Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 35

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Non è semplice muoversi per una scaletta tortuosa e stretta quando s’indossa una favolosa creazione di una giovane sarta emergente, soprattutto quando chi la commissiona detta con precisione le linee guida per la decorazione della monumentale gonna che dovrà per forza essere sorretto da un panier corazzato in lega di titanio, vista la profusione di girasoli, spighe di grano e tralci di rovo con tanto di more che decoravano l’abito. Donna Sofia grattò educatamente a una porta, nessuna risposta.
Donna Sofia grattò una seconda volta, un po’ meno educatamente, ma dall’interno ancora nessuna risposta.
Donna Sofia artigliò il battente della porta, ma nessuno ancora rispose. “E mo’ basta!”
Donna Sofia non si lasciò scoraggiare: se nessuno poteva permettersi di metterla impunemente alla porta, nessuno poteva tanto meno lasciarcela; estratta una spiga di grano dalla cofana, armeggiò con il gambo nella serratura fino a che non sentì un rumore familiare e girò la maniglia.- Cucù, c’è nessuno? Trillò Donna Sofia con fare falsamente ingenuo, ma i soli segni di vita che c’erano nell’appartamento erano dei gemiti e delle imprecazioni soffocate che venivano dalla stanza da letto.

La Smargiassa si avviò alla chetichella in quella direzione, pensando che magari avrebbe potuto carpire qualche pettegolezzo utile. Sbirciando dallo stipite della porta in una specchiera orientata in direzione favorevole vide una scena, a metà tra l’imbarazzante e il comico. La contessa Du Barry stava in piedi, avvinghiata a una delle colonne del suo lit à la duchesse, mezzo svestita, mentre il suo servitore Zamore stava in piedi su una sedia e tirava i lacci del corsetto della contessa, appoggiandole un ginocchio tra le reni per fare leva.

– Tu ghe diene fiado, Miz Gondessa
– Datte ‘na mossa, che so drìo sofegarme.
– Reggere forde! Non resbirare!
– Damme el vestito.
– Guale ti mettere?
– Quello!
– No, guello no. Essere droppo sgollato per pomeriggio.
– Al Re ghe piaze, ostrega!
– Bene. Berò tenere fisciu su spalle, o su tua pelle tornare lentiggini ghe io fatto sbarire con grema di latte guesto inverno. Ora tua pelle è moldo bianga.
– Basta, te go dito che al Re ghe piaze vardare!
– Se a te non importare buona reputazione, a me si! Guello che Re dire e che Re pensare sdare due gose diverse. E a me non parere che Sua Maestà abbia ghiesdo di sposardi, io credo avere più possibilità gatto con parrucca!

Donna Sofia si allontanò dalla porta tornando sui propri passi, giusto mentre stava per esplodere in una risata che riuscì a soffocare all’ultimo istante; con un più discreto tossicchiare lanciò un garrulo:

– Cucù! C’è nessuno? La porta era aperta… Giovanna? Yu-huuuuu?
– Vien ‘vanti, Sofia. So’ in camara mia che me vesto!
– Ho saputo che la Provenzona non ti calcola molto, vero?
– Di’ pure che mi tollera a malapena, per colpa delle vecchie di sicuro! – disse m.me Du Barry con un’espressione triste.
– Direi di si, loro hanno la colpa di ogni casotto qui a Corte!
– Come faccio a farla mia? – Chiese con espressione pensierosa; la Smargiassa pensò un attimo, mordicchiandosi un dito, e suggerì:

– Hai provato con i cioccolatini? A dirglielo con i fiori? A portarla fuori a cena?
– Boia can, la scatola è tornata indietro vuota!
– E i fiori?
– Son tornati indietro i gambi senza le corolle –  disse orripilata.
– E la cena?
– Mi ha fatto dire che è in ritiro spirituale.

La stizza di m.me Du Barry aumentava con lo stesso ritmo della desolazione della Smargiassa, che sconfortata puntualizzò:

– No, è che si era già mangiata il resto, e trincava spirito per digerire.
– E quindi?
– E pettanto, Giovanna… mettitela via, le vecchie ci odiano a morte: noi ci godiamo la vita (e anche quella degli altri) e loro che sono arcigne, rinsecchite, bigotte e rifiutate da tutti guardano con orrore, schifo e disgusto persone come noi, dotate di una morale polimerica e più elastica della loro.
– Ma con la Contessa di Provenza che faccio? – Chiese Jeanne con fare da bambina contrariata.
– Prova con un barile di barolo e un paio di cestoni di tigelle e crescentine con lo squacquerone!

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