Sulle origini della famiglia Salgàri. (Da “La giovinezza di Emilio Salgàri”, di Francesco Bresàola. Casa editrice I. C. A., Verona, 1963)

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Emilio Salgàri nel suo libro “Le mie avventure” così scrisse: “Sono nato a Verona il 25 settembre 1863, da una agiata famiglia di Negrar – Valpolicella.

Ciò non è esatto. E. Salgàri è nato a Verona il 21 agosto 1862, ma non da una famiglia originaria di Negrar. Nel 1845 un ramo dei Salgàri, che abitavano nella Parrocchia dei Santi Fermo e Rustico, si staccò da Verona e andò ad abitare a Negrar, nella contrada Saga, dove ancor oggi i discendenti vi dimorano (1).

Quale allora l’origine dei Salgàri? Essi comparvero per la prima volta in Verona (almeno secondo le mie ricerche) sulla fine del 1600. Il 5 agosto 1709 nacque “Rosa Maria figlia di Stefano Salgàri e di Cattarina sua moglie” nella Parrocchia di S. Maria in Organo (2).

Ma da dove venivano? Secondo lo stemma araldico posseduto dal Sig. Luigi Salgàri di Negrar, “i Salgàri discendono da un antico castello chiamato Salgàro, che in oggi è una frazione del Comune di Vigo, nella provincia di Padova”. E poiché in mezzo allo stemma si incrociano due chiavi d’oro, ciò dovrebbe significare che in antico erano dei Castellani. “un loro antenato per nome Marcello venne a stabilirsi in Padova verso la metà del secolo XIV, e associatosi a dei ricchi mercatanti di quella Città, in breve divenne uno dei più ricchi mercanti del suo tempo”.

Ancor oggi delle famiglie Salgàri abitano in questa città, come mi scrisse Alberto Albertini. “Col volgere degli anni questa casata estese le sue diramazioni sul territorio italiano”, sempre secondo lo stemma; e fra esse vi furono delle persone notabili.

Ne’’ primi tempi che dimorarono a Verona, e per tutto il ‘700, i Salgàri furono di condizioni economiche assai modeste, tanto che il loro nome non figura nell’Estimo del 1745, e nemmeno in quello del 1800: erano “pistori”, bettolieri, ortolani, fruttaioli, carrettieri, ecc. (3)

Intorno alla metà del ‘700 (vedi fatalità) abitavano in Verona due famiglie Salgàri Paolo, uno dei quali è il trisavolo di Emilio. Non ho saputo però individuare con esattezza quale dei due sia l’avo da cui discenderà lo scrittore.

Il 16 aprile 1782 nacque nella Parrocchia di S. Fermo, Antonio, il bisavolo di Emilio, il quale diventerà di professione bettoliere; e nonostante avesse numerosi figlioli, condusse la sua famiglia alla ricchezza o diciamo meglio all’agiatezza. Infatti il 9 settembre 1814 con traslato n. 18065 acquistò dal co. Giovanni Verità per £. 8430, le case n. 1908 e 1910, corrispondenti agli attuali n. 6 e 8 di Vicoletto Leoni, allora Vicolo Ortolan; (4) e vi aprì una trattoria, chiamata “Trattoria dell’Ortolan” (era il suo soprannome), che sarà famosa per tutto il 1800 e verrà chiusa in sul principio del presente secolo.

In questa casa vi abiterà Paolo, il nonno nato il 10 agosto 1801; e che sarà anch’egli di professione bettoliere; ed il 3 ottobre 1838 vi nascerà Luigi, il padre dello scrittore. Ma questi non seguirà la professione paterna e avita. Quando si sposerà, andrà ad abitare nella parrocchia di S. Eufemia, (5) ed aprirà un negozio di stoffe, come scrisse il figlio ne “Le mie memorie”, presso Porta Bòrsari; e qui nascerà il grande e infelice romanziere di Sandokan e Yanez (6).


(1): dall’Archivio di Stato di Verona.

(2): dal registro dei Battezzati di detta chiesa

(3): dall’Archivio di Stato di Verona.

(4): documentazione fornitami gentilmente da Tullio Lenotti

(5): probabilmente il Salgàri rimase nella casa paterna ancora circa un anno, se il suo primogenito Paolo nacque il 14 luglio 1861 a S. Fermo. (dall’Archivio della parrocchia di S. Fermo)

(6): pubblicato su VITA VERONSE n. 6 del 1956.

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Cammino in un giardino tra i ricordi di altre persone, alle volte solo e alle volte no; posso incontrarne delle altre, o solo percepirne la presenza. A volte provo a raccontarlo, se lo desiderano. Maschio, adulto, gattaro, lettore accanito, pettegolo, dilettante per diletto, il tutto non necesssariamente in quest'ordine. Amo i libri, i gatti e... il resto è un mistero.

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