsi alle regole imposte da altri solo perché non si hanno gli strumenti necessari per passare oltre, oppure è un modo usato dai cosiddetti per etichettare chi, al contrario di loro, ha trovato la verità dentro di sé?

P.S.: come Stregatto, adoro quel cappello!

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Ciao Mau, non ho visto il film e non è nei miei programmi, ma son d'accordo sulla premessa che hai fatto: l'hanno "strombazzato" un po' troppo… mesi e mesi di promozione e attesa, poi vien da sè che qualcuno rimane deluso (e ne ho sentiti più d'uno).
    Buona settimana 😉

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  2. anche io l'ho visto e ne ho parlato … se ne hai voglia mi piacerebbe leggessi che impressione ha fatto a me.

    per il resto, mitico il cappello ma io più di tutto voglio un paio dei vestiti di alice

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  3. Sarebbe bello che io prima leggessi il libro che ero corso (nel vero senso della parola) a comprare in edicola quando un quotidiano lo aveva messo in vendita a 1 euro, con testo bilingue e con anche l'opera "Dietro lo specchio" nello stesso volume e che rimane a prendere polvere sullo scaffale libreria del salotto da 4 anni…

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  4. credo che questo film sia stato pensato come seguito ideale della storia narrata da Lewis Carroll.. o meglio, il seguito della versione Disney della fiaba di Carroll e questa forse e' stata la parte che mi ha maggiormente irritato: sembra la versione dark del film Disney! e il fatto che anche questo sia un film Disney non e' una scusante :-Pla tua recensione e' stata superba! mi e' piaciuta soprattutto l'analisi del personaggio della Regina Rossa, di gran lunga il miglior personaggio in scena ;-)di mio posso aggiungere che, per quanto mi piaccia Johnny Depp, non ne posso piu' di vederlo comparire in ogni film di Tim Burton! Basta, Tim, davvero.. lo so che vi amate alla follia ma ci sono altri attori validi in giro :-Pe per finire.. che razza di nome e' "chicharampa"?!? il suono e' bellissimo ma a me fa sbellicare 😀

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  5. Ch palle…io arrivo sempre tardi. Spero di non dover attendere il 18 compleanno della creatura per ricominciare ad andare al cinema. Lo mettero' in qualche lista di DVD.@ Samara: recentemente ho visto Snow Cake con Rickman, ruolo perfetto! te lo consiglio. Per la cronaca, io l'ho noleggiato per super Sigourney

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  6. @orangecat, pyperita : concordo, anche io ho sentito più voci sulla delusione. Ne parlavamo anche nel forum di Marie Antoinette, e le reazioni sono spesso di delusione, o di mezzo divertimento.@CuoreBlu: la tua analisi è molto interessante, per caso ti occupi di psicologia? @Athenaromana: qualche cosa mi suggerisce che tu sia una fan di Giovanni Ppprofondo…  a mio vedere è l'accoppiita Burton – Depp che fa ottimi lavori. Quando Johnny è lasciato a se stesso, come in The Libertine, in genere mi saltano fuori delle mezze ciofeche.@ancatdubh: io devo ancora prenderlo. Ho scoperto che c'è anche il libro tratto dal film… non so, mi dà l'idea delle traduzioni fatte con google dal francese al tedesco all'italiano, in due passaggi: credo che quello lo eviterò.@Samaranelpozzo: rispetto al film Disney c'è il vantaggio che Alice non è una roba da farti venire il diabete. Resta un'oca lo stesso, ma è meno mielosa, specialmente la voce.  Credo che Ciciarampa sia fedele alla traduzione fatta del libro; il bestio è quasi identico alle illustrazioni originali che ho trovato in giro per la rete (mi ha fatto un po' impressione sapere che è interpretato da Christopher Lee).Alan Rickman non ha prestato anche la faccia al Brucaliffo, per fortuna: non ce la vedo l'incarnazione della saggeza assoluta di Wonderland che pare Renato Zero@Reginadeitucani: amore santo, ma se aspetti di leggere le impressioni dei tuoi amici italiani su che cosa sia uscito al cinema credo che in America arriverai sempre in ritardo!

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  7. Mi è piaciuto. Beh, non come m’aspettavo… ma insomma, sì, mi è piaciuto in modo diverso da quello che prevedevo. Riempie gli occhi, e se sei affezionato alla storia originale e a quell’ambientazione, è un’irresistibile delirio cui abbandonarsi.P.S. Stavo scrivendo il mio commento quando m'è presa la mano, così ne ho fatto un post intero.

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  8. SorNarciso: No, stavolta non canta nessuno. P.S. Se l'avessero chiesto a me, perché un corvo somiglia a una scrivania, gliel'avrei saputo dire: perché tutti e due hanno le penne sopra, ecco.

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  9. @SorNarciso: no, niente parentesi canore. E non so se dire "per fortuna", memore del film a cartoni animati.@giudappeso: è la stessa risposta che è venuta in mente a me.@CuoreBlu: ah, ecco. In quale ramo sei?

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