Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 16

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Tre nobili ragazze (ma tanto nobili, eh!) stavano chiacchierando amabilmente in un lussuosissimo salone del castello di Carignano, mentre sbocconcellavano dei sandwich al cetriolo e sorseggiavano in maniera molto chic del tè da un servizio di Wedgwood: una ceramica raffinata, di un bel color crema, che veniva dall’Inghilterra, che stava iniziando a preoccupare anche le manifatture di Meissen o di Sèvres. Certi piccoli piaceri d’oltre manica erano considerati molto alla moda, quasi una forma di distinzione.

– The cat is on the table, disse Maria Teresa di Carignano.

– The cat is under the table, rispose Maria Giuseppina.

– All we need is looooooooooooooooooove, dissero in coro le due ragazze.

– Ahi! Gridarono ancora in coro le due ragazze mentre la giovane Maria Teresa solfeggiava col naso sulle loro teste.

La ragazza era spazientita perché non capiva nulla delle parole dette dalle altre due, e a nessun ragazzino è mai piaciuto sentirsi escluso, messo da parte; d’altra parte era davvero impossibile trovare un posto dove mettere una con un naso fatto in quella maniera, a meno di non aver previsto delle nicchie apposite nelle pareti.

– Non pensate che queste ceramiche sarebbero infinitamente più deliziose se invece di questo color “merde de chien avec fluxion de poitrine dans le dernier état” fossero di un bell’azzurro pervinca o giù di lì, non credete? Chiese mademoiselle de Carignano alle cugine. Le cugine risposero con un gutturale: “AH?”, e la ragazza ritenne saggio non proseguire e cambiare lestamente conversazione:

– Ragazze, penso che le donne del popolo siano molto più fortunate di noi in amore.

– Come se fosse antani? Scattò Maria Teresa

– Cioè, tipo, no, c’avete presente che loro possono sognare di sposarsi e diventare delle principesse, ma noi? Principesse lo siamo già; la vita è crudele e ci ha tolto i sogni romantici fin dalla nascita.

– Possiamo diventare regine, né? O Imperatrici… puntualizzò Maria Giuseppina.

– O maîtresse royale a Versailles, come la marchesa de Pompadour! Esclamò Maria Teresa con aria sognate e gli occhietti che rilucevano di mille stelline in puro stile Ryoko Ikeda.

– Ehm… quella che è morta marcia e consunta, lasciando Versailles in una bara sotto un temporale terrificante di notte, coi lupi mannari che ululavano nella campagna?

– Non era pomeriggio? Rimbeccò Maria Teresa

– Fa lo stesso, rispose stizzita Maria Giuseppina.

– O come la duchessa de Châteauroux…

– Si, quella mollata in mezzo ai campi alla prima avvisaglia di mal di pancia?

– Mademoiselle des Œillet?

– Ma per favore… ‘na rabaltadina e via?

– La marchesa de Montespan?

– Morta dalla paura di morire, chiusa in un convento, che bello…

– La duchessa de La Vallière?

– Zoppa, suora e morta di sete? Una goduria.

– Suora tua! Gridò mademoiselle di Carignano, toccando repentinamente la spalla di Maria Giuseppina, che si rabbuiò in volto, e quasi ringhiò addosso alla cugina:

– Grazie, cugina, veramente grazie tante. Ma avete perso la testa? Come se non fossi già abbastanza sfigata di mio.

– La principessa di Monaco? Riprese Maria Teresa; la sorella proseguì in quel botta e risposta:

– Morta sifilitica! Malattia professionale, e non esiste ancora l’INPS.

– Louise de La Fayette?

– Orco demonio, ‘n’altra suora!

– Madame de Cinq-Mars?

– Quello era un uomo, veramente…

– Oops, pigolò Maria Teresa portando il dito indice destro alle labbra, con un fare ingenuo.

Mademoiselle di Carignano prese la parola, con un tono un po’ querulo:

– Conoscete quel gentiluomo inglese, amico dell’ambasciatore? Frederick Altamont Cornwallis Twistleton-Twistleton, quinto conte di Ickenham. Ha una specie di nipote che dice sempre che prima di portare l’oggetto amato in un roseto, al tramonto, bisogna farsene un paio di gagliardi.

– Io lo faccio sempre, disse divertita la giovane Maria Teresa.

– Lui parla di cockatils, precisò la cugina.

– Ah, sono fiaschi di barbera allora! Esclamò Maria Giuseppina.

Dal battente chiuso della porta si udì tuonare una voce di donna:

– Ninguna de mi bambiñas devienterà mai un puttanon de cualquier rey!

– È la mamma che è venuta a prenderci, annunciò Maria Giuseppina. Maman, ma ci stavate ascoltando?

– Minchias, seguro! Los bucos della sierradura son fatti apposta.

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