Io e Dewey

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Era da un po’ che volevo comprare questo libro, da dopo che abbiamo visto Io & Marley, però ho aspettato che uscisse in edizione economica. Sono tenero, sentimentale, gattara dentro, ma anche taccagno e non ho intenzione di rischiare di buttare dei quattrini per una cosa che poi finirebbe per rivelarsi un’americanata; in realtà avevo già scorso le prime pagine a scrocco in libreria, tanto per sapere se fosse valsa la pena aspettare l’edizione economica.

È valsa eccome: il libro è un bellissimo racconto, che non tocca certo altezze letterarie tali da far entrare gli autori nell’olimpo degli scrittori americani, ma ti tocca dentro. Ho iniziato a leggerlo mentre ero in sala d’attesa dal veterinario con la Felicia, e l’ho finito d’un fiato non appena siamo rientratia casa.

La storia è una storia vera, ed è semplice: attraverso la penna di Bret Witter vediamo la protagonista Vicky Myron, bibliotecaria in una piccola città dello Iowa di nome Spencer, adottare un gattino rosso e salvarlo dalla morte per ipotermia. Il gatto, Dewey, crescerà, diventando un bellissimo gattone bianco e rosso a pelo lungo, vivendo la bellezza di diciannove anni nella biblioteca. Vicky ci racconta degli episodi della sua vita intrecciati con quella del gattone, che è quasi un figlio adottivo dell’intera città di Spencer, tanto da diventare una celebrità. Vicky è una madre single che cresce la figlia attraverso mille difficoltà, lavora e si prende anche cura di Dewey; Dewey dal canto suo si prenderà cura non solo di Vicky ma di moltissime persone di Spencer.

Il finale, purtroppo prevedibile, è commovente.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Esatto, è come dice Pyperita, acquistai il libro appena uscì, lo lessi in 4 ore e ne rimasi così colpito che non potei pensare ad altro per mesi. Fino a che decisi che era giunto il momento di andare a Spencer, Iowa, per vedere la biblioteca, il luogo in cui Dewey riposa e per parlare con più persone possibile tra coloro che avevano avuto la fortuna di conoscerlo.Prima di partire rilessi il libro per essere sicuro di averlo ben impresso in mente quando sarei stato sul posto. E mi colpì di nuovo, forse più di quanto mi colpì la prima volta che lo lessi.E ancora adesso, soprattutto dopo aver visto e toccato i luoghi, il mio pensiero fisso è Dewey e il suo mondo, in un paese in mezzo a miglia e miglia quadrate di campi di mais.Ci sono le foto del mio viaggio a Spencer in rete 🙂

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  2. @pyperita: io mi sono limitato ad andare sul sito della biblioteca, che peraltro funziona una volta su quindici.@ancatdubh: ricordo il tuo post sul libro, alal fine è stato quello che mi ha convinto a leggerlo. Ma non avrei avuto idea che ti fosse saltato l'uzzolo di andare di persona a visitare la biblioteca. Sei riuscito a conoscere anche Vicky Noble?

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  3. In realtà è Vicky Myron. No, non c'era, era in giro a promuovere il suo nuovo libro. Era in paese fino a 5 giorni prima, e sarebbe ritornata una settimana dopo. Però mi ha lasciato in regalo una copia del suo nuovo libro con autografo da ritirare presso la biblioteca.Però ho collezionato autografi e dediche da parte di tutto il personale che era citato nel libro 🙂

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  4. L'ho comprato dopo aver letto il post di Ancat, e mi sono innamorata persa di Dewey. Ho visto e rivisto anche il reportage di Antonio su Spencer.Su Youtube puoi anche trovare dei filmati e sembra che sia in preparezione un film con Meryl Streep. Non vedo l'ora che esca…

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  5. @ancatdubh: hai avuto un gran bell'entusiasmo per arrivare fin nell'Iowa. Ma direi che ne sei stato molto soddisfatto@Athenaromana: con la Streep? Spero che non le facciamo interpretare il gatto… oramai le manca solo quello.  Non fraintendermi, come attrice mi piace, ma da un po' mi succede di dovermela sorbire quasi 24 ore a giorno in alcuni momenti. Ho un coinquilino che la ama alla follia, temo percò che lui possa dire lo stesso del mio Offenbach o di Yma Sumac

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