Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 34

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Il fatto che il pettegolezzo allunghi la vita è una verità scientificamente riconosciuta, per quel poco che possa valere la scienza senza essere stata convalidata dai mezzi di comunicazione di massa e, magari, da persone informate dei fatti e accessoriamente di tutto, denominante correntemente “tuttologi” ma che sarebbe più utile e opportuno definire “tautologi” giacché dicono sempre le stesse cose.

Qualsiasi pettegolo, portinaio, fancazzista in genere più o meno morboso avrebbe avuto molto da ridere se, durante la bella stagione dell’anno del Signore 1771, si fosse messo a leggere gli estratti della corrispondenza in partenza dal castello di Versailles per la destinazione più disparata e indirizzata però a dei destinatari molto noti, quasi rituali da quanto erano oggetto di massicci invii di lettere, biglietti, dispacci e rapporti.

S. A. R. la Delfina Marie-Antoinette a S. M. I. R. A. l’Imperatrice-Regina Maria Teresa

Mia cara maman,

ho conosciuto mia cognata la Contessa di Provenza: non posso dire che sia esattamente una bella donna, ci sono dei momenti in cui la scambio per la scimmietta della principessa de Chimay, animalino molto caruccio (la bertuccia, non madame de Chimay) che scorrazza sempre per la reggia.

Tuttavia andiamo abbastanza d’accordo al momento (con mia cognata, non con la bertuccia!), e mi fa piacere averla vicina nei momenti di intimità familiare, sebbene a mio marito il Delfino non piaccia (la trova bruttotta) e le rimproveri di avere i baffi: povera donna, chi non li ha? Li inalberava imperterrita anche la regina Maria Teresa, moglie di Luigi XIV! Perfino mio cognato Provenzone dice che è meglio di quanto sperasse, voglio dire…

Vostra devotissima e affezionatissima Tony, figlia Numero 13

Conte Florimond de Mercy-Argenteau a S. M. I. R. A. l’Imperatrice-Regina Maria Teresa

Maestà,

la Contessa di Provenza è, con licenza parlando, un disastro.
La sua figura non è bella e il suo portamento poco grazioso; non ha per niente grazia, parla poco e in modo spiacevole.

Ossequi orrendamente devoti,

Fido

S. A. R. Maria Giuseppina di Savoia, Contessa di Provenza, a S. A. R. Maria Antonietta di Borbone-Spagna, Principessa di Piemonte

Ay Mamita,

mia cognata la Delfina è una ragazza simpatica, svaporata come l’acqua Sangemini ma tanto tanto simpatica; però è rossa, e si sa che la rossa più buona ha ammazzato sua madre… mi fido fino ad un certo punto specialmente perché ha quella fissa tutta dei tedeschi: dove passano loro non cresce più l’erba.

Sinceramente vostra, diplomaticamente nostalgica

Giupa

Sua Maestà Luigi XV, Re di Francia e di Navarra, a Sua Maestà Carlo Emanuele III, Re di Sardegna, Duca di Savoia

Sire, mio zio e cugino,

non è per cattiveria, ma la Provenzona puzza! Abbiate pietà del nostro olfatto, e trovate il modo più indolore per dirle di lavarsi un pochetto.

Già che ci siete spiegatele che una donna può fare un po’ di toilette senza essere considerata civetta, che un filo di trucco non rende una donna necessariamente una meretrice portuense e portuale, ma che tra un po’ di fard sulle gote e la malta grezza data sui muri con la cazzuole passa una discreta differenza: la povera M.me de Valentinois ci sta uscendo matta per cercare di fare della nostra comune nipote una donna socialmente accettabile.

Luigi

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