Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 23

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A Sua Altezza Reale il Duca di Savoia

Rambouillet, 25 novembre 1768

 

Altezza Reale,

non posso smettere di pensare alle nozze di mio fratello, nonché vostro nipote, con la bella Joséphine de Lorraine; Monsignore… è passato oltre un mese, ma che meraviglia! Tutto era così bello, lustro e rutilante; lei sembrava una bomboniera da quanto era bella nel suo abito nuziale, e mio fratello era perfino suntuoso. Io c’ho messo del mio, sono particolarmente fiera della cofana gigantesca che avevo in testa: era la mia parrucca dei matrimoni, quella fatta a forma di oca e ci avevo fatto mettere tante, tante roselline.

 Potrete capire quanto mi sia divertita quel giorno, in convento il mio passatempo preferito era contare le suore prima di addormentarmi! Non solo ho perso mio marito ma per consolarmi mi hanno rinchiuso in un convento di lusso dove posso parlare con i muri. Ora Papà Penthièvre vuole che resti un po’ con lui qui a Rambouillet, dove regna il tic tac dei suoi orologi caricati in sincrono, che bambina fortunata che sono!

Potete capire che la mia missione “Cerca il pollo da sposare alla maiala” è stato per un po’ abbandonata, ho parlato di ciò con la badessa de Beauveau, e quando avevo finalmente trovato un possibile candidato mi ha detto che da un po’ gira voce a Corte che sia in corso una trattativa con l’Imperatrice Regina per far sposare il delfino con una delle sue figlie: non importa quale, tanto ne ha una carrettata e prima o poi riuscirà a metterle su qualche trono, o alla peggio in qualche capitolo nobile o qualche abbazia se nessuno volesse volerle.

Si, perché per quanto sia un grande onre ed una bella botta di celebrità imparentarsi con Sua Maestà Reale, Imperiale e Cattolica, le sue figlie portano un po’ pegola ed hanno anche la tendenza a morire un po’ più spesso di quanto non si confaccia alla buona educazione di una vera principessa. Pare infatti che la labbrona che doveva andare a Napoli sia schiattata di vaiolo, e quindi l’Imperatrice l’avrebbe sostituita con quella che doveva venire in Francia; adesso, mi pare abbia sedici figli e non so a quale principessina sia arrivata ma se la sventura continua ad accanirsi sulla sua prole alla fine le rimarranno solo due possibilità per piazzare qualcuno al Delfino: o l’arciduca Massimiliano, oppure metterà una parrucca e il panier al suo gatto, e lo spedirà in Francia al seguito di madame Geoffrin.

Venendo al sodo, Monsignore, credo che se vogliamo trovare un partito decente per le mie cugine cesse sarebbe bene che ci orientassimo verso altri partiti, magari di minore levatura. So che Vostra Altezza Reale sarebbe disposto a darle anche al primo pesciaio della fiera di San Lorenzo, ma per quanto cesse siano sono sempre cessi di lusso, dei Richard Ginori insomma; e poi girando per i mercati delle Halles devo ammettere che le nostre principesse non caverebbero un ragno dal buco, quelle vogliono solo “PANE! PANE! PANE!” non credo che i pescivendoli si accontenterebbero di quattro ossetti secchi degli uccelletti che cucina vostra nipote.

Non so quanto conviene alle mie cugine venire qui a Versailles, qui schiattano tutti: le mie amiche di convento fanno ormai le scommesse su chi sarà il prossimo, danno Madame Adélaïde a dieci a uno. Tutto questo parlare di morti mi fa tornare alla mente il mio grazioso sposo, coi suoi occhietti dispari, e la nostra beneamata regina Maria che mi voleva tanto bene perché io sono una brava, brava ragazza al contrario del mio defunto marito, che non era né bravo né una ragazza.

Se vi fosse sfuggita la notizia ve la do io in anteprima: mia sorella, M.lle de Penthièvre, sposerà il figlio del Duca Grosso Grasso d’Orléans. Non so cosa ci trovi in quello sbruffone ma sta di fatto che lei lo vuole, Papà Penthièvre è andato dal Re per dirglielo, la quale Re ha fatto notare che il ragazzo non è proprio uno stinco di santo ma si è rassegnato a dare il suo consenso perché Marie-Adélaïde ha cominciato a battere i piedi talmente forte che ha fatto cascare i vetri dell’Oeil-de-boeuf! A quel punto il Re le disse: “A fija bella, si o vòi pijatelo, ma dopo nun di’ che ‘n sapevi che era ‘n deficiente! Mo’, con tutto er bene che tte vojo e che vojo a tu padre, so’ cazzi tua!”

 Vi prego di voler credere, Monsignore, alla mia più profonda devozione ed obbedienza.Tanti bacini, e tante rose per tutti.

Meri Terri

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