Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 26

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La primavera austriaca imperversava in modo benignamente folle sulle montagne e sulle colline come solo lei sa fare, rinverdendo i pascoli, infiorando ogni singolo albero, arbusto e cespuglio; e non solo, ma anche facendo spuntare allegri funghetti sui tronchi, garrire le rondini, ululare i lupi, zirlare le tortore, tubare i colombi, populare i pavoni, gloglottare i tacchini e dandosi, in generale un gran da fare. Solo l’austero carattere della graziosa Imperatrice, Sua Maestà Reale Imperiale Apostolica la Teresona riusciva a tenere a freno perfino la primavera: al castello di Schönbrunn la giornata era triste, uggiosa e pioveva.

L’Imperatrice stava parlando con una delle sue svariate figlie, l’Arciduchessa Marie Antoine Josèphe Johanne (detta Tony), anzi a ben vedere la stava arringando.

 – Numero quindici, foi sapete perché fi ho fatta chiamare?

– No, maman. Io non so niente, io lavoro e basta.

– Numero quindici, foi deve partire: foi che andrà nel paese di Molto Molto Lontano.

– Dove, maman?

– Molto, Molto Lontano… Scheiß, erroren… a Molto Molto Lontano già spediten figlia numero tredici. Foi che va in Franciareich, tra le vacche Charolais.

– La Mademoiselle non è una sola?

– Kvelle con peli, ach so! Foi diventa Delfina!

– Con i peli? Ma non hanno le squame?

– Nein, und nein. Delfini feri no ha né peli né squame, ma foi sposa Delfino finto.

– Se è finto non posso sposarlo qui e restare con voi, maman?

– Keiner. Ma foi sposa per finta qui e davvero lì, così voi non manca nulla.

– Se lo dite voi, mi fido.

– Foi non che può fare altro, piccinen. Kvi essere Teresona che mandare afanti baracca: Imperatrice ordina, tutti che salta! Das ist gutt?

– Mo’ ouì, Frau Oberst!

– Voi no che scherza, né in mia presenza né mai! Foi ha doferi precisi, Imperatrice elenca a foi, jetzt! Alles tag, tutti i giorni, zumpa zumpa; voi gentile con tutti, ma non accontenta nessuno; voi che pulisce stanza e rifà letto dopo zumpa zumpa; voi che prega, immer prega; voi che cambia lettiera Delfinen; voi che dice tutto a fostra maman; voi che fa tutto quello che fostra maman dice; foi che ossequia, rispetta e ascolta meinen Fido Mercy, e che pazienta quando lui ha doloren a emorroidi; foi che ascolta Re Luigi, ma che poi fa quello che dice fostra maman; voi che rispetta Re Luigi ma che defe tenere lontane drei fecchie vacche, buone solo a combinare casinen; e per finire, zumpa zumpa.

– Ehm… maman… “zumpa zumpa”? L’abate de Vermond non ha mai accennato a nulla di simile.

Das ist wahr. Io fatto fare manuale di instruczionen molto facile, a cura del falegname dell’ambasciatore svedese: tutta roba ganz klar, voi deve solo che impara che piolo “A” va in fessura “B”, poi tutto resto deve che fa Delfinen. Io fatto fare copia di instruczionen anche per lui.

– Capisco, o almeno… credo.

– Ja gutt! Und jetzt, auf wiedersehen numero quindici. Non foglio più federvi qui in futuro, o kvesto forrebbe dire che voi non è stata Cetacea ma disastren! Adieu, et bonsoir.

Per quanto poco fosse possibile, quando la Delfina di Francia Marie-Antoinette salì in carrozza per lasciare per sempre l’Austria e il palazzo di Schönbrunn che aveva tanto amato, era ancora più confusa e perplessa dell’Arciduchessa Marie Antoine Josèphe Johanne (detta Tony) quando era entrata nello studio privato della madre.

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