La farmacia è sempre utile

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Emicrania, due linee di febbre e, manco a dirlo, sono senza medicine in casa. Un po’ perché le evito se posso, un po’ (tanto) perché quando le finisco mi dimentico di comprarle: al lavoro lo sanno, giro con mezza farmacia nello zaino, e sono più quelle che allungo ai colleghi che quelle che uso io. Oggi non ho voglia di andar dal medico a farmi ricettare qualche cosa di serio, e mi accontento di una semplice aspirina, che tanto va bene per tutto: anche per far durare di più i fiori recisi in vaso!

In farmacia c’è un po’ di coda, un gruppetto di signore che chiacchierano dei fatti del giorno, nella fattispecie si parlava di pedofilia, e chiaramente ho ascoltato molto interessato, e perché sono inguaribilmente uno che si fa i cazzi altrui, e perché c’è sempre l’equazione omosessuale = pedofilo che mi dà altamente fastidio. I casi riguardano un pediatra di Vicenza ed un educatore del padovano.

Il sentimento popolare era di sdegno, carico di voglia di sangue: quello dei due pedofili in questione; tutte e tre le donne convenivano che andrebbero ammazzati pochetto a pochetto, cavandogli un’unghia al giorno per esempio, ma la cosa più interessante è stata che nessuna, dico nessuna delle tre abbia mai fatto la correlazione tra gay e pedofili. Il dialogo è stato all’incirca così:

– Visto che roba? Bisognerebbe bruciarlo un pezzo al giorno… l’educatore che allunga le mani sulle ragazzine.
– Però, sapete, la ragazzina aveva quindici anni: non dico che sia giusto, ma il pediatra con la bambina di tre? Un’unghia al giorno, ammazzarlo pianino…
– Non li potremo mai ammazzare finché abbiamo il Papa in casa, non puoi avere la pena di morte.
– Si, e poi hai visto il prete di Genova e quell’altro lì? Ha tanto da dire e poi hanno anche il coraggio di venire a fare la morale a noi.
– E il pediatra…
– Si, ma quello è di Vicenza: quell’altro è di Baone, è peggio.

Dissento, anche se a malincuore, sulla pena di morte: non perché sia così tanto contrario (in certi casi alcuni se la meritano), ma perché penso che sarebbe inutile come esempio: di certo non sono a favore di punizioni all’acqua di rose, come i dieci mesi di galera presi dal sacerdote gesuita che si è masturbato davanti a un dodicenne.
Dissento anche sull’affermazione della signora che vedeva meno grave l’atto compiuto con la quindicenne rispetto a quello con la bimba di tre anni: è vero che l’adolescente ha un minimo di possibilità in più di difendersi, ma quante all’atto pratico? Specialmente se ci mettiamo di mezzo una pressione psicologica che ti porta a subire, è un po’ lo stesso meccanismo che porta il coniglio a stare fermo davanti al serpente che lo sta per ingoiare. Si chiama anche paura, senza tanto andare in cerca di spiegazioni complicate. Che poi i ragazzini abbiano una loro sessualità è fuori di dubbio, ma di solito quando si accorgono di averla se la sbrogliano con gli amichetti e i coetanei, com’è giusto e naturale che sia.

In tutto questo mi rincuora l’idea di vivere attualmente in un paese di una manciata di persone, pollai compresi saranno dieci case, e che nessuna delle tre donne in questione abbia avanzato l’idea che il pediatra vicentino e l’educatore padovano fossero gay, sfatando così il mito proposto sempre da giornali e telegiornali, i quali non lo dicono sempre apertamente, ma casualmente lasciano cadere nelle notizie riguardanti casi di pedofilia frasi preconfezionate come “torbido ambiente degli omosessuali”. Dal mio punto di vista di torbido c’è solo il cervello (e l’italiano) di chi usa frasi del genere, che poi sono le frasi che i giornalisti possono comprare all’ipermercato della parola altrui, ordinandole a pacchi come se fossero dei prefabbricati, motivo per cui troviamo sempre abbinamenti come “efferato delitto” o strafalcioni come “controesodo”.

Mi ha quasi fatto tenerezza l’accenno alla territorialità: Baone è un paesino sui Colli Euganei, poco lontano da Padova, quindi agli occhi della signora che l’ha detto è probabilmente peggio perché è roba di casa nostra, come dire; ed è interessante che nel vecchio Veneto Bianco, nelle vecchie roccaforti della Democrazia Cristiana ci sia un sentimento anti clericale così netto.

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Informazioni su Mauretto

Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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  1. Meno male che si siano tenute lontane almeno da quel luogo comune. Comunque a volte le persone (o i media) ripetono in modo automatico degli stereotipi, senza soffermarsi né sul sginificato delle parole né dei danni o delle ferite che provocano con la loro superficialità..

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  2. Mi sbaglierò, ma a pensar male non si sbaglia mai molto, però mi sembra che ai gironali (e media in generale) non solo il seminare perle del genere piaccia ma che lo trovino pure utile in qualche maniera: dicono alal gente quel che vuole sentirsi dire, che i loro timori sono corretti e che il resto del mondo sbaglia. Intanto comprano o guardano, e i media tirano avanti

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  3. Capisco la tua indignazione nel constatare questo tipo di associazione di idee, anche se ingenuamente non ci avevo mai fatto molto caso finché tu non l'hai fatto notare. Come madre, onestamente, quando sento notizie del genere, mi concentro di più sul senso di ansia che mi trasmettono … pensa che ho scoperto che l'allenatore che ha violentato la quindicenne non molto tempo fa ha allenato anche per la società dove faceva pallavolo mia figlia.

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  4. Quello che è più sconcertante è che quando uno non solo è recidivo, ma viene praticamente colto in flagrante ci sia ancora chi dice che, poverino, è oggetto di una congiura

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