Enodia

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Sognava di correre rapido in un prato nelle ore del tardo pomeriggio, con mosse poco aggraziate saltava di quando in quando una radice affiorante o una pietra, e in quei brevi istanti gli sembrava quasi di volare sopra i fiori degli asfodeli che punteggiavano la distesa d’erba. Si accorse di una donna, in piedi vicino a un gruppetto di alberi, che guardava nella sua direzione sorridendo in modo appena accennato. Indossava una tunica candida, trattenuta da una cintura ornata da un medaglione di onice sul quale era incisa una strana figura sinuosa e trilobata con al centro una sorta di stella o di fiore; ai piedi indossava dei calzari che sembravano d’argento, e sulle spalle un mantello di colore giallo rossiccio.

La vide altre volte nel corso degli anni, ancora in quel prato oppure una volta sul limitare di un bosco in una notte di luna piena, nel buio reggeva due torce per illuminarsi il cammino e i suoi sandali sembravano scintillare alla luce tremolante delle fiamme.

S’incontrarono ancora, lei non era sola: la accompagnavano altre due donne, una fanciulla dallo sguardo penetrante e dall’atteggiamento distaccato e una donna anziana e rubiconda dai boccoli grigio ferro e dalle labbra piene. Quella volta lei indossava una lunga gonna nera, una camicetta bianca incrostata di pizzi e un foulard rosso a grandi bolli bianchi e neri annodato a trattenerle i capelli corvini, le cocche le scendevano sulla spalla destra. Lo chiamò, dicendogli di avvicinarsi senza temere nulla; gli sorrise con un sorriso luminoso quanto una falce di luna in una notte di agosto; gli mise le mani sulle spalle e si fece grande mentre lui si faceva piccolo, da sotto la gonna spuntarono due zampe lupine e lei lo consacrò. Lui ebbe paura, si ritrasse e… si smarrì.

Di tanto in tanto si videro ancora, lei gli mostrava un sentiero chiaro e luminoso, ma lui non sapeva come fare quel singolo passo necessario per percorrerlo. Sembrava vi fosse un ostacolo, una forza capace di impedirgli di farlo, e non si sentiva in grado di superarla.

Una notte, mentre pregava, guardò nella fiamma di una candela e capì. Non erano state le acque della vita a farlo ritrarre nel passato, ma la paura di scoprire se stesso.

E ritrovò il sentiero davanti a lui.

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