Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 18

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Versailles, 28 luglio 1776

Altezza Reale,

v’invio il mio primo rapporto da quando mi sono installata a Corte, dove per vie traverse sono riuscita ad ottenere il posto di vice-sotto femme de chambre aggiunta di terza classe e seconda mano della Luisona, una delle fastidiose figlie del Re.
Sapeste com’è pesante quella donna, passa la giornata a sfinire la sua cameriera (quella vera) per farsi leggere dei libri dei quali non capisce nulla. La povera Campan è senza voce ora di sera, forse perché quando la Luisona va letto io la faccio parlare di tutto quello che succede a palazzo: la Din Don è una pettegola della più bell’acqua ed è meglio del servizio segreto, per giunta è pure maligna: ne ho fatto la mia peggiore amica. Il Re chiama questa sua figlia Chiffe.

La Luisona è la minore delle quattro disgrazie, la più vecchia è l’Adelaide, con una vociaccia che pare quella di una tabaccona incallita, è altezzosa, cattiva e velenosa: nessuno se l’è mai filata, neanche suo cugino di Conti perché è fastidiosa come la sabbia nelle culottes; la chiamano Loque, cencio.

La Vittoriona, detta Coche, passa la sua giornata a mangiare, fa come i piccioni: appena mangia via sulla comoda! Io avevo il terrore che Ferrero mi facesse avere il posto di sua porta-cacca, mi è andata di lusso: è talmente fissata che ha un divano enorme (col deretano che ha deve pur farcelo stare tutto) che chiama “letto alla turca”, ma non so perché non è bianco e non ha i piedoni.

La Sofia (Chiffe) è una finta buona, più canchera dell’Adelaide ma troppo scema per agire da sola, ha bisogno della vecchia rauca che la carichi, come le molle dei girarrosti; ha paura di tutto, il sacro terrore dei temporali e dei tuoni, guarda la gente solo con la coda dell’occhio e fa sempre uno strano verso con la bocca, come un coniglio che soffi tra i denti.

Il Re è un bonaccione, un caro ragazzo, e mi fa sempre un sacco di complimenti, ma io faccio finta di nulla per non fare ombra alla lampionara di turno: Sua Maestà ne ha un sacco che si succedono, è un gran gagliardo.
La Regina è simpatica come un inginocchiatoio usato; i tre nipoti maschi del Re sono dei disastri, Berry il Delfino è impacciato come se avesse le scarpe di cemento, Provenza pare un maiale vestito a festa, Artois è un pappagallo che gioca al dottore con tutte le cameriere che gli arrivano a tiro. C’hanno pure due sorelle, i principi: Clotilde che si fa largo nella vita perché non riesce ad andare via in altezza, e Elisabetta la piccola rubiconda fantolina di due anni. La loro madre, la Delfina, non ha mica tanto una bella cera, eh? Sarà che è tedesca.

Il giorno che sono arrivata a Corte parevo ‘no biggiù, avevo un vestitino azzurro mare decorato con dei festoni di cozze, il panier era a forma di capasanta, ed avevo un collier tutto fatto di piccoli gamberi di corallo che si tenevano per le zampette, con orecchini assortiti: la modista l’ha chiamato la Déesse de la Mer; è tanto una brava ragazza, lavora nei ritagli di tempo in casa, ma ho la mezza idea che la Rose farà strada; si, oddio, parla come una carrettiera ma è un vezzo simpatico, e agli uomini piace.

Spero che i due cachiveches stiano bene, sbaciucchiate da parte mia vostro marito: lo so che dirà che non è la stessa cosa, ma voi fate finta di nulla.

Post Scriptum: vi ho detto che al Delfino gli stanno cercando una moglie cetacea? Boia d’un mondo, come sono distratta…

Smargiassa Vostra, agente Doppia S.

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