I’m a Believer

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Ogni tanto facciamo la nostra puntatina al cinema; girellando tra i trailer avevo segnato un paio di film decidendo che non sarei andato a vederli: uno è un remake di un film degli anni ’80, trash come da etichetta, e l’altro invece mi avrebbe dovuto incuriosire perché se n’è fatto un gran parlare, specialmente negli ambienti pagani.
Il primo film è Scontro tra titani, il secondo è Agora.
Avevo anche detto pubblicamente, o meglio in un paio di blog amici che nella migliore delle ipotesi avrei aspettato il passaggio sul benedetto Sky. Si, sono un contaballe ma per lo meno non sono uno spergiuro.Ricordo bene di aver visto in gioventù il primo, quello in cui per qualche strano motivo erano finiti Maggie Smith e Sir Laurence Olivier, e di averlo trovato una cagatina. Il mito era andato in vacanza a Disneyland o a Pufflandia quando qualche disgraziato ha scritto il copione, perché si e no forse i nomi di alcuni personaggi erano azzeccati… per il resto, tra trama e fatti narrati nei classici, buio pesto: molto meglio le promesse di fedeltà di Ilona Staller ai suoi morosi.
Bene, la nuova versione è pure peggio: pur facendo uno sfoggio di grafica 3D da far quasi rizzare i capelli ad Avatar, non arriva ad avere neanche un po’ della baracconaggine trash del primo, ed ha un cast in diminuendo; Zeus è scivolato da Laurence Olivier a Liam Neeson (che per quanto sia un bravo attore non è certo un mostro sacro, anzi un mito come il suo predecessore), mi trovo Ralph Fiennes che interpreta un Ade talmente stravolto e rovinato che pare diventato un Satana da operetta, mi mancava solo che si mettesse a recitare i versi di Euridice da Orphée aux Enfers (lo so, ficco Offenbach dovunque):

je quitte la maison
parce que je suis morte,
Aristée est Pluton…
et le diable m’emporte

Il tutto corredato dalla moretta di turno: stavolta si tratta della Inachide Io, proditoriamente esumata non si sa da dove ed interpretata da una ragazza che avevo scambiato per Alessandra Martinez, poi però ho capito che non era lei perché ha cambiato espressione del viso ben due volte durante il film. Stendo un velo pietoso, anzi verso una botte di acqua del Lete su quello che il copione fa alla e della mitologia.

Di quel film mi resta una sola cosa: le cosce di Perseo, interpretato da Sam Worthington, lo stesso belloccio che era protagonista di Avatar. E mi limito alle cosce, purtroppo, perché è stato sempre troppo vestito per tutto il film, nonostante quel gonnellino birichino che avrebbero potuto corredare di un paio di mutande un po’ più vedo-e-non-vedo, un tanga o magari un perizomuccio alla Tarzan – Johnny Weissmuller; gonnellino che mi fanno notare lascia intuire un culetto su cui potresti tenere in equilibrio una coppa di champagne. Siamo onesti, un film del genere non vincerebbe nemmeno il premio della giuria del Dopo Lavoro Gorgoni Pensionate, ma di tutto cuore assegno a Sam Worthington il premio Pecosso d’oro per quel cosciotto sul quale vorrei mettere tanto le mani. Slurp!

Il secondo film è Agora, e dovrebbe parlare della vita ma soprattutto della morte della filosofa Ipazia, trucidata dai cristiani. Ad interpretarla Rachel Weisz, attrice con un curriculum discretamente lungo, e che io ricordo solo per essere stata al fianco di Brendan Fraser ed Arnold Vosloo in La Mummia: mi è simpatica, è carina e non pretenziosa (la Weisz, non la Mummia); forse potei approfondire la sua filmografia.
Di Agora s’è detto di tutto, dal complotto vaticano per non farlo distribuire in Italia alle cifre iperboliche pretese per farlo distribuire: sinceramente non me ne importa un fico, vere o false che siano tutte, alcune o anche solo una di queste voci. Come ho detto altrove, non ho una formazione classica che mi permetta di capire se quanto attribuito nel film ad Ipazia sia vero o meno, né ho mai avuto a che fare direttamente e troppo a lungo con la filosofia; ho qualche vago rudimento della filosofia della Madhyamika di Nagarjuna e della Prasangika di Candrakīrti, ma sono cose che ho cercato di studiare anni fa, perse nelle nebbie del tempo e della teresina.

Che cosa mi ha lasciato questo film? La cromia delle immagini di Alessandria vista dal cielo (Google Earth?), la ricostruzione della città che mi fa venire in mente i vecchi peplum con Moira Orfei o Totò contro Maciste; la tristezza del messaggio “O con noi o contro di noi”, “O ti allinei o muori”; l’evidenza che della religione non importava nulla a nessuno come spiritualità, ma solo come mero esercizio di potere, quasi un celodurismo legaiolo ante litteram che andava di lapidazione in massacro solo per stabilire chi l’aveva più grosso.

