Che cosa sarebbe successo se la Contessa di Provenza si fosse lavata? Ep. 45

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La luna che con consumata esperienza prestava servizio al palazzo del Luxembourg e dintorni era quasi piena, e già da alcune ore la vecchia residenza voluta di Maria de’ Medici era inondata dai suoi raggi d’argento. Essi sbirciavano rispettosamente l’ambasciatore d’Austria, conte Claude Florimond de Mercy-Argenteau, che scriveva nel suo studio una risposta diplomatica ad alcune missive raccapriccianti scrittegli da Sua Maestà Imperiale Reale e Apostolica Maria Teresa; e attraverso una finestra aperta si intrufolavano anche in un piccolo salotto, dove un grosso gatto tigrato bianco e rosso si faceva massaggiare la schiena mentre un valletto gli pettinava e incipriava accuratamente la parrucca. Naturalmente un gatto qualsiasi non ne avrebbe avuto alcun bisogno, ma chiunque avesse voluto farlo capire a Katz Rex, Graf auf und zu Katzenham avrebbe dovuto sudare sette camicie.


S.M.I.R.A. Maria Teresa, Imperatrice d’Austria e Regina d’Ungheria al conte Florimond de Mercy-Argenteau.

Hofburg, in meinem Vienna.

Mein caro Fido,

genug, damit genug! Ne abbiamo abbastanza di prinz Luigi di Rohan.

Foi dofete fare che venga richiamato in Francia. Troppo scandaloso, troppo stupiden, troppo kinder-minkia; immaginate foi che la scorsa settimana è stato visto a caccia con großen parrukkonen di von Kaunitz: keiner in testa, a cavallen accanto a lui, e chissà kvali segreten potrà afergli sussurratet, e che kaunitz!

Lui afere pessima influenza su mein figlio, e continua a truccarsi peggio di Madame Krottendorf, von Kaunitz è anche suo compagno di merende; l’Impero non può permettersi di afere ein futuro kaiser e ein Primo Ministro che vanno in giro assieme a un prete debosciaten circondato da puttanonen, da baracconen e da gentaglien.

Figlia Numero quindici deve fare pressione su re Luigi XV per fare mettere prinz koadiutoren in un confento di klausura; e soprattutten che sia convento di frati e non di monache.

Teresona che parla, tutti ke salta, ja!

Io fidaren in voi, Fido. Mercy. S’il vous plaît! Au revoir!

Mercy, come d’abitudine, bruciò la missiva; prese carta e penna e iniziò a vergare un rapporto, con la sua grafia da battaglia che avrebbe scoraggiato qualsiasi intercettazione del Cabinet Noir.

Maestà,

mi adopererò per fare sì che il principe Luigi di Rohan venga rimosso prontamente dal suo incarico diplomatico, che peraltro ultimamente solleva molte perplessità anche qui in Francia; ho sottilizzato, come dicono qui, un rapporto che l’ambasciatore di Spagna, conte d’Aranda, stava mandando a Madrid.

Ve lo copio pari pari, chiedendo licenza a Vostra Maestà per quanto contiene di poco lusinghiero nei confronti della Sua Augusta Große persona.

“Maestà,
ieri sera ho cenato con la contessa du Barry; Vostra maestà sa che presenzio spesso a certi eventi per puro dovere ed ottemperanza ai miei incarichi, non certo per mio gusto personale. Olé!
Oltre a me c’era tutto il suo piccolo stato maggiore: il duca di Richelieu, il duca d’Aiguillon, l’ambasciatore di Prussia von Goltz, il duca de La Vrillière e l’abate de Terray, le marescialle de Mirepoix e de Luxembourg, la contessa Sofia di Savonera (quell’italiana tanto, tanto divertente) oltre a qualche altra contessa tascabile.

A metà pasto, tra il soufflé di polipi nati morti e il pasticcio di murene e cetrioli di mare, m. d’Aiguillon ha passato sotto il tavolo un biglietto alla favorita, che dopo averlo scorso è scoppiata in una fragorosa risata e ha pensato di rendere partecipe la brigata del motivo del suo divertimento. Il quale motivo altro non era che una lettera che il Coadiutore di Rohan aveva appena scritto a m. d’Aiguillon.

– Ciò, ghe xé le ultime su la maialassa! Scoltè cossa che ne conta sta specie de indossatrice travestia da prete de lusso su la Teresona. Ocio, ocio: ‘Ho effettivamente visto piangere Maria Teresa sulle sfortune della Polonia oppressa; ma questa principessa, esperta nell’arte di non lasciarsi decifrare, mi sembra avere le lacrime a comando: in una mano, ha il fazzoletto per asciugarsi gli occhi, e con l’altra, brandisce il gladio della negoziazione per essere la terza potenza a dividersela’. Ea Teresona xé sempre na fintona, no se ga mai vista n’altra attrice compagna; altro che Sylva Koscina quando che la girava con indosso le pellicce de Annabella, altro che Adriana Lecouvrer, altro che st’altra tettona de Trastevere che ea fa pubblicità a libelli de serie B.

Olé! La Maestà Vostra apprezzerà di certo la libertà di termini del Coadiutore!

Vostro devotissimo, d’Aranda“

A differenza del mio collega spagnolo non credo che la Maestà Vostra apprezzerà la libertà di termini del principe Luigi di Rohan. Mi permetto di aggiungere la traduzione del linguaggio della favorita, prima che lo faccia qualcun altro, chiedendo perdono a Vostra maestà per la crudezza necessaria: “maialassa” indica una persona di un certo peso politico; “specie di indossatrice vestita da prete de lusso” è un’allusione allo sfarzo col quale si abbiglia il coadiutore.

Mi prostro ai piedi di Vostra Maestà, se riesco a trovarli.

Fido Mercy

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