Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 14

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Carlo Emanuele si trovò quindi a firmare una lettera così concepita:

A Sua Maestà il Re

Sire, mio cugino e nipote,

è su istanza di nostro cugino Luigi Vittorio, principe di Carignano, che rivolgiamo a Vostra Maestà l’umile preghiera di accordare a sua figlia, la nostra nipote prediletta, la principessa Maria Teresa Luisa, il favore di poter far serrare la catena d’Imeneo con un Principe della vostra augusta casata.

Ella è di carattere dolce, remissivo; è una giovane pia, saggia e prudente; la sua mente è interamente casta, nessun pensiero di qualsiasi natura l’ha mai sfiorata. Il suo incedere è pieno di grazia, ed ovunque appaia spuntano le rose in fiore.

Se la Maestà Vostra degnerà concedere tanta grazia verrà salutata come un benefattore, e sarà oggetto di lodi e di salmi anche da parte delle zie della principessa, sorelle di sua madre: la mia amata sposa e la defunta Sua Altezza Serenissima la Principessa di Condé, che benedirà Vostra Maestà dal Paradiso, ove certamente è stata accolta.

Pregando Domine Iddio di avere Vostra Maestà sempre sotto la sua santa e degna guardia, Sire, mio cugino e nipote, mi prostro nell’espressione del mio più ligio e doveroso omaggio.

Carlo Emanuele

Data a Torino, nel nostro Palazzo Reale, addì ventuno del mese di luglio dell’anno del Signore 1766

Dopo, una volta firmata la missiva ufficiale, Carlo Emanuele agguantò una penna e un calamaio, e scrisse un biglietto autografo che fece recapitare a Luigi XV da un corriere di fiducia, senza ricorrere ai corrieri diplomatici.

A Sua Maestà il Re

Sire, mio cugino e nipotuccio bello de zio tuo,

ho alle costole questo maniaco di Carignano che vuole a tutti i costi un matrimonio reale per lavare l’onta di un padre idiota e crapulone: ma come fa a non avere ancora capito che se bastasse questo tutte le tue figlie avrebbero già avuto marito da mo’?

Però la Meri Terri è tanto carina, è davvero una brava ragazza anche se sembra stupida come un’oca, ma forse è perché è troppo bionda; o forse sono le radici delle rose che le vegetano sulla cofana, non saprei. Non è che hai qualcuno rifilarle, ma anche senza troppo impegno, voglio dire? So che i parenti maschi non ti mancano, e del resto sua nonna -anche se era una bastarda, e sto zitto perché è appena morta- era amica di tua moglie.

Se proprio non hai nessuno, magari vedi se trovi un qualche principe straniero, tanto è imparentata con mezza casa di Lorena e coi Rohan; non credo che suo padre si ciuccerebbe volentieri qualche cosa di meno, come un duca-pari, ma vedi un po’ quello che riesci a fare. Ti mando anche una cassa di dolcetto d’Alba, che so che ti piace tanto.

A presto, Zio tuo

Post Scriptum: ah, salutami la Giginska quando la vedi!

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