L’atteggiamento di una buona fetta di pagani, o per così dire di veteropagani, che continua a blaterare su quanti pagani sono stati ammazzati dai cristiani di qualsiasi ramo, setta e formazione mi sta sullo stomaco soprattutto perché, ammesso e non concesso che la storia sia tutt’altro un’opinione, anche i pagani hanno ammazzato i loro bravi cristiani, e non vedo perché andare a rivangare certe cose tanto per darsi un tono da vittima. Voglio dire, è come essere amanti della birra ed impuntarsi a non andare all’Oktoberfest perché il tuo bisnonno è morto a Caporetto e tu ti senti in dovere di odiare i Tedeschi: ma per favore… non so, a me hanno sempre cercato di insegnare che si guarda avanti quando si cammina, non indietro e magari portandosi i carichi che aveva sulle spalle il bisnonno di cui sopra. Paganamente, Orfeo ha perso tutto quando ha guardato indietro; biblicamente, è successo anche alla moglie di Loth. Mi spiace, ma ho di meglio da fare nella vita che coltivare rancori accumulati da altri in secoli: ne ho già più che abbastanza dei miei, collezionati nel giro di 42 anni e dei quali faticano per liberarmi. Posso rimpiangere di più il totale annichilimento d’alcune culture, ma neanche in questo i cristiani o i loro derivati sono stati degli innovatori, e ha usato molto anche il meccanismo del sincretismo religioso, cosa ampiamente sfruttata già secoli addietro: pensiamo alla Grande Madre degli Dèi e a tutte le sue forme e varianti. Con questo non voglio dire che i morti, i martiri veri e anche cui possiamo dare questo nome vadano dimenticati o non rispettati: ma giustamente se dobbiamo costruire qualche cosa dobbiamo partire dalla vita.

La cosa che Agora mi ha maggiormente richiamato, tuttavia, è il meccanismo di deridere ciò che tu ritieni sbagliato per screditarlo, e conseguentemente trattare da idiota chi segue idee diverse dalle tue, magari saldamente radicate e sostanzialmente giuste, ma in antitesi al tuo pensiero. Vedere il vescovo Teofilo e i suoi amichetti che lanciavano ortaggi sulle statue di Atena o di Anpu ridendo perché “non parlavano né si lamentavano” mi ha fatto pensare che se volessimo analizzare certe cose da un punto di vista razionale, persone che credono che un ragazzo ebreo, uomo e contemporaneamente dio unico ma trimorfo e padre di sé stesso al punto che ha avuto bisogno di una mamma vergine che è stata fecondata da una visione, ci aiuterà in quanto dio perché noi siamo tutti figli di una squinternata incestuosa costola antropomorfa che s’è fatta infinocchiare da un serpente parlante, e ci ha mezzo rovinati tutti per l’eternità dei secoli a venire non hanno idee molto diverse da chi crede che se dormo nella stanza dell’altare di Asclepio mi sveglierò guarito perché il dio in sogno mi ha curato. Analogamente, avrei voluto vedere se Ipazia avesse preso a pomodorate un’immagine del dio cristiano se questa si sarebbe lamentata, parlando come il Cristo di Don Camillo, oppure no.

Perché uno che cerca di essere sé stesso, facendo anche una fatica immane cercando di capire chi e che cosa è, deve per forza sentirsi trattare da pirla, nella migliore delle ipotesi, solo perché non è omologato?

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  1. Complimenti per le due recensioni!Io trovo davvero di pessimo gusto il ripescare i vecchi classici da mitologia di Hollywood. Erano film che andavno bene quando avevo 10 anni, ora sono davvero fuori dal mondo.Il cinema sta morendo, a poco più di 100 anni dalla sua invenzione ha finito di dare, di creare, vive su sè stesso, sulle vecchie idee ripescate, rinfrescate da una mano di tecnologia, ritrite.Insomma, io credo si tratti di un accanimento terapeutico che non fa altro che prolungare l'agonia.Qui ci vuole una cura d'urto, un'idea totalmente innovativa, una medicina che lo rimetta in piedi per davvero.Il 3D, i film storici-mitologici-catastrofici, i remake di vecchi capolavori, quelle sono solo stampelle per una creatura che non sta più in piedi da sola.

