Dragon Trainer

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Potevo perdere un film che parla di draghi, magari a cartoni animati? Ma di sicuro no!

È un parto della Dreamworks (per intenderci gli stessi di Shrek, Kung Fu Panda, Madagascar…) e ci racconta una bella fiaba dai temi alquanto attuali, l’amicizia che si crea tra un ragazzino vichingo ed un giovane drago… il difficile è che nel villaggio dove vive il ragazzino il passatempo più diffuso, per necessità vitale e non per divertimento, è l’uccisione dei draghi. Hiccup è il figlio di Stoick l’Immenso, il capo del villaggio, ed ha un rapporto molto difficile e tempestoso col padre, mentre la madre è morta anni prima per colpa di un drago.

Hiccup sogna di diventare un grande uccisore di draghi, e di dare così il suo contributo alla vita del villaggio ma non lo fa per vocazione personale, bensì per riuscire a sentirsi parte della comunità: lavora presso la bottega del fabbro, e ha il divieto di partecipare a qualsiasi azione un po’ perché il padre cerca di proteggerlo, un po’ perché è troppo imbranato per fare qualcosa di buono in battaglia. Hiccup ha un bisogno profondo di essere accettato dal padre, ma se quella del guerriero non fosse la sua strada? E se non fosse la via giusta, a priori? Hiccup è un ottimo inventore, ma gli viene lasciato pochissimo spazio per esprimere il suo talento. Il padre vorrebbe avere un figlio di cui essere orgoglioso, ed è imbarazzato dall’idea di averne uno fisicamente fragile, impacciato e non belligerante anche se pieno di entusiasmo. Il solo che sembra ascoltare il ragazzino è il fabbro Skaracchio, vecchio amico di Stoick, ma che non capisce appieno la sua difficoltà nell’omologarsi al sistema.
Tutto cambia il giorno in cui Hiccup cattura un drago, che chiamerà Sdentato.

I temi della scoperta di sé e dell’integrazione del diverso sembrano essere una costante nei film della Dreamwors, che li cavalca da anni, in genere mostrandoci le cose dal punto di vista opposto a quello da cui le può vedere chi è omologato ad un preciso standard: pensiamo alla sorpresa finale del primo film di Shrek, pensiamo a Kung Fu Panda, e altrettanto vediamo in Dragon Trainer. Non è detto che il modo in cui la maggioranza delle persone pesa sia il solo modo possibile, e quindi quello esatto per forza; non l’ha mai scritto nessuno, e spesso lo stabilisce solo il fatto che è più comodo seguire la massa che riconoscere la propria unicità come persona, in realtà è meglio vivere prendendo dolorosamente e faticosamente coscienza dei propri limiti e del modo di travalicarli, arrivando ad una piena realizzazione di se stessi, delle proprie ambizioni e delle proprie capacità.

Dragon Trainer riprende anche un altro aspetto di quello della diversità, già trattato in maniera garbata dalla Pixar in Alla ricerca di Nemo: l’handicap. Sdentato ha perso nella cattura una parte della membrana timoniera caudale (lo so, è criptozoologico ma va bene così) e Hiccup gli realizza una protesi per farlo volare di nuovo, così come Nemo aveva una pinna menomata, eppure sarà il campione che assieme al suo amico umano vincerà la battaglia finale. Battaglia nella quale Hiccup perderà un piede, rimpiazzato poi da una protesi; ma è logico perché non possiamo ottenere nulla se non sacrifichiamo qualche cosa di noi stessi; gli stessi vichinghi lo sapevano bene, e infatti Odino, dio nordico della guerra e signore degli déi, sacrificò sé stesso dando il proprio occhio sinistro in olocausto per acquistare la capacità della veggenza. Hiccup non arriva a tanto, quanto meno non volontariamente, ma il suo piede sinistro è il prezzo che il fato chiede per garantire al villaggio di Berk un’era di pace e prosperità che era sconosciuta da un’infinità di tempo.

Il messaggio è sempre lo stesso, forte e chiaro: conosciti, sii te stesso, fai del tuo meglio, e sarai felice. Alla faccia di tutto. “Devi soltanto credere”, disse Maestro Oogway in Kung Fu Panda.

Mi è piaciuto molto, anche il 3D era apprezzabile, per quanto preferirei vedere dei visi realistici un in cartone, non necessariamente facce da puffo o da rincoglionito.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Mi è piaciuto davvero molto, uno dei migliori film d'animazione che abbia visto.E finalmente un finale non scontato…Veramente bello, vale il prezzo del biglietto; da vedere.Federico.

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  2. l'ho visto.meravigliato.ed è meraviglioso.negli intenti e nella realizzazione.Avatar insegna a rispettare gli altri.Dragon insegna a conviverci.Che altro dire… che la colonna sonora è molto ben fatta?che spero non venga sottovalutato come Avatar…!(eh… le cattive coscienze !!!!) 

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  3. E' piaciuto molto anche a me e anch'io ho scritto un post a riguardo. Le facce però non mi sono sembrate così da puffo … (l'altra parola non la posso scrivere perché c'è mia figlia che sta leggendo tutto quello che scrivo …)

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  4. L'ho letto, lo avevo perso sotto la maratona del Santo.Beh, dai… la ragazzina ancora passi, ma Hiccup e i suoi amici? Se ci pensi, con Canto di Natale hanno fatto dei visi quasi identici a quelli degli attori: un po' di realismo in più non mi spiacerebbe

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  5. ma va…anche se sto pubblicando in ritardo voglio comunque lasciare un commento.Questo film è davvero grandioso in tutto e per tutto,sarò un pò prevedibile,ma i miei personaggi preferiti ke metterò sempre al primo posto sono hiccup e sdentato. La loro amicizia è di una straordinarietà senza pari,hanno lottato per restare insieme e alla fine hanno vinto la grande battaglia e non mi riferisco esattamente alla battaglia finale del film ma moralmente,anche se il poveretto ci ha rimesso un piede come sdentato ci ha rimesso l’ala del timone.suona un pò malvagio verso hiccup,ma in fondo è giusto così.!! ma per caso sapete quando uscirà il secondo.se vorrete rispondermi la mia email e questa qui: castelli.rosaria@gmail.com.

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