Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 11

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Donna Sofia di Collegno, contessa di Savonera si aggirava furtiva per i corridoi del palazzo reale di Torino. In realtà il termine furtivo e Donna Sofia la Smargiassa andavano d’accordo come gli idraulici e gli ispettori dell’agenzia delle entrate, ma possiamo tranquillamente immaginare che quello fosse l’intento della nostra eroina; la contessa stava cercando di intercettare il passaggio di Maria Giuseppina, sapendo bene che prima o dopo sarebbe dovuta per forza uscire dalla sua camera, e voleva che l’incontro apparisse di natura assolutamente fortuita. Doveva per forza farlo sembrare casuale: non poteva permettersi che la ragazza si facesse strane idee sul suo conto, ne andava dell’organizzazione del suo piano strategico.

– Cucù, Altezzuccia! – ululò la Smargiassa, vedendo Maria Giuseppina fare capolino da dietro un angolo.
Bòia fàuss, contessa, mi avete fatto venire uno s-ciopone! – disse Maria Giuseppina, appena riuscì a recuperare il fiato ed un battito cardiaco sotto i 150 colpi al minuto.
– Fatto paura, Altezzuccia?
– A parte che non si apostrofa così la gente del mio rango, io sono Sua Altezza Reale per voi e per tutti quelli come voi, vorrei vedere voi se qualcuno vi avesse assordato urlando nella penombra.
– Iiiih, quanto la fate lunga… io nella penombra ho visto voi: facciamo a gara a chi sta peggio?
– Contessa! Un minimo di creanza, porca menta!
– Oh, io sarò una Smargiassa ma anche voi siete messa maluccio a savoir faire, eh?
– Sarà che non siete esattamente quello che si dice un personaggio ben visto qui a Corte.
– Ma se sono la migliore amica che abbiate mai avuto!
– Voi?
– Avete altri amici?
– No, ma…
– Visto? Lo so che ho ragione! E lo sapete anche voi.
– Voi siete quella che mi disegnava le sopracciglia col carboncino, e anche senza aspettare che fosse spento del tutto.
– Ma era solo per far vedere come sareste apparsa caruccia da grande.
– Siete quella che mi metteva le pantegane nel letto.
– Non sono forse morte tutte subito?
– Mi avete chiusa tre giorni nel ripostiglio sotto le scale, al buio!
– Perché vi si sbiancasse la pelle!
– Mi avete…
– Insomma, lo so benissimo che non sembra affatto, ma io sono la migliore amica che possiate avere, qui e altrove. Non sembra, ripeto, ma è così.
– Dovrei credervi?
– Potrei mai mentirvi?
– Ma se lo fate sempre, con chiunque!
– Io? Ma no, sono tutti cattivi, e solo io vi voglio bene! Tanto bene, Vostra Altezzuccia mia! – soggiunse con tono mieloso e suadente Donna Sofia con un sorrisone a quarantaquattro denti, sorriso tanto grande per cui la Smargiassa avrebbe avuto la testa tagliata in due, se sua madre non le avesse fatto anche le orecchie.

Maria Giuseppina aveva le lacrime agli occhi: finalmente una vera amica, una che le volesse bene per quel poco che era!

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