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  2. Ciao Snef, sono perfettamente daccordo con te quando dici che occorre guardare avanti. in effetti è davvero inutile rivangare i torti del passato e quando questo avviene è solitamente per giustificare qualche atto similare nel presente (o nel futuro, perché no..). del resto questo schema si è sempre ripetuto nella religione come nella politica per non dire nella nostra vita quotidiana. quante volte sentiamo dire o diciamo noi stessi: "si ma tu hai fatto pure peggio" per giustificare un nostro atteggiamento o le nostre azioni? …chi è senza peccato scagli la prima pietra è stato detto..a dirlo oggi il meglio che ti puoi aspettare è di venir lapidato!Il film pare comunque interessante, mi sbaglio? anche questo comunque tra finzione e realtà poiché di Ipazia non conosciamo molto…recensioni come sempre divertenti! hai mai pensato di farne una professione?salutiLucas

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  3. Amo! Ora, a parte il fatto che improvvisamente mi è venuto il dubbio che dietro Io, Ipazia e Rachel Weisz si celi in realtà Alessandra(z) Martinez, trovo illuminante in particolare l'ultima parte del post. Deridere ciò che si ritiene sbagliato per screditarlo.. è un meccanismo con cui mi scontro in continuazione.. a volte la derisione è sostituita da altri atteggiamenti non meno distruttivi, ma la sostanza non cambia.. parto sempre dal presupposto che sia sufficiente spiegare il proprio punto di vista con calma e razionalità, ma sempre più spesso ho la sensazione di avere davanti solo dei muri di gomma e alla fine mi rassegno per quieto vivere a non insistere troppo.è vero, non bisogna guardarsi indietro. e ad Orfeo e alla moglie di Loth aggiungo pure Rossella O'Hara.grazie per la citazione 😉

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  4. Di Agora' non ne ho sentito parlare, ne' visto trailer… ma ormai sono davvero fuori dal giro, non importa quanto mi tenga aggiornata… Pero' sono passata da Hollywood Boulevard due giorni fa e ho visto i cartelloni di Prince of Persia e Shrek. Vale?

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  5. Io penso che al di là della verosimglianza della ricostruzione storica (alcuni fatti però lo sono) quello che il film vuole dire è che ogni estremismo porta all'intolleranxza, a prescindere che si sia cristiani, ebrei o musulmani. E questo vale anche e soprattutto per il presente.

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  6. @Yzma: grazie cara!@ancatdubh: tutta la trafila dei remake è una faccenda vecchia come il mondo, solo che forse una volta li facevano meglio, e non solo in campo mito-trash; mi viene in mente Essere o non essere, di e con Mel Brooks, che in origine si chiamava Vogliamo vivere! di Ernst Lubisch (in italiano, in originale era sempre To be or not to be). Lacopia non era molto dissimile dall’originale, solo un po’ svecchiata. Qui, invece… lasciam perdere.@Aubade: ciao, bentornato tra noi. Si, il film merita, anche se è un po’ peso. Sono rimasto un po’ deluso perché con tutto il chiasso che gli avevano fatto attorno mi aspettavo chissà che, ma nel complesso è un film che si lascia guardare nonostante il ritmo un po’ troppo traballante.Non sei il primo a dirmi che dovrei farlo di mestiere, ma non so se sia possibile guadagnarsi da vivere facendo il cazzone senza essere in politica o alla tv… il che è lo stesso, al giorno d’oggi@Jimmuzzu: non saprei: Io, Pippazia e la Rachel se la tirano molto meno tutte e tre assieme della Martinez da sola, che pare che ce l’abbia solo lei.Circa la questione dei muri di gomma, tieni presente che di solito alla gente costa meno fatica demolire qualcuno o qualche cosa che non cercare di capirlo ed eventualmente accettarlo. Purtroppo.@Reginadeitucani: quando dici certe cose mi viene spontaneo sempre un sorriso, visto che sei sposata con un attore. Ma da noi diciamo che il ciabattino ha sempre le scarpe rotte. Prince of Persia dovrebbe uscire la prossima settimana (al nostro cinema favorito lo danno dal 19 maggio) , e per quanto lo stimi una cagatina come le storielle di Jack Sparrow lo andremo a vedere: Jake Gyllenhaal è uno degli attori preferiti di Ale. Io credo di averlo visto solo in Brokeback Mountain, ma mi è piaciuto. Ammetto che magari qui nel principe di Persia si vede anche con meno vestiti addosso, il che non guasta… Shrek non so bene quando uscirà, lo andrò a vedere solo perché oramai ho visto tutti gli altri tre, ma spero solo che non sia qualitativamente sotto il terzo, o pianterò uno dei miei sonni da manuale.@pyperita: perfettamente d’accordo.

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  7. Lo sai che io al cinema ho ripreso ad andarci da poco e vado a vedere solo i film in 3D …. tutti gli altri me li vedo a casa, su Sky quando arrivano oppure me li sc… ehm, cosa stavo dicendo? 

    Il primo che hai recensito avevo comunque deciso di non vederlo. Il secondo, beh, ci avevo fatto un pensierino, anche perché a suo tempo mi ero interessata alla petizione online per farlo arrivare anche qui, non mi ricordo però se alla fine l'avevo firmata, perchè comunque c'era qualcosa che non mi convinceva in quella petizione.

    A proposito, sai che ho scoperto da poco che in centro da noi c'è un condominio (molto bello, tra l'altro, con tanto di giardino interno) che si chiama Le Teresine? Chissà come saranno smemorati i residenti …

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