Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 19

Standard

I raggi del sole facevano scintillare i grappoli d’uva sui declivi delle colline di Torino, e gli acini lucidi rosseggiavano e gialleggiavano tra il verde delle foglie: i grappoli erano totalmente ignari del crudele destino che li attendeva, un destino fatto di ferite, di tagli, di smembramento, di tortura e di schiacciamento; e così se da una parte il neonato Fronte di Liberazione della Vigna dal Contadino, la prima organizzazione grappolista per i diritti dei vegetali, muoveva i suoi primi passi, nel grande salone del Palazzo Reale di Torino una bella ragazza era anch’essa completamente ignara del proprio destino, e pranzava in compagnia della famiglia dello zio. Carlo Emanuele III discuteva con Maria Teresa di Carignano della coltivazione delle rose, mentre Maria Giuseppina e Maria Teresa pensavano a come sarebbe stato bello poter avere ciascuna una piccola fattoria tutta loro, una con una bella cantina e l’altra con un bel fattore e dei robusti contadinotti.

Contro ogni forma di etichetta le porte della sala vennero spalancate con un calcio poderoso, assestato da una scarpina di velluto calzata da una gamba un po’ opulenta che sventolava fuori da un panier sollevato allo scopo: la principessa di Carignano, Cristina Enrichetta d’Assia-Rotenburg, aveva molta fretta di fare il suo ingresso, e da buona tedesca travolgeva qualsiasi cosa come le panzerdivisionen. Uno stupefatto Carlo Emanuele richiamò all’ordine la cognata:

– Madame, che modi sono questi?

Maman, che cosa succede? Incalzò Maria Teresa.

– La vendetten del destino, succede! Ho veduten mia sorella diventare regina, e io no; e adesso la vita mi ripaghen: mia figlia si sposa per prima, e sposa un pozzen di solden! Il re Luigi XV la vuole come beneamata sposen del principe Luigi Alessando di Lamballe.

Meri, Terri, te ne vai oltre i monti
Meri, Terri, vai alla reggia di Versa’
Accipicchia, l’è c’è un mondo fantastico
Meri, Terri, barocco come te

Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi
Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi
Holalaidi, Laidi, Laidi, Laidi, Haho
Meri, Terri, tenera piccola col portafoglio così

Le cugine di montagna, Mu Mu, Cip Cip, Bhe Bhe
Si dicono “che rabbia, a lei si e non a me”
Sarai un pesciolino che dall’acqua se ne va,
con un marito idiota che un giorno morirà

Meri, Terri, ti sorridono i soldi
Meri, Terri, le cuginette ti fanno ciao
Cipria, bianca sembra latte di cofana
Meri, Terri, mezza Francia apparterrà a te

Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi
Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi
Holalaidi, Laidi, Laidi, Laidi, Haho
Meri, Terri, tenera piccola con le rose a cucù
Meri, Terri, tenera piccola col portafogli cosi!!!

Dopo secondo di silenzio per riprendersi dallo stupore si udirono i primi commenti, rapidi, quasi brutali:

– Te-T-esca, disse Maria Antonietta con un gelo nella voce tale da poter far ghiacciare uno stagno in luglio.

– AUUURGHHH!!! Ululò disperata Maria Giuseppina.

– Estiquuatsi! Esclamò Vittorio Amedeo.

– ‘tron.. sa, mormorò Maria Teresa, mentre il suo naso metteva il broncio.

Carlo Emanuele si alzò, si avvicinò alla nipote invitarla ad alzarsi a sua volta, la portò al centro della sala e proclamò, con voce sufficientemente forte e ferma da bloccare i commenti e i mormorii del resto della famiglia:

– Signori, è con soddisfazione, gioia ed entusiasmo che saluto Maria Teresa Luisa, principessa di Lamballe.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...